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Territorio | 07 aprile 2021, 18:58

A Olgiate nelle aule viaggia l'entusiasmo: «Speriamo che tutti i ragazzi possano tornare»

Felici i primi alunni rientrati, e così genitori e insegnanti: «C'è bisogno di socializzare. E poi a casa con la Dad anche problemi tecnici»

La scuola secondaria Alighieri a Olgiate Olona

La scuola secondaria Alighieri a Olgiate Olona

A Olgiate Olona, gli alunni delle primarie e delle classi prime della scuola secondaria hanno potuto rimettere piede in classe dopo più di un mese di Dad.

«Nelle aule si respiravano felicità ed entusiasmo – ha sottolineato la coordinatrice Donata Canavesi – tutti i ragazzi sono stati contenti di tornare e di ritrovare i loro compagni e i loro insegnanti».

La difficoltà e i contatti

Anche all’uscita da scuola l’atmosfera era estremamente positiva sia tra gli alunni che tra i loro genitori, che, complice anche lo scaglionamento di ingressi ed uscite, stavano aspettando i ragazzi nel pieno rispetto delle normative anti covid.

«Per le mie figlie – ha spiegato Bianca Raimondi – quello della chiusura delle scuole è stato un momento difficile a causa delle poche occasioni di socialità che hanno avuto. Abbiamo cercato di mantenere i contatti almeno con il gruppo di amiche più ristretto, ma siamo ben consapevoli che a quest’età c’è bisogno di socializzare anche con gli altri ragazzi e con gli adulti che ogni giorno incontrano all’interno della scuola, siano essi professori o personale non docente.Il bisogno di ricominciare era forte, le mie gemelle si stavano impigrendo, sia a livello mentale che fisico».

La speranza di tutti è che i prossimi mesi non vedano altre chiusure: «Sono molto positiva per il futuro – ha proseguito la signora Raimondi – Il timore era che non riaprissero, ma adesso che questa decisione è stata presa ho fiducia che, con il proseguimento della campagna vaccinale e con le dovute precauzioni che ogni giorno vengono prese in aula si arrivi senza altri intoppi alla fine dell’anno scolastico».

La noia e la stanchezza, dunque, insieme alla mancata socialità, sono stati alcuni dei maggiori ostacoli che i genitori e le famiglie hanno dovuto affrontare durante questa chiusura: «Siamo felici che la scuola abbia riaperto – ha dichiarato Andrea Rovea – e anche i ragazzi sono stati molto entusiasti di rientrare in classe questa mattina. I nostri figli hanno bisogno di socialità, soprattutto in questo periodo della loro vita, e la speranza è che non ci siano altre chiusure nei prossimi mesi; quando non possono andare a scuola».

La sfida Dad

Anche la Dad, poi, nonostante l’impegno dell’istituto comprensivo e dei professori, ha rappresentato a volte una sfida per alcune famiglie: «Quando sono a casa i ragazzi hanno meno voglia di fare, si sentono meno stimolati – ha detto Ana Maci – e per me che sono straniera a volte è più difficile seguirli, anche perché a volte ci sono problemi “tecnici”, come la connessione che salta, che rendono il processo un po’ più complicato. Sono felicissima che uno dei miei figli oggi sia potuto rientrare in classe, e spero che il più grande, che frequenta la terza media, possa fare lo stesso a breve, e che la scuola rimanga aperta fino a giugno».

Anche all’interno delle scuole medie Dante Alighieri l’impressione è che i ragazzi non vedessero l’ora di tornare alle lezioni in presenza: «Oggi ho fatto il giro in tutte le classi per motivi “burocratici” – ha raccontato la coordinatrice Donata Canavesi - e devo dire che sono stata accolta con entusiasmo e gioia da tutti i ragazzi. Nella nostra scuola abbiamo 5 prime, ed esse hanno formato un gruppo molto coeso, si vedeva che avevano voglia, e bisogno, di tornare a vedersi, pur con le limitazioni necessarie».

Le chiusure degli ultimi due anni, infatti, stanno influendo in maniera importante sullo sviluppo dei nostri giovani: «Noi insegnanti vediamo la differenza tra i ragazzi di prima, che hanno potuto essere per più tempo in aula, e quelli delle classi seconde e terze, che più spesso hanno seguito le lezioni da casa – ha concluso Donata Canavesi – senza le lezioni in presenza, le uscite didattiche e le altre esperienze che normalmente si fanno durante l’anno scolastico hanno perso una parte importante della loro vita di adolescenti. La speranza è che dopo le prime anche le altre classi possano tornare presto a scuola, soprattutto per chi frequenta la terza questo è l’ultimo periodo alla scuola secondaria prima degli esami, ed è importante sia al livello didattico che a livello relazionale che possano viverlo in presenza».

Loretta Girola

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