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Basket | 14 aprile 2021, 12:54

Varese, iniziano gli esami finali. Venezia è uno dei più duri

Reggio Emilia una lezione da imparare? Sì: se Varese non gioca al 100% torna in pericolo. Oggi (ore 18.30) la prova contro una Reyer affascinante e allo stesso tempo imprevedibile e con qualche difetto. Ospiti senza Bramos e Fotu

Foto Alessandro Galbiati

Foto Alessandro Galbiati

Tornare a casa per ripartire e farsi trovare pronti alla stagione degli esami. Varese è un po’ come quello scolaro intelligente ma altalenante che nel primo quadrimestre ha studiato poco e preso dei gran “4”, poi ha cambiato metodo e si è meritato dei gran “7” (e pure qualcosa di più…), ma che se non sta attento rischia di ritornare dietro la lavagna. E ora c’è la Maturità…

La maturità in quattro gare, sospesi tra salvezza e playoff: la prima nel tardo pomeriggio di oggi (ore 18.30) contro una sempre affascinante avversaria come l’Umana Reyer Venezia. Poi il nemico di turno sarà Treviso la sorpresa, perché il filo della sfida ha deciso di correre sulla linea veneta, quindi arriverà Trieste e infine si andrà a Brindisi. Due punti in quattro partite per non rischiare di morire, quattro per avere la certezza granitica di restare in Serie A, sei per sognare più che concretamente la post-season. 

Il vantaggio, però, è che Varese si è conquistata con sudore e bravura un materasso non scontato e apparentemente assai morbido, quello di poter contare sulle disgrazie altrui: la Fortitudo ha il calendario peggiore e nemmeno quello di Cremona scherza, Reggio Emilia giocherà una partita in meno e Cantù - soprattutto - rende ai biancorossi 4 punti di distanza… Insomma: allo stato attuale devono essere gli altri a re-inguaiare la Openjobmetis nel giogo retrocessione, non viceversa…

Poi è anche vero che se chi va a scuola deve imparare ogni giorno, l’ultima lezione da apprendere è arrivata dal collegio accademico di Reggio Emilia, guidato dal professor Artiglio. Il quale ha certamente beneficiato di una prova al tiro mostruosa e assai condizionante sul risultato finale, ma al contempo ha mostrato - sempre che non ci si voglia nascondere ancora una volta dietro orgogliosi paraventi - che se Ferrero e compagni non danno più dell’anima in termini di concentrazione e grinta ritornano troppo normali. E quindi in pericolo. 

La volpe Caja ha attaccato i punti deboli difensivi biancorossi - Scola in primis - e ha scelto di portarne i lunghi lontano da canestro, annacquandone (nella fattispecie di Egbunu) l’efficacia. Venezia ha gli strumenti per fare lo stesso, se non di più: esistono alternative in casa prealpina? È forse la domanda principale cui Varese e il suo coach dovranno rispondere oggi

Qui Venezia

Perché è affascinante la Reyer? Per tanti motivi. Perché è l’unica squadra del campionato italiano ad accarezzare il valore della continuità. Intorno a coach De Raffaele ha costruito un nucleo la cui impronta è rimasta identica negli anni e nel quale l’esigenza dell’inevitabile cambiamento diventa occasione per migliorare, rifinire e puntellare, non - come quasi ovunque altrove - per rivoluzionare a ogni scoccar d’estate. E poi perché è una squadra imprevedibile nel bene e nel male, una squadra vera, autentica: sa essere farfallona, lasciando punti per strada, e sa diventare spietata, quando più conta; a tratti sembra farsi cullare dai problemi che incontra (e quest’anno è arrivato il Covid…), in realtà li affronta semplicemente con la calma derivante dalla sua sicurezza.

E infine è affascinante per i giocatori che la costituiscono, andando a formare un gruppo nel quale non manca nulla di ciò che rende il basket uno sport meraviglioso. C’è il talento selvaggio di Austin Daye, c’è la classe a 360° gradi di Michell Watt (un mostro da ultimo livello oggi per Egbunu…), c’è la maturità acquisita da uno dei migliori cestisti italiani, Stefano Tonut, ci sono l’esperienza e la furbizia di Andrea De Nicolao (oggi al secondo derby in carriera contro il fratello Giovanni), c’è la poliedricità di Julian Stone

E c’è che l’ultima volta che la Serie A ha assegnato un titolo, chi è salito sul gradino più alto del podio aveva i colori oro-granata addosso. I campioni in carica sono ancora loro.

La chiave

La vigilia racconta che la Reyer, quarta in classifica a quota 36, è reduce da un ciclo di tre vittorie in sei partite: l’ultimo ko contro Trento, due settimane fa, paradigmatico di uno dei difetti del gruppo veneziano: quello di spegnersi la luce quando meno ce lo si aspetta.  Rispetto a Varese, l’Umana - che oggi non avrà a disposizione gli infortunati Bramos e Fotu - difende meglio (77,7 punti subiti contro 86,5), anche sul perimetro (30% la percentuale concessa agli avversari da tre, dato migliore dell’intera Serie A). Di contro però, ed ecco altri punti apparentemente deboli, perde più palloni (14,7 contro i 12,6 della Openjobmetis) ed è la peggior formazione del lotto ai liberi (67,8%). Venezia - dall’alto di un organico di qualità e profondità superiori rispetto a quello varesino - he le armi sia per mettere in difficoltà i lunghi avversari, con una batteria di big men versatile e completa - sia per inguaiare difensivamente gli esterni, con una pressione sulla palla e sulle linee di passaggio non comune. All’andata furono decisive per la vittoria dei padroni di casa la confusione e l’inefficace difesa nei momenti decisivi di Scola e soci, che pure resistettero in partita quasi fino al 40’. Si tratta di due difetti su cui Bulleri ha lavorato molto: oggi serve la conferma.

Le parole di Giovanni De Nicolao

«Contro Reggio Emilia abbiamo interrotto la nostra striscia positiva, ma ritengo che abbiamo comunque giocato una buona partita e che siamo stati un po' sfortunati con la loro percentuale nel tiro da 3. Dobbiamo rimanere concentrati e continuare a lavorare bene come fatto nelle ultime settimane per riuscire a fare bene domani. Venezia è una squadra molto forte ed una delle Top 3 del nostro campionato. Ritengo che sia una squadra estremamente imprevedibile e questo lo ha dimostrato non solo nella recente edizione delle F8 di Coppa Italia ma anche negli anni recenti. Mi aspetto una partita dura perché non mollano mai e possono contare su un sistema di gioco rodato; potremo portare a casa i due punti mettendo in campo intensità e difesa. La sfida con mio fratello Andrea? Il primo round è andato a lui, ma stavolta andrà meglio, ne sono sicuro».

 

OPENJOBMETIS VARESE-UMANA REYER VENEZIA (ore 18.30, Enerxenia Arena)

VARESE 2 Beane, 3 Morse, 4 Scola, 5 De Nicolao, 10 Ruzzier, 12 Strautins, 15 Egbunu, 19 De Vico, 21 Ferrero, 23 Douglas, 30 Librizzi, 31 Virginio. All. Bulleri.

VENEZIA 3 Casarin, 5 Stone, 7 Tonut, 9 Daye, 10 De Nicolao, 11 Campogrande, 14 Vidmar, 15 Clark, 21 Chappell, 22 Mazzola, 30 Cerella, 50 Watt. All. De Raffaele

ARBITRI: Lanzarini, Sardella, Brindisi

Diretta: Eurosport 2, Eurosportplayer e VareseNoi (diretta testuale. Al termine cronaca, commento e pagelle)

 

Fabio Gandini


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