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Politica | 07 marzo 2021, 16:15

Le minoranze consiliari di Angera, Sesto, Taino unite per la difesa e il rilancio dell'ospedale Ondoli

I consiglieri comunali di opposizione dei tre Comuni hanno inviato una lettera ai rispettivi primi cittadini: «Essenziale che l'ospedale di Angera ritorni al più presto al livello di prestazioni sanitarie che ha avuto in passato, prima di essere abbandonato a sé stesso e svuotato»

Le minoranze consiliari di Angera, Sesto, Taino unite per la difesa e il rilancio dell'ospedale Ondoli

Uniamoci a sostegno del nostro ospedale “Carlo Ondoli” di Angera, questo l'appello rivolto ai sindaci dai gruppi di minoranza di Sesto Calende, Angera, Taino, le quali lanciano un appello ai primi cittadini del Piano di Zona per un’azione comune.

«L’ospedale “Carlo Ondoli” rappresenta per il nostro territorio un presidio importante per la tutela della salute delle nostre comunità - si legge nel documento - È essenziale che ritorni al più presto al livello di prestazioni sanitarie che ha avuto in passato. Invitiamo i nostri sindaci ad assumere un’iniziativa comune su questo argomento». Questa la sintesi della lettera inviata ai primi cittadini del piano di zona congiuntamente al progetto di rilancio dell’ospedale Carlo Ondoli di Angera, con la richiesta di sottoscrizione da parte dei Comuni. L’intento è quello di fare massa critica, di lavorare tutti insieme per un unico scopo: ridare all’ospedale l’attrattiva giusta per poter offrire il proprio servizio alla cittadinanza e strutturare una proposta a più ampia scala perla sanità provinciale.

«L’ospedale nel 2018 aveva più di 3.000 dimissioni e più di 300.000 prestazioni ambulatoriali - ricordano le minoranze - il Pronto Soccorso svolgeva a pieno ritmo il suo compito. Si tenga presente che il bacino d’utenza dell’ospedale “Carlo Ondoli” di Angera è rilevabile in 55.000 persone residenti nel suo territorio di competenza. Tale cifra va almeno raddoppiata per quanto riguarda il periodo estivo, vista la vocazione turistica della zona. In altre parole l’Ondoli aveva saputo svolgere fino a pochi anni fa il compito di struttura intermedia tra la medicina del territorio e i centri poli-specialistici, poi è stato abbandonato a se stesso e svuotato di numerosi servizi essenziali per la popolazione». Spiegano i promotori: «Riteniamo sia giunto il tempo per un’azione coordinata e pressante sui responsabili sanitari della Regione Lombardia, Presidente Fontana e assessore Moratti in testa, per insistere sulla richiesta di mantenere le promesse a suo tempo fatte e di destinare al nostro Ospedale l’attenzione e le risorse necessarie. Siamo nel periodo storico corretto per chiedere una sanità territoriale che sia più vicina ai cittadini, più attenta alla prevenzione e che favorisca il collegamento con il sociale, anche grazie alle risorse messe in campo con il recovery plan».

I firmatari della lettera ora aprono ad altri gruppi l’adesione al progetto, rivolgendosi in particolare alle associazioni e ai comitati del territorio. Si registra già la prima adesione con Madì Reggio, della lista di minoranza “Golasecca tradizioni e futuro sostenibile”, che si dice pronta a collaborare per riportare l’ospedale di Angera al centro dell’attenzione politica locale e regionale. I firmatari della lettera sono i consiglieri: Milo Manica, Marcella Androni, Giacomo Baranzini per “Allea – L’Angera che serve” (Angera), Gianluigi Bielli, Laura Persico Tirelli, Emilio Cancer e Alessandro Marras per “Taino Futuro e tradizione” (Taino), Floriana Tollini, Giancarlo Rossi e Roberto Caielli per “Insieme per Sesto” (Sesto Calende) Alessandra Malini e Simone Danzo per “Sesto2030” (Sesto Calende) e Madì Reggio per “Golasecca Tradizioni e futuro sostenibile” (Golasecca). 

M. Fon.


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