Altri sport - 11 maggio 2021, 12:25

Il nome di Vergiate romba a Monza: «Tecnica e tanta voglia di vincere. Lo dovevamo a Fiammetta»

Prima tappa del Campionato Italiano di auto turismo e prima vittoria di quest’anno per il pilota di punta del team varesino: la Scuderia del Girasole by Cupra Racing di Vergiate trionfa nel celebre autodromo nella prima tappa del TCR Italy con Salvatore Tavano. Immancabile il pensiero alla giornalista Fiammetta La Guidara

Salvatore Tavano, a bordo della sua CUPRA Leon Competicion, durante la prima gara a Monza. Le foto sono di Maurizio Rigato.

Salvatore Tavano, a bordo della sua CUPRA Leon Competicion, durante la prima gara a Monza. Le foto sono di Maurizio Rigato.

A una settimana dalla prima tappa del TCR Italy - Touring Car Championship, Campionato italiano di auto turismo, Salvatore Tavano, pilota di punta (e Campione Italiano in carica) della Scuderia del Girasole by CUPRA Racing di Vergiate, ripercorre il weekend trascorso all’autodromo di Monza. Due gare che lo hanno portato a una vittoria piena, soddisfacente, bella come il più bello dei girasoli che, anche se non si vede, continua a risplendere.

Una lunga preparazione, per continuare a migliorarsi

«Il vero lavoro di preparazione al Campionato è iniziato quest’inverno, qui in Scuderia – racconta Salvatore, pensando ai mesi trascorsi ad analizzare le performance del 2020 – l’anno scorso eravamo partiti in ritardo con la programmazione della stagione a causa della pandemia. A questo, si è aggiunta la variabile del nuovo progetto di Cupra, siamo stati i primi nel mondo a usare la nuova macchina, non c’era alcun tipo di esperienza. Eravamo già in ritardo, non c’è stato un attimo per fermarci e analizzare bene quello che stava accadendo, le contromosse o le accortezze da prendere. In alcuni casi, ci siamo accorti che dovevamo aggiustare il tiro, ma non c’era il tempo di produrre pezzi, studiarli, fare un certo sviluppo, ma ne eravamo consapevoli».

Ma l’inverno porta consiglio e il team del Girasole ha sfruttato i mesi appena trascorsi a studiare bene «quello che era successo durante la stagione e intervenire nelle parti critiche, è stato un lavoro lungo, non siamo andati in pista a provare ma grazie ai dati accumulati avevamo le idee chiare. Ci siamo messi al lavoro d’accordo con Cupra Racing, abbiamo portato avanti aggiustamenti e sviluppi alla vettura nuova», tra cui un buon lavoro sui freni, sui quali «abbiamo fatti tanti progressi rispetto all’anno scorso. Considera che Monza è un autodromo in cui si raggiungono velocità massime importanti, è fondamentale trovare il giusto controllo della frenata, anche considerando che la prima curva è lentissima!».

E ora, in autodromo!

«La settimana prima della gara, siamo andati a provare due giorni, il 23 e il 24 di aprile, in autodromo a Monza, per capire se tutto quello che avevamo fatto andava nella direzione giusta. Ci siamo accorti abbastanza in fretta che le idee erano giuste, ci sono e ci saranno aggiustamenti da fare ma a grandi linee abbiamo intrapreso la strada corretta e il weekend di Monza lo ha dimostrato. Siamo riusciti a intervenire ed essere reattivi sia nelle condizioni di asciutto che sotto l’acqua, a differenza dell’anno scorso, a causa della conoscenza poco approfondita dell’auto. In questa prima tappa, abbiamo raggiunto l’obiettivo, ora guardiamo al prossimo futuro con discreta positività perché abbiamo l’esperienza per affrontare i vari imprevisti che si possono presentare durante il campionato, siamo più tranquilli, sappiamo di poter reagire in modo veloce», commenta il pilota, orgoglioso dei risultati ottenuti e dell’auto che guida come se fossero una sola anima, con cui, proprio grazie alle modifiche apportate, il feeling è migliorato.

«C’erano aspetti che andavano sistemati, oltre ad alcune mie richieste per avvicinare il mio stile di guida alla vettura e viceversa e questo ha portato a un aumento generale della prestazione. Domenica sono riuscito a cogliere le opportunità giuste per passare avanti, siamo riusciti a mettere insieme vari tasselli per cui abbiamo portato a casa il risultato. Sicuramente siamo partiti con il piede giusto e ci sentiamo più preparati sulla gestione di tutto il pacchetto».

La prossima tappa del TCR sarà Misano, dal 4 al 6 giugno, una pista che per Salvatore è stata particolarmente ostica, nel 2020, per la sua conformazione, «però direi che quest’anno, almeno sulla carta, dovremmo aver fatto un passo in avanti, siamo cautamente ottimisti. Non ci sentiamo di essere i favoriti, ma di avere le carte in regola per giocarcela fino in fondo ed essere competitivi rispetto ad altre sei, otto auto che sono in grado di lottare per il Campionato». 

Tra imprevisti e novità…

Certo, c’è sempre l’imprevisto del maltempo, come abbiamo potuto vedere durante la Gara 1, sabato 1° maggio.

«Le condizioni avverse sono sempre una variabile, anche quando pensi di poter essere competitivo non hai mai una sicurezza assoluta, sapevamo di essere competitivi sia sull’asciutto sia sul bagnato, ma in una gara non hai mai la certezza di fare bene finché non ci sei dentro. Senza contare – specifica con un tocco di umorismo – che tra essere competitivi e vincere una gara ne passa!».

Una variabile che, invece, non era nuova era l’assenza di pubblico, «elemento determinante in ogni sport e più c’è business più questa variabile è importante, per questo l’augurio è di tornare al più presto alla normalità. Si inizia a pensare a una riapertura a metà giugno, ovviamente non abbiamo nessuna certezza, ma cominciare a parlarne è già qualcosa. Ricordiamoci che, comunque, le case costruttrici si interessano al motorsport per promuovere i propri brand, ci sono varie attività collaterali, come i test drive, per far toccare con mano ai clienti i prodotti».

Una “colorata” novità riguarda, invece, il casco, un piacevole ritorno al passato per Salvatore Tavano, che ricorda ancora quando, a dieci anni, ha indossato il suo primo Arai per correre con i kart - «anche se, a suo tempo, il casco non me lo davano in sponsorizzazione, ma lo comprava mio papà!», afferma ridendo. «Arai è sempre stata un’icona dei caschi automobilistici, essere tornato ad essere un “uomo Arai” mi gratifica, vado particolarmente fiero di questa collaborazione», in cui non bisogna dimenticare anche Ber Racing (distributore Arai per l’Europa) e CF Design, per la grafica personalizzata.

Oltre la meccanica, anche le emozioni

L’ultimo pensiero di Salvatore Tavano non può che andare ad una persona speciale per la Scuderia, alla quale ha voluto dedicare il weekend di gara: Fiammetta La Guidara, noto volto del giornalismo del motorsport, nonché, soprattutto, moglie di Tarcisio Bernasconi, patron della Scuderia del Girasole, purtroppo scomparsa a febbraio di quest’anno.

«Come squadra, ci abbiamo messo tanto impegno per portare a casa il risultato, lo dovevamo a Fiammetta, c’era, e c’è tutt’ora, una carica particolare nel buttarci a capofitto sugli obiettivi che abbiamo per far onore a quello che era il suo operato, ci sembrava giusto far tutto quello che potevamo, al 110% delle nostre possibilità. A Monza ci siamo riusciti, cercheremo di andare avanti in questa direzione. Perché non è solo l’aspetto tecnico, ma anche quello emotivo, che ci spinge a far bene e a migliorarci sempre».

Giulia Nicora

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