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Economia | 15 aprile 2021, 16:38

L'associazione Bed & Breakfast della provincia di Varese scrive a Fontana: «Aiuti anche per i B&B non imprenditoriali»

Il presidente dell'associazione varesina Alfredo Dal Ferro ha inviato la richiesta al Pirellone: «Se la Regione non ha più fondi li chieda al Governo come hanno fatto ad esempio la Liguria»

Alfredo Dal Ferro

Alfredo Dal Ferro

Il presidente dell'associazione dei Bed end Breakfast della provincia di Varese Alfredo Dal Ferro ha scritto una lettera al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e all'assessore regionale al Turismo Lara Magoni nella quale chiede aiuti per i B&B gestiti non in forma imprenditoriale.

«Se la Regione non ha più fondi li chieda al Governo come ha fatto ad esempio la Regione Liguria che si è rivolta al ministro del Turismo» spiega Dal Ferro, che sostiene la proposta ligure. «Con anticipo, continuità, determinazione ma purtroppo altrettanta inefficacia, BB Varese da oltre 1 anno insiste con le istituzioni su questo punto - prosegue il presidente dell'associazione - lo facemmo a livello nazionale con il precedente Governo (ministro Franceschini, sottosegretario Bonaccorsi, sottosegretario Castelli). Lo abbiamo fatto con il neoministro al Turismo Garavaglia, lo abbiamo fatto a livello regionale con l'assessore al Turismo Magoni e con il presidente della Regione Attilio Fontana».

«Insieme a noi - prosegue nella missiva Dal Ferro - altre associazioni territoriali extralberghiere hanno fatto la medesima richiesta compresa la costituenda Federazione+ e Federalberghi Extra dei quali facciamo parte. Ma ora occorre intervenire con urgenza con un sostegno a migliaia di famiglie che in questi anni hanno rappresentato un pilastro dell'offerta ricettiva lombarda. Ci si dimentica che grazie a tali strutture sono stati ospitati milioni di turisti che hanno dato lavoro a ristoratori, agenzie di viaggio, ncc, guide, bar, noleggi. Ci si dimentica che l’analisi di Polis Lombardia di fine 2019 ha certificato che il comparto extralberghiero nel 2019 rappresenta l’88,5% del patrimonio ricettivo della Lombardia e che invece gli esercizi alberghieri sono passati dal rappresentare il 42% del patrimonio ricettivo regionale nel 2012 al rappresentarne l’11,5% nel 2019».

«Ciò nonostante - argomenta il presidente - non si fa nulla per la numerosa schiera delle famiglie che si occupano di questo lavoro, che creano ricchezza rispettando regole e legalità in un settore che negli ultimi 5 anni è cresciuto mediamente di oltre il 10% all’anno. I bed and breakfast senza partita iva e le cav infatti, sono stati esclusi da qualsiasi forma di aiuto nazionale e regionale, con eccezione del Lazio e di altre regioni con un PIL decisamente inferiore a quello della nostra Regione. Questi operatori non possono pagare le conseguenze di leggi sul turismo che non hanno mai ben affrontato la normativa che regolarizzi le loro attività». 

 

 

Redazione

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