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Varese | 02 maggio 2021, 12:50

FORZA RAGAZZI. I ristoratori varesini ci attendono con il sorriso di sempre. «Dopo la pioggia spunta sempre il sole»

Abbiamo fatto visita ad alcuni ristoratori apprezzati da tutti: davanti ai loro tavolini all'aperto già pronti, ci hanno accolto con la speranza, la passione e il sorriso di sempre. Virus, divieti e pioggia passano ma loro sono sempre qui. Con più turni e più posti all'aperto: «Speriamo nel cielo. Bentornati amici, buon appetito a tutti»

FORZA RAGAZZI. I ristoratori varesini ci attendono con il sorriso di sempre. «Dopo la pioggia spunta sempre il sole»

«Dopo la pioggia spunta sempre il sole» ci ha detto un ristoratore varesino accogliendoci questa mattina, mentre preparava i tavolini all'aperto su cui arrivavano i primi raggi di sole dopo una settimana semi-autunnale. L'adrenalina e l'attesa che abbiamo respirato ovunque sono quelle del primo giorno di apertura e questo fa onore a una categoria colpita quasi come nessun'altra da chiusure e divieti dovuti alla pandemia spesso alternati vorticosamente con poco buonsenso, e da ristori ancor più spesso inadeguati.

Ma tant'è, loro hanno le spalle larghe, come il sorriso, come il cuore e come la passione verso il lavoro della loro vita: e così al "C'era una volta" di Sant'Ambrogio Andrea Carcano accoglie i primi clienti di passaggio verso il Sacro Monte («Ho preparato due turni, alle 12 e alle 13.30, ma possono diventare anche tre. Tanti hanno già chiamato perché c'è voglia di uscire e riprendersi le abitudini e la libertà, pur con tutte le regole da rispettare») mentre al Gambero di Casbeno Patrizia e Luca stanno ultimando la preparazione dei tavoli aggiuntivi all'aperto (in tutto sono disponibili una ventina di posti) che il Comune ha permesso di dislocare «concedendoci alcuni parcheggi blu per allargarci». Distanziamento perfetto: inoltre «qui a pranzo i tavolini saranno anche baciati dal sole che, vista la temperatura in risalita, sarà l'elemento fondamentale. Speriamo nel cielo» chiude Patrizia. Quel cielo che domani e dopo volgerà al meglio prima di un altro breve peggioramento che però farà da preludio a una netta risalita delle temperature, oltre i 20 gradi, da giovedì in avanti.

In centro Pietro e Attilio della Paranza rispondono ai clienti che telefonano per prenotare il loro posto e, come sempre, sfoderano un sorriso ineguagliabile: i tavolini circondano il locale e un messaggio scritto con sensibilità e affetto accoglie tutti. «Bentornati amici della Paranza. Buon appetito!»: un fiore, una barchetta, una stellina, un'ancora, un pesciolino e un cuoricino circondando queste parole semplici ma commoventi. 

Poco distante, Gennaro Francese e la sua Maria sono all'opera nel cortiletto dell'Orchidea, un piccolo angolo magico, riservato e familiare. Ma c'è posto anche all'esterno, su via Donizetti. «Noi ci siamo con lo stesso entusiasmo e l'umanità di sempre. Abbiamo "lavorato" e messo passione tutti i giorni, anche solo con l'asporto, perché chiunque arriva qui deve sentirsi a casa propria».

Cesare del Bologna ha solo un "problemino": non poter disporre all'aperto la galleria della gloria, non solo cestistica, che all'interno del locale ritrae i momenti più belli dell'epopea varesina. Ma i tavolini attendono i varesini e non solo, così come i suoi antipasti, i suoi consigli con parole delicati e mai banali.

Ma ovunque, stamattina a Varese, c'è grande attesa fuori da ristoranti e pizzerie, come al Teatro dove ai tempi della pandemia era comparso un bigliettino indimenticabile: «Eravamo sempre aperti. Torneremo più forti di prima». L'attesa di chi non ha mai perso la speranza di poter tornare a svolgere uno dei lavori più belli del mondo: rendere felici gli altri, prima che sé stessi, attorno a una tavola imbandita.

Andrea Confalonieri

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