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Opinioni | 20 marzo 2021, 08:20

L'OPINIONE. Vaccini, la politica ci dice nessun timore. Noi rispondiamo: nessun rumore piuttosto, adesso spicciatevi

In questi giorni ancora tanti numeri, promesse, contraddizioni. Non conta più il «poi», conta l'«ora». E raccogliamo l'appello di una signora per suo marito di 86 anni, dichiarato fragile: «Sta ancora aspettando, fate qualcosa, perché?»

La campagna vaccinazioni è annunciata in crescita nei grandi centri: dopo il polo di Cerro, ora toccherà a MalpensaFiere per il 31 marzo

La campagna vaccinazioni è annunciata in crescita nei grandi centri: dopo il polo di Cerro, ora toccherà a MalpensaFiere per il 31 marzo

In questi giorni dal mondo della politica abbiamo ascoltato numeri e promesse sulle vaccinazioni, mescolati insieme con vigore.

Abbiamo assistito a sopralluoghi, inaugurazioni, annunci. Hanno fermato la somministrazione di un vaccino, poi hanno rassicurato: no, tutto bene, riprendiamo il 19 alle 15. Poi non proprio così: con AstraZeneca si riparte il 20 sul territorio.

Poi, poi... Ma adesso? L’unica luce, qui nelle scorse ore l’hanno portata le aziende socio sanitarie territoriali. Il polo è gestito grazie anche all'impegno e alla professionalità di Asst Sette Laghi. Ieri l’Asst Valle Olona ha spiegato come e quando funzionerà il grande centro vaccinale a MalpensaFiere, attraverso la voce del dottor Marino Dell’Acqua, direttore socio sanitario (LEGGI QUI): si occuperà l'azienda delle operazioni, il che ci offre sollievo, perché abbiamo constatato l’efficienza e la premura della campagna già in atto per gli anziani all'ospedale.

Soprattutto, c’è un impegno messo in chiaro, che rincuora: nessuno rimarrà indietro tra gli ultraottantenni ed entro l’11 aprile tutte le vaccinazioni saranno completate per loro. Ma le attese? Sono legate al sistema di prenotazioni, spiegano. 

Come ci stanno a cuore le persone più fragili, per le quali si starebbero cercando le giuste risposte.

Gli operatori stanno facendo tutto il possibile.

Noi oggi ci rivolgiamo alla politica. Premesso che  a quelle persone fragili, si sarebbe potuto, e anche dovuto secondo noi, pensare prima: a loro e alle loro famiglie. Ma sfibrati da questo mese, non facciamo altre polemiche: purché si parta ora.

Conta questo, l’ora.

La politica, di qualsiasi livello, non può più permettersi una parola di troppo, una vana, una anche solo vagamente imprecisa. Non può più dirci, inaugurando un nuovo centro: qui arriveremo a vaccinare dieci. Ma per ora due , ad esempio. Perché è il per ora che conta, ripetiamo. E non lo diciamo noi, bensì la marea di messaggi accorati di anziani, fragili e spesso entrambe le cose che attendono evidentemente per quel sistema di prenotazioni che in una regione come la nostra, nella locomotiva d’Italia, non può permettersi di sbuffare come un treno affaticato: deve sfrecciare, punto.

Ci sono ancora troppo anziani che aspettano, chiusi in casa, nella paura. Alcuni di coloro che ci hanno scritto, che aspettavano, non ci sono più.

E alla politica che sbrigativamente liquiderebbe anche oggi magari le nostre riflessioni con «Nessun timore», noi replichiamo: «Piuttosto, nessun rumore». Non dite proprio più niente, fate sì che gli operatori sanitari possano vaccinare a raffica, e basta.O gni giorno, riceviamo messaggi da anziani stanchi e impauriti. Ne prendiamo scritto da una donna, che ci scrive disperata per suo marito, 86 anni, dichiarato fragile, con gravi problemi dunque. Ha presentato regolare richiesta il 18 mese: sì, più di un mese fa. Ancora non ha ricevuto alcuna chiamata. Eppure, in altre regioni si sta procedendo con fasce anche più giovani, adesso, si sfoga la bustocca. Lei pone due domande, dure, e collegate.

Come stanno le cose?

Dov’è la verità? 

Prima di risponderle, la politica, devi porsi a sua volta una domanda: dove ho sbagliato? Senza acredine, senza alibi, senza vittimismi, ma solo per non farlo più. Già stare in silenzio e fare, sarebbe questa la risposta importante. Noi alziamo la voce solo oggi, perché ce l’ha chiesto questa signora, anche in nome di tanti altri: «Fate qualcosa se potete, per tutti gli ultra ottantenni che aspettano invano». Suo marito è un “fragile”, che nella sua vita è stato forte abbastanza non solo da lavorare e dare lavoro, ma anche da impegnarsi per gli altri, per la cultura e proprio per i fragili. 

Oggi ci proviamo a farci portavoce e alziamo la voce così. Nessun timore, ci dite? Bene, replichiamo al mondo politico: e voi nessun rumore e solo fatti, per favore.  Da adesso.

Marilena Lualdi

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