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Varese | 04 marzo 2021, 13:08

Galimberti: «Non si può dire a 10 milioni di persone che le scuole sono chiuse da domani. Deluso da padre e lombardo»

Il sindaco di Varese: «Mi adeguo alle regole, come sempre, ma non si fa così. La situazione peggiora da giorni, quando si cambia la vita di tante famiglie e si paralizza un sistema è necessario dirlo per tempo. Gestione della pandemia sconsolante»

Galimberti: «Non si può dire a 10 milioni di persone che le scuole sono chiuse da domani. Deluso da padre e lombardo»

Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, interviene sulla decisione della Regione di porre tutta la Lombardia in zona arancione rafforzata da mezzanotte di oggi a domenica 14 marzo (clicca e leggi qui l'ordinanza con le limitazioni e qui le spiegazioni del governatore Fontana) con conseguente chiusura, tra l'altro, di tutte le scuole, tranne gli asili. 

«Farò sempre rispettare le regole e mi adeguo alle indicazioni della Regione e delle autorità sanitarie - scrive Galimberti - ma era chiaro da giorni che la situazione stesse peggiorando e quindi posso dire che non si fa così: non ci si può sognare di dire alle 12 di oggi che da domani la vita di milioni di cittadini cambia repentinamente e si paralizza un sistema. A questo punto, almeno la chiusura delle scuole, si poteva prevedere da lunedì. Spero almeno che venga concessa qualche ora in più alle famiglie per organizzarsi».

«Posso solo immaginare i messaggi di questi minuti: "Buongiorno: domani non potrò essere in ufficio perché hanno avvisato oggi quasi 10 milioni di persone che le scuole saranno chiuse. Mi scuso per il breve preavviso"» aggiunge ancora Galimberti che conclude: «La salute viene prima di tutto, SEMPRE. Ma condurre la gestione della pandemia in questo modo è davvero sconsolante».

Le parole del sindaco Galimberti sulla Lombardia in zona arancione rafforzata dalla mezzanotte odierna.

Sono appena stato informato che il Presidente della Regione starebbe per firmare una ordinanza che farebbe passare la Lombardia in arancione scuro da stasera a mezzanotte. Da sindaco, come ho fatto dal primo giorno, farò sempre rispettare le regole e mi adeguo alle indicazioni della Regione e delle autorità sanitarie.

Che la situazione stesse peggiorando era percepibile da giorni e quindi posso anche dire che non si fa così: non ci si può sognare di dire alle 12 di oggi che da domani la vita di milioni di cittadini cambia repentinamente e si paralizza un sistema. A questo punto, almeno la chiusura delle scuole, si poteva prevedere da lunedì. Spero che qualcuno ci pensi almeno sulle scuole concedendo qualche ora in più alle famiglie per organizzarsi.

Posso solo immaginare i messaggi che staranno girando in questi minuti, ne sto ricevendo tantissimi anche io: «Buongiorno: domani non potrò essere in ufficio perché hanno avvisato oggi quasi 10 milioni di persone che le scuole saranno chiuse. Mi scuso per il breve preavviso» oppure nelle scuole: «Bimbi domani avevamo programmato un’attività ma la scuola sarà chiusa per un po’. Mi scuso per il breve preavviso».

Penso di interpretare il sentimento di molti di voi. Sono un papà consapevole di quali sono le difficoltà nel gestire bambini ed adolescenti da un anno a questa parte. Tale situazione ha conseguenze catastrofiche sul sistema economico ed occupazionale.

L’emergenza sanitaria non si sottovaluta. Mai. Non possiamo però trattare così i cittadini che devono organizzarsi. La salute viene prima di tutto, SEMPRE. Ma condurre la gestione della pandemia in questo modo è davvero sconsolante.
Davide Galimberti, sindaco di Varese

Redazione

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