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Scuola e ricerca | 18 maggio 2021, 16:57

Al Facchinetti di Castellanza l’alternanza scuola-lavoro si fa “in classe”

Un’esperienza che nasce da una necessità ma che potrebbe rappresentare un precedente importante per i futuri allievi dell’istituto e per altre scuole

Al Facchinetti di Castellanza l’alternanza scuola-lavoro si fa “in classe”

È un’esperienza che nasce da una necessità ma che potrebbe rivelarsi fondamentale per il futuro dell’alternanza scuola-lavoro, quella che hanno intrapreso lo scorso mese di aprile gli studenti della classe 4°DCH dell’Istituto Cipriano Facchinetti di Castellanza che, grazie alla collaborazione di Innova srl, hanno potuto fare esperienza direttamente a scuola di quanto accade in azienda.

Fondamentale, appunto, il supporto di Innova srl, che ha fornito all’istituto il prototipo Hindra con il quale i ragazzi, grazie anche alla supervisione dei tecnici di Chemica Lab, hanno potuto eseguire una vera e propria simulazione dei processi aziendali di purificazione delle acque reflue.

«Si è trattato – spiega la dirigente Anna Maria Bressan – di un’attività che ha permesso ai ragazzi della quarta DCH di mettersi nei panni di un vero e proprio tecnico specializzato di un’azienda chimica, consentendo loro, seppur in maniera diversa dalla classica alternanza scuola-lavoro, di acquisire delle importanti competenze preziose per il loro futuro».

Gli alunni del “Facchinetti”, dunque, hanno potuto simulare, in scala ridotta, il processo industriale di purificazione di acque inquinate, analizzando i dati e campioni prodotti, e adoperando macchinari simili a quelli utilizzati nelle più grandi aziende del settore.

L’esperienza, che ha visto i ragazzi divisi in due gruppi, è durata circa due settimane ed è stata accolta in maniera molto positiva dai partecipanti, che hanno potuto misurarsi, pur rimanendo all’interno dell’istituto, con la realtà del mondo aziendale, comprendendo quali siano i problemi da affrontare e quali le competenze richieste per trovare delle soluzioni adeguate.

«Sicuramente – conclude la professoressa Bressan – l’esperienza degli alunni della classe 4°DCHsi è rivelata un successo, e rappresenta un precedente importante non solo per i futuri allievi dell’istituto, ma anche per quelle scuole che, non riuscendo a reperire sufficienti posti nelle aziende, potranno adottare lo stesso metodo di lavoro».

Loretta Girola

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