La Famiglia Bosina racconta - 22 maggio 2021, 14:59

VIDEO. Le vie di Varese raccontano... Gian Domenico Romagnosi: «Lì pulsava il cuore della borghesia liberale varesina»

Il professor Ghiringhelli ricostruisce storia e aneddoti del giurista indipendente a cui è intitolata una delle più vecchie e ai tempi più percorse vie delle città. «Quando fu imprigionato a Venezia disse: "Il codice penale austriaco mi proibisce di congiurare concretamente contro le leggi dello Stato ma non mi proibisce di pensare liberamente"»

VIDEO. Le vie di Varese raccontano... Gian Domenico Romagnosi: «Lì pulsava il cuore della borghesia liberale varesina»

La Famiglia Bosina torna questo sabato a raccontarci la storia di Varese attraverso le sue vie con la voce del professor Robertino Ghiringhelli, narratore unico e avvincente che stavolta si concentra sulla via dedicata a Gian Domenico Romagnosi, «una delle più vecchie di Varese che da piazza Podestà conduce verso via Marcobi e che, prima della sistemazione di piazza Monte Grappa, era uno dei punti di passaggi principali della città». 

«Gian Domenico Romagnosi nasce nei ducati di Parma e Piacenza nel 1761 - ricorda Ghiringhelli - muore a Milano nel 1835 ed è considerato il grande vecchio del Risorgimento italiano. E' una delle figure più amate dalla borghesia liberale varesina ed è per questo che gli è stata dedicata una via importante». 

«Maestro di Carlo Cattaneo e Giuseppe Ferrari, quest'ultimo primo parlamentare dell'Italia unita di Varese e per la precisione dei mandamenti di Gavirate e Luino - aggiunge il professor Ghiringhelli - Romagnosi durante il Regno d'Italia napoleonico fu il giurista più importante e indipendenteRiferimento del movimento degli italici puri di Federico Confalonieri e dei carbonari del 1821, è l'unico che riuscì a tener testa al giudice trentino Salvotti dell'imperial regio governo austroungarico».

"Il codice penale austriaco mi proibisce di congiurare concretamente contro le leggi dello Stato ma non mi proibisce di pensare liberamente. Io ho pensato liberamente ma non ho mai congiurato concretamente": questa fu la frase pronunciata da Romagnosi agli austriaci, che riconobbero la sua innocenza, dopo essere stato imprigionato nelle carceri di San Michele a Venezia, rimanendo dietro le sbarre 10 giorni in più perché non aveva i soldi per tornare a Milano, soldi che poi gli arrivarono da un suo giovane allievo, Carlo Cattaneo, e da un ex sergente dell'esercito napoleonico.

Il video con cui il professor Robertino Ghiringhelli racconta storia e aneddoti delle via dedicata a Gian Domenico Romagnosi.


Redazione

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