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Sociale | 01 maggio 2021, 17:27

«Agli adolescenti che hanno bisogno di essere ascoltati diciamo: noi ci siamo». Nuovo slancio al progetto “Educativa di strada” della Cooperativa Marta

L’obiettivo è dare un aiuto concreto ai ragazzi che, soprattutto in questo momento, hanno domande, dubbi, problemi e vogliono confrontarsi con una voce amica: responsabili ed educatori della onlus con una sede a Besozzo ripercorrono le tappe di un’iniziativa che, dal 2018, li vede impegnati nel territorio di Gavirate, anche grazie al supporto del Comune

«Agli adolescenti che hanno bisogno di essere ascoltati diciamo: noi ci siamo». Nuovo slancio al progetto “Educativa di strada” della Cooperativa Marta

Se un adolescente è in difficoltà, ha in testa tante domande, ma non ha il coraggio di condividerle con i propri genitori, a chi può rivolgersi e trovare una voce amica, ma anche professionale? Chi può aiutarlo ad affrontare il problema da un punto di vista diverso?

Gli educatori e i responsabili della Cooperativa Marta, con la collaborazione e il supporto del Comune di Gavirate, hanno sviluppato il progetto Educativa di strada, con l’obiettivo di fornire un sostegno a chi ne ha bisogno, a partire dai giovani gaviratesi.

Oggi Laura Simoncini, coordinatrice dei servizi territoriali, Manuela Pellegatta, la responsabile, e Francesca Murro e Graziano Strano, educatori della Cooperativa, con la partecipazione di Giuliana Bianchi, assessore ai servizi sociali del Comune di Gavirate, raccontano il loro progetto e, soprattutto, come hanno saputo riadattarlo e rimodularlo in base alle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria (in basso, nella voce “Files”, trovate in formato PDF la relativa locandina).

La nascita del progetto

«Educativa di strada è nato nel 2018, grazie al prezioso supporto del Comune di Gavirate che ha potenziato l’offerta della Cooperativa Marta. Abbiamo, infatti, deciso di dare vita a un’iniziativa che potesse rispondere a precise esigenze del territorio e, soprattutto, di specifiche fasce di popolazione», ovvero ragazzi e adolescenti, ci racconta Laura. «La “base operativa” era il Centro Commerciale Campo dei Fiori di Gavirate, principale punto di ritrovo dei destinatari del progetto, negli anni ho visto un sempre maggiore coinvolgimento di ragazzi di età diverse, organizzavamo insieme a loro alcune attività per stimolarli, anche mangiare un pizza o bere un caffè».

Le premesse per un progetto molto bello e utile alla comunità ci sono tutte, tanto che la Cooperativa e il Comune iniziano a pensare a possibili alternative, sia nei luoghi sia nelle attività proposte, «un aspetto positivo era riuscire a coinvolgere non solo gli adolescenti di Gavirate, ma, in generale, tutti quelli che gravitano attorno ai punti individuati, ne beneficiavano tanto i ragazzi quanto il Comune».

Un senso di ritrovo, di comunità, un legame “speciale”, quindi, che, purtroppo, la pandemia ha spezzato. Per fortuna, è rimasta la voglia di portare un aiuto concreto ai giovani che, da un anno, hanno ancora più bisogno di qualcuno che li ascolti.

Educativa di strada con una nuova veste

«Abbiamo dovuto riorganizzare tutto con molta attenzione – prosegue Laura – ma per non lasciar cadere nel dimenticatoio il progetto abbiamo dovuto trovare una soluzione. Grazie alla disponibilità del Comune e degli educatori è stato possibile riprogettare, almeno temporaneamente, questa iniziativa» e, anzi, raccogliere un bacino di utenza se possibile ancora più ampio. Gli educatori, infatti, «sono attivi nelle scuole e in altri servizi dedicati ai ragazzi e promuovono la nostra attività», ricorda Manuela.

Uno spiraglio di ritorno alla normalità si è intravisto a settembre, quando, complice anche una lieve riapertura, la Cooperativa aveva provato a far ripartire il progetto, ricontattando alcuni ragazzi, ma, purtroppo, una nuova chiusura ha messo di nuovo in pausa tutto.

«Per questo, abbiamo pensato che l’unica soluzione fosse proporre un’attività a distanza», interviene Francesca con entusiasmo. «La nuova versione del nostro progetto è nata dell’idea di trovare un modo per restare in contatto con i giovani, mira a dare un piccolo sostegno in un momento in cui non puoi fare nulla, la comunicazione è l’unico mezzo che ci permette di aiutare, dando supporto, sostegno, ascolto, soprattutto agli adolescenti, ora privati di tutto, dagli hobby alla scuola. La speranza è riuscire a creare un ponte, un contatto, da riversare, poi, su Educativa di strada, che è più di un semplice sportello di ascolto, e, se ci sono difficoltà, proporre ai ragazzi di rivolgersi ad altri, fondamentali servizi sul territorio, in cui possano trovare una persona amica e professionista che fornisca loro una prospettiva diversa».

«Ritengo – aggiunge Graziano – che questo progetto debba esistere in ogni Comune. Stiamo vivendo in un periodo in cui tra gli adolescenti si stanno espandendo a dismisura malattie legate al trascorrere troppo tempo in casa, dobbiamo dare supporto a chi non esce. Penso che, durante l’adolescenza, chiunque, nonostante sia forte delle sue credenze e delle sue idee, abbia dentro di sé qualche domanda che vorrebbe porre, la possibilità di confrontarsi in modo anonimo con un professionista incoraggia ad aprirsi».

Una semplice telefonata, perché di questo si tratta, ad una persona adulta che, però, non è un familiare o un insegnante, quindi non è “di parte”, ma un estraneo che è lì per ascoltare e aiutare, in quanto educatore, ma anche con l’occhio neutro dello psicologo.

«Noi siamo qui per esserci, per ascoltare, indirizzare su qualunque aspetto della vita quotidiana, anche solo la scelta della scuola superiore dopo le medie, la ricerca del lavoro. Facciamo da ascoltatori e costruttori», riflettono i due educatori, prima di entrare nel dettaglio delle modalità per contattare la Cooperativa: «Abbiamo preferito la telefonata alla chat o ai social perché è uno strumento meno distaccato e, al tempo stesso, tutela la privacy di chi vuole aderire al servizio».

«Come rappresentante del Comune – afferma l’Assessore Bianchi – sono contenta di lavorare con la Cooperativa che, in questi anni, ma tanto più adesso, l’aiuto dei consulenti è un servizio davvero importante. È necessario strutturare un percorso che possa aiutare i giovani in un momento in cui iniziano a risentire di problematiche psicologiche, trovare un’alternativa all’Educativa di strada mi sembra un ottimo progetto, ma saremo i primi a tronare sul campo, appena si potrà. Stiamo anche cercando di coinvolgere altri Comuni, le problematiche dei giovani sono riscontrabili ovunque».

«Noi ci siamo»

Certo, non tutti hanno il coraggio di riconoscere una difficoltà, di rivolgere una domanda, ma «se tu pensi di rivolgerti a qualcuno è già una presa di coscienza, vale la pena provarci e vedere cosa ne viene fuori, puoi guardare il problema attraverso gli occhi e le parole di qualcun altro, rivalutarlo da un altro punto di vista e, forse, riuscire a trovare la tua soluzione», sono le incoraggianti parole di Francesca, sempre pronta ad aiutare, con un sorriso e tanta passione.

Graziano stesso avrebbe colto subito questa occasione, quando era adolescente: «Chiusa in casa, la gente si è fermata a riflettere, a porsi domande e questo è il primo passo, tutti abbiamo bisogno di aiuto. È giusto farsi dare una mano, ascoltare un punto di vista diverso, se anche aiutiamo una sola persona siamo contenti. Se avete bisogno, chiamateci, perché noi ci siamo». 

Quello che offre la Cooperativa Marta è, quindi, più di consiglio. È un aiuto concreto, un supporto per chi ancora non sa di avere bisogno, ma che sarà presente nel momento in cui ne sarà consapevole.

Files:
 flyer cooperativa Marta (531 kB)

Giulia Nicora

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