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Territorio | 08 aprile 2021, 07:00

Scuole di Lonate: 800 di nuovo in classe l’8 aprile

L’assessore Simontacchi: torniamo ad applicare precauzioni fondamentali. La coordinatrice dell’asilo Bambino Gesù Mocchetti: per noi la chiusura è stata una beffa, ora speriamo di superarla

L'assessore all'Istruzione Giancarlo Simontacchi

L'assessore all'Istruzione Giancarlo Simontacchi

Finalmente in classe, anche a Lonate Pozzolo. Perlomeno per quanto riguarda bambini e ragazzi, circa 800, fino alla prima media. Si parte oggi 8 aprile. L’attesa è palpabile, da parte del personale, degli studenti, dei genitori, accomunati dal comprensibile desiderio di un ritorno alla normalità, didattica e relazionale. La sensazione, in effetti, è che la voglia di lasciarsi alle spalle la didattica a distanza e di frequentare le aule in presenza prevalga nettamente sui timori legati alla pandemia.

«Siamo fiduciosi nelle direttive – commenta l’assessore all’Istruzione, Giancarlo Simontacchi – e convinti che le regole saranno rispettate. Le precauzioni funzionavano già prima, si tratta di tornare ad applicare misure note. Inoltre non partiamo subito a pieno regime, con le seconde e le terze delle secondarie di primo grado che continuano la Dad. Comprendo la fatica delle famiglie e sono consapevole che questa scelta è stata oggetto di critiche, anche fondate. Però, a cercare un lato positivo, può risultare utile per una ripresa più graduale, con l’augurio che presto tutti gli studenti possano tornare nelle aule».

E le preoccupazioni per eventuali contagi nelle classi? «Ci sono – ammette Simontacchi – tanto più in un Comune come il nostro dove si sono registrati quasi 800 casi. Però bisogna anche aggiungere che si sono risolti quasi tutti positivamente, i decessi ammontano a poche unità. Rispettare le regole sarà fondamentale».

Principio condiviso anche da chi, con bambini e ragazzi, lavora. E ne intuisce l’entusiasmo. «I bambini – ricorda, per esempio, Paola Mocchetti, coordinatrice della scuola per l’infanzia Bambino Gesùerano delusi dalla chiusura. Non capivano come mai, nonostante avessero fatto esattamente quello veniva loro chiesto, non potessero più venire all’asilo. E anche per noi adulti la chiusura è stata una beffa».

In effetti, al Bambino Gesù le cose sono andate bene: 53 iscritti, nove persone in servizio, un solo contagio, peraltro avvenuto tra le mura domestiche, non fra quelle della scuola. «Eravamo stati attentissimi – conclude – tra allestimento e composizione delle “bolle”, gestione delle presenze e dei contatti, nuove modalità per accogliere i genitori.  Nonostante questo abbiamo dovuto vedere i bambini andarsene, qualcuno fra le lacrime». Ora, però, i bambini tornano. Coi loro sorrisi.

Stefano Tosi

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