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Busto Arsizio | 18 maggio 2021, 15:04

Giornate Fai di Primavera: 800 visitatori ai siti di archeologia industriale di Busto

«Una grande risposta, una gradita conferma dell'affezione e dell'interesse dei bustocchi per il proprio patrimonio», commenta la vicesindaco Maffioli. Il sito più visitato è stato il Museo del Tessile

Il Museo del Tessile di Busto Arsizio

Il Museo del Tessile di Busto Arsizio

Grande successo per le Giornate Fai di Primavera, organizzate dalla Delegazione Fai del Seprio in collaborazione con l’amministrazione di Busto Arsizio, nonostante le norme anticontagio che hanno imposto una limitazione al numero dei partecipanti.

In totale, nelle giornate di sabato e domenica, sono stati 805 gli accessi ai siti di archeologia industriale aperti per l’occasione, così suddivisi:

Museo del Tessile: 247 visitatori
Ex-Grassi-Rudolf Group: 227 visitatori
Ex-Macello Civico: 117 visitatori
Agorà e Museo della Scherma: 114 visitatori
Molini Marzoli Massari: 100 visitatori

«Una grande risposta, una gradita conferma dell'affezione e dell'interesse dei bustocchi per il proprio patrimonio e della attrazione che questo è in grado di esercitare anche al di fuori – ha affermato la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. L'amministrazione prosegue sulla strada intrapresa di un'offerta sempre più di qualità, che riguardi non solo le iniziative, ma anche i beni: punto di partenza di un nuovo futuro culturale e, perché no, anche turistico di Busto».

Il sito più visitato è stato il Museo del Tessile, dove tutti i gruppi hanno fatto registrare il tutto esaurito: purtroppo qualche cittadino che si è presentato senza prenotazione ha dovuto rinunciare alla visita.

In visita al museo domenica pomeriggio anche una delegata regionale del Fai, che ha molto apprezzato l'allestimento e i materiali esposti grazie soprattutto alle dettagliate spiegazioni delle guide del servizio di didattica museale, che hanno ricevuto numerosi complimenti da tutti i partecipanti.

Non sono mancati visitatori da fuori città, che hanno scelto di visitare i siti bustocchi perché appassionati di archeologia industriale.

Redazione

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