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Basket | 11 aprile 2021, 07:30

Caja contro Varese. Al bando l’ipocrisia: non è una partita come le altre

Ci sono due storie che non si possono cancellare dietro il match odierno tra Reggio Emilia e Openjobmetis (ore 17). «Al di là di come è finita, Varese deve essere grata a Caja e Caja deve fare altrettanto con Varese» ha detto Max Ferraiuolo. È la verità

Caja contro Varese. Al bando l’ipocrisia: non è una partita come le altre

Su tutta la vicenda in questione, da quel maledetto 5 settembre 2020 fino a oggi, in mesi di frasi sillabate a mezza bocca, pudore e i silenzi come ampia (e forse sacrosanta) coperta, la cosa più giusta l’ha detta (e non riteniamo sia un caso) il cardinal Richelieu del basket varesino, Max Ferraiuolo. L’altra sera, nella puntata speciale di Backstage: «Al di là di come è finita, Varese deve essere grata a Caja e Caja deve fare altrettanto con Varese».

Period, scriverebbero gli anglofoni. Perché è la verità. 

Caja, per Varese, non è stato solo un allenatore vincente (nel senso etimologico del termine: ha vinto più partite di quante ne abbia perse): Attilio Caja ha dato a Varese per quattro anni un’identità tecnica ben definita, fondata sul lavoro e sulla moltiplicazione di talenti, pani e pesci; Attilio Caja ha dato a Varese un gioco gagliardo, basato sull’efficace sacrificio difensivo (viste raramente versioni biancorosse difendere così negli ultimi 20-30 anni…) e sul pragmatismo offensivo; Attilio Caja ha conquistato due salvezze non scontate, ha trasformato - nel 2017-2018 - una squadra ultima e modesta in un’armata che ha scalato la classifica fino alla sesta piazza e ai playoff (non c’era mai riuscito nessuno prima nella storia del basket italiano), riempiendo Masnago di entusiasmo come non capitava da tempo; Attilio Caja, nel 2018/2019, ha raggiunto una semifinale europea; Attilio Caja ha vinto - proprio a Varese - il premio come miglior allenatore della Serie A. 

Il tutto nel pieno del medioevo cestistico locale, in stagioni di pesanti recessioni economiche interne, entrando di diritto nella classifica degli allenatori più longevi sulla panchina del principale sodalizio cestistico cittadino (sotto questo aspetto meglio di lui hanno fatto solo Vittorio Tracuzzi, Enrico Garbosi ed Edoardo Rusconi).

La sua, sotto al Sacro Monte, è stata quindi una storia che non può essere cancellata, soprattutto dai revisionisti del simpatico-antipatico spuntati fuori come chiodini dai pioppi in questi mesi.

Allo stesso modo, però, Varese ha preso un Attilio Caja che era diventato - suo malgrado - uno specialista delle disgrazie, ovvero un allenatore considerato buono solo per subentrare a campionato in corso, e lo ha fatto tornare a essere uno tra i migliori coach italiani, rendendo così giustizia alle sue qualità professionali. 

Varese ha pescato Attilio Caja esonerato dalla B1 di Firenze e lo ha portato al penultimo atto della Fiba Europ Cup. Varese ha dimostrato che su Attilio Caja puoi contare per costruire, non solo per rimediare, concedendogli quella fiducia che altri gli hanno negato. Varese ha dato casa ad Attilio Caja, facendolo sentire amato.

E pure questa è una storia che non si può e non si deve cancellare.

Tutto bello, quindi, non fosse stato per l’epilogo. Inaspettato, ingiusto da qualunque parti lo si guardi (ingiusto per Caja, ingiusto per la società - Toto Bugheroni in primis - che mai avrebbe voluto arrivare a tanto…), traumatico, irreale. E sul quale non torneremo in questa sede, aspettando di capire se sarà invece esso a tornare nei gesti, nelle parole, negli sguardi del match odierno.

Ore 17: Reggio Emilia-Varese, 26esima giornata di campionato. E, sì, è inutile nasconderlo dietro analisi che fanno un po’ sorridere nella loro banalità da saldi di supermercato, anche Attilio Caja contro Varese. Passato contro passato, ex casa contro ex casa, ex comandante contro ex fedele esercito, amore che non sembrava poter avere fine contro amore e cuore spezzati.

Certo, dal campo si aspetterà di capire anche altro, soprattutto quanto la Openjobmetis di coach Massimo Bulleri (ex giocatore ed ex assistente di Caja: aggiungete anche questo ai motivi precedenti…) abbia ancora voglia di stupire dopo quattro vittorie, una più bella e salvifica dell’altra. C’è una salvezza da conquistare. E pure il sogno di qualcosa di più, nel caso tale strada virtuosa fosse ancora lontana dalla meta. Dall’altra parte, lato Reggio, i colleghi di Ferrero e soci hanno ancora più urgenza di trovare punti salvezza. E, a differenza loro, paiono ancora nel bel mezzo dello loro guado stagionale.

Ma, non facciamo gli ipocriti, c’è soprattutto una partita che non può essere come tutte le altre.

 

UNAHOTELS REGGIO EMILIA-OPENJOBMETIS VARESE (Unipol Arena ore 17)

REGGIO E. 0 Lemar, 3 Koponen, 7 Candi, 8 Baldi Rossi, 9 Porfilio, 11 Taylor, 15 Elegar, 21 Sims, 23 Johnson, 32 Bonacini, 35 Diouf, 77 Kyzlink. All. Caja

VARESE 2 Beane, 3 Morse, 4 Scola, 5 De Nicolao, 10 Ruzzier, 12 Strautins, 15 Egbunu, 19 De Vico, 21 Ferrero, 23 Douglas, 30 Librizzi, 31 Virginio. All. Bulleri.

ARBITRI: Sahin, Paglialunga, Belfiore

Diretta: Eurosport 1, Eurosportplayer e VareseNoi (diretta testuale. Al termine cronaca, commento e pagelle)

Fabio Gandini


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