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Territorio | 05 maggio 2021, 19:35

Arrivano i nostri: così alla Nato fanno vincere al bimbo la paura del tampone

Cristina Finazzi, presidente di Spazio Blu Autismo Varese Aps, racconta le vicissitudini per sottoporre il suo piccolo alla procedura, trasformate dalla competenze e dall'umanità. Alla fine il bambino ha ricevuto il saluto militare. La proposta: «Il campo di Solbiate, non potrebbe diventare il punto tamponi per i nostri bambini, ragazzi e adulti autistici?»

I militari della Nato in una foto del profilo  Nato Rapid Deployable Corps Italy: oggi sono stati gli eroi di un bambino nella delicata procedura del tampone

I militari della Nato in una foto del profilo Nato Rapid Deployable Corps Italy: oggi sono stati gli eroi di un bambino nella delicata procedura del tampone

Un tampone nasofaringeo può diventare un problema per un bimbo autistico, un mostro da sconfiggere. Finché arrivano i nostri: o meglio, ci si presenta da loro, i militari della caserma di Nato di Solbiate Olona. Così la paura si dissolve, grazie a competenza e umanità e alla fine il piccolo riceve anche il saluto militare. I timori si sono trasformati in una mirabile avventura, coronata con una canzone da dedicare a questi eroi.

Dopo due giorni di febbre alta, il piccolo in Pediatra fa il tampone rapido, negativo, ma - spiega la mamma - la procedura Ats Insubria prevede la conferma del tampone rapido con quello quello molecolare. «Nel giro di 24 ore ci è stato dato appuntamento al drive-though per tampone nasofaringeo - continua - Ma i tamponi salivari, annunciati per maggio, dove sono rimasti? Potete immaginare la mia ansia? Se già la procedura è complessa per un bambino autistico, figuriamoci in macchina, con una sola persona... seduta davanti…».

Cristina racconta ancora di aver provato ripetutamente a telefonare al numero verde, «(senza successo, mai nessuno ha risposto) per capire se, considerando la condizione del figlio, esistessero altre modalità». 

Allora la famiglia si presenta all’appuntamento a Solbiate Olona al campo Nato Rapid Deployable Corps Italy. «Ho abbassato il finestrino informando brevemente i due militari all’ingresso della condizione autistica di Leo motivando la necessità della presenza di entrambi i genitori - narra ancora - Con estrema gentilezza e disponibilità , un militare ha avvisato via radio la responsabile del campo, che si è materializzata davanti alla nostra auto in 10 secondi. Stella Forgiarini, questo è il suo nome, ci ha immediatamente indicato e accompagnato alla postazione».

A questo punto si presenta una dottoressa, tutta bardata sì, ma i suoi occhi sono così sorridenti: «Ciao sono Verdiana e tu come ti chiami? Metterò questo cotton fioc nel tuo nasino… sarò velocissima.Vuoi stare in braccio al papà?».

Ecco che allora tutto si rivela facilissimo. Commovente il racconto che prosegue da parte della mamma: «Tra mille complimenti e un applauso del cuore (linguaggio dei segni), Stella, che ho saputo essere mamma di 4 bambini, era già pronta con un fantastico chiupa in premio! E non è mancato neppure un gran saluto militare da parte del personale alla nostra uscita… Un immenso grazie   a tutte queste meravigliose persone incontrate, per la loro comprensione, gentilezza, cordialità e professionalità, oltre che all’ottima organizzazione del campo militare».

Anche il bimbo ringrazia, anzi ricambia l'omaggio cercando la versione Zecchino d’Oro di Fratelli e Sorelle d’Italia, cercato sull'Ipad. 

Da questa esperienza, Cristina trae però anche un'idea: «Il campo di Solbiate, non potrebbe diventare il punto tamponi per i nostri bambini, ragazzi e adulti autistici?» 

 

Ma. Lu.

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