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Opinioni | 17 maggio 2021, 08:11

L'OPINIONE. Lo sport è uno e quello scudetto spinge tutti a non abbandonare il proprio sogno

Il successo della Pro Patria Ginnastica è stato seguito, supportato, ammirato da tanti bustocchi. Onore ai ragazzi che hanno aiutato tutti a credere nel campionato più importante, il futuro

Il successo della Pro Patria Ginnastica ha caricato tutti

Il successo della Pro Patria Ginnastica ha caricato tutti

Uno scudetto nell’anno più temibile, perché la pandemia ha cercato di battere – anche – lo sport. Un mondo che si è fermato, si è rimesso in moto, ha dato tutto per vincere il campionato più importante, il futuro.Dietro il titolo della Pro Patria Bustese Sportiva, dietro il successo dei ragazzi della ginnastica  (LEGGI QUI) c’è un silenzio che grida forte e la città ci ha messo tutta la voce.

Quello della capacità di stare uniti e di non farsi scoraggiare dal virus, dalle restrizioni, dal clima che ha creato e dai sogni che ha lacerato. Questi atleti, guidati dal loro indomito presidente Vadalà, dall’allenatore Rossini e da quell’esercito di persone che non finiscono mai sotto i riflettori, ma alimentano esse stesse la luce, hanno ricostruito il proprio sogno, pezzo per pezzo.

L’hanno fatto per la società, per la propria passione sportiva, per Busto. Così quando la notizia dello scudetto si diffonde, la gioia si amplifica in tutta la città, in tutte le discipline sportive. Dall’universo del calcio, non quello effimero delle grandi cifre (di affari). Raccogliamo qualche commento. Quello del tifoso tigrotto Giovanni Diani: «Sono veramente ragazzi seri e forti. Felice anche per la società e per l’amico Vadalà». O Giulio Stagni, che commenta: «Non per niente la chiamiamo Busti Grandi». O ancora Renato Nicolis: «Complimenti a tutti, evviva Busto Arsizio, un plauso alla Ginnastica Pro Patria. E alle ragazze della Pallavolo, alla Pro Patria calcistica».

Scopriamo che – e non era affatto scontato – tanti hanno seguito la diretta, hanno gustato la bellezza della ginnastica e quel saper dare tutto, che a ciascuno ha ricordato il proprio sport. Perché lo sport è uno, quello che ieri si è portato a casa il tricolore da Napoli, i ragazzi che correvano nella gara ciclistica della Bustese Olonia, altri esempi silenziosi, tutti mobilitati a combattere contro un virus e ancor più contro una mentalità che non sempre ne ha fotografato il reale valore, specialmente per la crescita dei giovani.

Lo sport è uno, e la scorsa notte non aveva più voce. Ma questa volta perché aveva urlato tanto e si è ritirato nelle sue stanze per poche ore, giusto il tempo di tracciare un nuovo sogno.  

Marilena Lualdi

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