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Politica | 08 giugno 2021, 16:45

Prezzo dei tamponi, scontro in Regione: «In Lombardia negata l'equità per i cittadini». La replica: «Nell'86% dei casi già gratuiti»

Dopo la mozione (bocciata) del PD che ha chiesto un prezzo calmierato per i test soprattutto in vista del green pass, il consigliere Astuti attacca: «Non c'è nessun controllo». Risponde Monti: «Privilegiamo quelli molecolari. La sinistra si attivi presso la Commissione Europea»

Prezzo dei tamponi, scontro in Regione: «In Lombardia negata l'equità per i cittadini». La replica: «Nell'86% dei casi già gratuiti»

Si è infiammata questa mattina in Regione Lombardia la battaglia politica sul prezzo dei tamponi.

La maggioranza del consiglio regionale ha bocciato in aula una mozione, presentata dal consigliere regionale Samuele Astuti, che chiedeva controlli da parte delle ATS su tutti gli operatori privati che eseguono test per il Covid, necessari per ottenere il green pass. La mozione chiedeva di stabilire un prezzo calmierato fisso a un massimo di 50 euro per il molecolare e 22 per l’antigenico, anche nel caso di  referto in inglese e la garanzia di consegna del risultato entro 48 ore. Chiedeva, inoltre, di introdurre eventuali sanzioni in caso di condotte speculative a danni dei cittadini.

«Ad oggi in Lombardia- spiega Astuti- un tampone molecolare costa tra i 50 e i 200 euro, un antigenico tra i 25 e i 75 euro, con in più, spesso, un supplemento di 10 euro nel caso di referto in lingua inglese, evidentemente necessario per poter viaggiare. In altre regioni, innanzitutto in Emilia Romagna, i prezzi sono stati calmierati, il che dimostra che l’intervento, contrariamente a quanto sostiene la Lega, è possibile. In Lombardia, invece, il privato non subisce nessun controllo perché la Regione ha abdicato al suo ruolo regolatorio. La totale discrezionalità dei prezzi  e gli ulteriori balzelli imposti per il referto in inglese sono inaccettabili. In Lombardia è negata l’equità nell’accesso ai test necessari a poter riprendere le attività rese di nuovo possibili dalle riaperture, innanzitutto la possibilità di viaggiare. E’ evidente che andare in vacanza in questo modo sarà concesso solo a chi si può pagare i tamponi  che, come segnalato da più parti, pesano sulle famiglie più dei trasporti e degli alloggi di vacanza».

Non si è fatta attendere la replica del presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali Emanuele Monti: «Siamo di fronte all’ennesimo tentativo del centrosinistra di affrontare la questione del green pass in maniera strumentale e senza davvero voler entrare nel merito. La strategia della Lombardia è improntata sull’utilizzo dei tamponi molecolari che nell’86% dei casi sono stati erogati in maniera gratuita dalle strutture del sistema sanitario regionale. A differenza di altre regioni, come il Lazio e la Sicilia, abbiamo volutamente privilegiato l’utilizzo del tampone molecolare in quanto considerato dalla scienza come gold standard per la diagnosi del virus da Sars-Cov-2, soprattutto per l’individuazione delle varianti».

Ha proseguito Monti: «Pd e 5 Stelle credono davvero che il tema del green pass sia di rilievo regionale? Siamo all’assurdo. Bisogna avere una strategia europea e le regioni non possono essere costrette a viaggiare in ordine sparso. È assurdo, inoltre, che ammonimenti di questo tipo arrivino dalla Sinistra che, sicuramente più della Lega, ha poteri decisionali all’interno della Commissione Europea. Siccome Regione Lombardia sta ancora aspettando il rimborso delle spese sostenute durante il periodo emergenziale, chiedo al Pd e ai 5 Stelle di usare la stessa caparbietà con cui accusano ripetutamente l’operato lombardo per farsi parte attiva presso il Governo al fine di portare a casa le risorse che ci spettano»

Redazione

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