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Territorio | 29 aprile 2021, 09:31

Paronelli: «Il rilancio del nostro territorio passa dalla creazione di poli attrattivi di eccellenze attorno a Gavirate, Besozzo e Laveno»

Abbiamo fatto due chiacchiere con l'ex sindaco di Gavirate per guardare insieme al futuro della cittadina lacustre e del Varesotto: «I Comuni devono lavorare insieme, solo così si può disegnare un futuro di sviluppo e di lavoro per i giovani. Il mio sogno per Gavirate è che diventi una "piccola Bormio"»

Felice Paronelli

Felice Paronelli

Piedi per terra, concretezza e visione; sono gli ingredienti base per disegnare con serietà il post pandemia in provincia di Varese e in particolare nel Medio Verbano, unendo le forze tra Comuni. 

E' la "ricetta" di Felice Paronelli, sindaco di Gavirate dal 2004 al 2014, oggi presidente dell'asilo di Oltrona Groppello e consigliere in alcune associazioni, con cui abbiamo fatto due chiacchiere per ragionare insieme sul futuro, quello post Covid, non solo della cittadina affacciata sul lago di Varese, ma anche del Medio Verbano e più in generale del Varesotto. Gli spunti e le provocazioni non sono mancate, come ci aspettavamo da un amministratore pubblico esperto e da uomo di sport, che continua ad essere un osservatore attento di ciò che succede. 

«Certamente dopo questa pandemia la nostra quotidianità non potrà essere più la stessa - premette Paronelli -  non ci vuole la sfera di cristallo per preoccuparci di cosa succederà nel momento in cui cesseranno la cassa integrazione, il termine del blocco dei  licenziamenti e soprattutto quando si dovrà decidere quali aziende potranno avere finanziamenti per la ripresa/continuazione dell’attività produttiva e quali purtroppo abbandonare in quanto aziende improduttive e ormai fuori dal mercato».

L'importante è che le risorse del Recovery Plan arrivino sul territorio e che sul territorio ci siano dei progetti concreti che guardino davvero al futuro. «Ci vuole un progetto di rilancio basato sul lavoro e sulle nuove opportunità di occupazione per i giovani - prosegue Paronelli - per quanto riguarda il Medio Verbano penso al recupero dell'area ex Whirlpool o restando nel gaviratese alle aree ex asilo Gerli Arioli o l'ex castello Bauman. Ma la vera sfida è quella demografica, bisogna tornare ad avere fiducia nel futuro, altrimenti ad andare in sofferenza saranno gli asili e le scuole». 

Come tradurre nel concreto queste idee, come possono muoversi i Comuni? «Io credo sia venuto il momento per i sindaci di mettersi attorno a un tavolo per far crescere le comunità locali che potrebbero riconoscerci in aree di riferimento che diventino tre poli attrattivi che potrebbero sorgere attorno a Gavirate, Besozzo e Laveno Mombello, ciascuno caratterizzato da eccellenze, siano esse naturali, industriali, commerciali, scolastiche, sanitarie. Una proposta che ha bisogno di essere assimilata, ma che non può più essere rinviata».

Un processo di aggregazione inevitabile insomma, che non deve cogliere impreparati i Comuni. «Gavirate non può prescindere da quelli che sono già oggi i suoi punti di forza che necessitano di un potenziamento ovvero turismo, sport, sanità, cultura, commercio, servizi - sottolinea Paronelli - ben vengano gli interventi migliorativi annunciati dall'attuale amministrazione comunale, sarebbe bello implementare le corse del battello turistico sul lago. A livello sportivo, il mio sogno è sempre stato quello di trasformare Gavirate in una "piccola Bormio", che ha saputo rilanciarsi investendo nello sport. In ambito sanitario, bisogna completare la "cittadella della salute" nata nell'ex tribunale, come l'amministrazione comunale sta facendo».

Gavirate è anche cultura, basti pensare alla presenza del Chiostro di Voltorre, «che può diventare - afferma Paronelli - polo culturale di riferimento per il territorio, facendo rete con altri musei della zona». Come non citare il commercio, spina dorsale dell'economia gaviratese. «Riqualificare il centro storico, rilanciare il Distretto dei Laghi che deve trovare sinergie con il centro commerciale nell'interesse di tutti, deve portare alla creazione di un centro commerciale all'aperto - conclude l'ex sindaco - il mio libro dei sogni contiene anche la creazione di un parcheggio sotterraneo che interessi piazza Repubblica e la laterale di via Garibaldi, nonché la "copertura" di via Gramsci».   

   

Matteo Fontana

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