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Busto Arsizio | 17 maggio 2021, 21:24

In commissione il caso-piscina. Il sindaco: «Confidiamo molto nella nuova società»

L’assessore Laura Rogora ha illustrato gli ultimi sviluppi relativi all’impianto, che dovrebbe riaprire entro il 10 giugno. Botta e risposta tra il sindaco Emanuele Antonelli e il Movimento 5 Stelle

Attesa per la riapertura della piscina Manara-Sartori

Attesa per la riapertura della piscina Manara-Sartori

Gli sviluppi del caso della piscina Manara-Sartori sono approdati in commissione. Su richiesta della presidente Paola Reguzzoni, l’assessore allo Sport Laura Rogora ha relazionato gli organismi Affari generali e Lavori pubblici sulle novità riguardanti l’impianto. Il sindaco Emanuele Antonelli – dopo un botta e risposta col Movimento 5 Stelle – si è detto fiducioso a proposito della nuova società che potrebbe gestire la piscina.

La storia recente della piscina

La relazione dell’assessore è partita dal secondo lockdown per arrivare all’atto portato di recente in giunta: «L’amministrazione comunale ha più volte richiesto la riapertura della vasca da 25 metri per consentire agli atleti agonisti di tornare ad allenarsi. Ci siamo anche attivati per anticipare i lavori di manutenzione straordinaria della vasca da 50 previsti per la fine della stagione agonistica, non potendo prevedere che ci sarebbe stato di nuovo un blocco».

Rogora ha affermato che a fronte delle richieste del Comune «Sport Management ha più volte dichiarato la non sostenibilità economica riguardo a un’apertura parziale dell’impianto, perché questo avrebbe comportato delle perdite di gestione non ammesse nella procedura concordataria che era in corso. La società ha quindi richiesto all’amministrazione l’erogazione di un contributo straordinario e un aumento delle tariffe calmierate per poter far rientrare in vasca gli atleti».

La risposta del Comune è stata negativa. «L’amministrazione ha sempre dimostrato la disponibilità a rivedere il piano economico finanziario – ha proseguito l’esponente di giunta –. Il 20 aprile, durante una call, la Sport Management ci anticipa l’intenzione di cedere a una società spagnola parte degli impianti. Il tutto viene formalizzato il 27 aprile: a fronte di difficoltà legate alla pandemia, per poter gestire di nuovo gli impianti stringe un accordo con la Prime, che è la società italiana del gruppo spagnolo Forus».

A questo punto «le richieste della Sport nei confronti dell’amministrazione sono l’allungamento della concessione fino al 2027 anziché il 2026, la rateizzazione del debito pregresso in tre anni e l’azzeramento del canone per 14 mesi (2 del 2020 e 12 mesi del 2012)».

Ora c'è una contrattazione in corso. Il Comune ha risposto chiedendo «la revisione del piano economico finanziario e, per la rateizzazione del debito, l’emissione di una fidejussione a garanzia. Il 5 maggio - ha ricordato l'assessore - portiamo in giunta l’atto di indirizzo; il 13 maggio la Sport manda un contratto d’affitto d’azienda sottoscritto con Prime. Gli uffici hanno quindi avviato tutte le procedure per la valutazione dei contenuti e la verifica dei requisiti di questa società subentrante. Il 14 maggio abbiamo trasmesso alle società richiesta formale di riapertura della vasca da 25 per gli agonisti ma anche di tutto l’impianto per il pubblico, compatibilmente ovviamente con l’emergenza sanitaria in corso. E comunque entro e non oltre il 10 giugno, pena la risoluzione del contratto».

Botta e risposta Cerini-Antonelli

Durante il dibattito che ha fatto seguito alla relazione dell’assessore, la leghista Reguzzoni ha più volte insistito sull’importanza della manutenzione ordinaria della piscina, «basilare per evitare di dover poi intervenire pesantemente». Il suo auspicio è che la manutenzione possa essere «a cura delle nostre partecipate, per tutelare il valore dell’impianto. La perdita della vasca da 50 dimostra la delicatezza di questa realtà».

A proposito della perdita, Reguzzoni ha chiesto rassicurazioni su possibili rischi per la stabilità e tenuta del terreno. I tecnici del Comune hanno risposto che non c’è stata nessuna evidenza di cedimenti o segnali che facciano presagire questa ipotesi.

Per Claudia Cerini (Movimento 5 Stelle), «quello che non è stato detto è che non sono stati pagati i canoni nemmeno nel 2019, come emerge dalla recente delibera. Perché non si è intervenuti prima per la rescissione del contratto?». La consigliera pentastellata ha citato anche la perdita del tetto riscontrata durante il sopralluogo della commissione di gennaio.

«Non siamo degli sprovveduti – ha replicato il sindaco Antonelli –. Per mandare avanti una piscina così, prima questa amministrazione perdeva circa un milione all’anno. Questa società non ci aveva creato particolari problemi. Ora abbiamo una fidejussione a garanzia del debito pregresso. Ci siamo sempre cautelati: l'amministrazione finora non ha perso un euro».

Antonelli ha aggiunto che «noi confidiamo molto nella nuova società, che ha già sessanta piscine tra la Spagna e il Portogallo. Ha anche investito sul lido di Milano e Milano l’ha già “testata”».

R.C.

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