/ Politica

Politica | 04 marzo 2021, 18:43

Ordinanza di Regione Lombardia, le reazioni dei sindaci dei piccoli Comuni del Varesotto

Il primo cittadino di Induno Olona Cavallin parla di «decisione inattesa, ma che sul merito non si può discutere», quello di Cittiglio Anzani sostiene che «la colpa è di chi non rispetta le regole», mentre il sindaco di Comerio Aimetti attacca su «inadeguatezza e incapacità in Regione»

Ordinanza di Regione Lombardia, le reazioni dei sindaci dei piccoli Comuni del Varesotto

Le pagine social dei Comuni e dei sindaci del Varesotto sono inevitabilmente tutte dedicata alla nuova ordinanza della Regione che entrerà in vigore da domani 5 marzo, collocando la Lombardia in zona arancione rafforzato; tra spiegazioni e chiarimenti c'è anche spazio per i commenti degli stessi primi cittadini alle nuove norme anti Covid emanate. 

«La nuova ordinanza giunge anche a noi sindaci inattesa - dichiara il primo cittadino di Induno Olona Marco Cavallin - proprio ieri in una riunione tra i sindaci dell'area insubre (Varese/Como), i responsabili della competente ATS e il consulente per il piano vaccinale lombardo Guido Bertolaso, pur nel quadro di un peggioramento del contesto generale, non era francamente emerso di essere alla vigilia di un giro di vite tanto significativo. In ogni caso decisioni così dolorose, drastiche e prese senza preavviso sottendono certamente una valutazione del grave rischio che in questo momento rappresenta la crescita dei contagi nelle nostre provincie e dunque vanno accettate e supportate con spirito collaborativo: si può discutere sul metodo, ma certo non sul merito. Occorre, alla vigilia di questa ennesima fase difficile, prudenza, pazienza e fiducia: la nottata passerà».

«Prima la colpa era di Conte, ora di Draghi - commenta invece il sindaco di Cittiglio Fabrizio Anzani - la vera colpa è di chi non rispetta le regole. Non appena siamo tornati in zona gialla lo scorso gennaio, in giro era pieno di gente senza mascherina o mezza abbassata. Gente in massa nelle piazze o in riva al lago la domenica, bastava guardare il flusso di auto tra Cittiglio e Laveno il sabato o la domenica. Per me si dovrebbe riaprire tutto, ma la gente deve rispettare regole, queste chiusure stanno costando tanto agli esercizi chiusi, agli studenti e ai genitori che hanno i bambini a casa. Il problema é semplicemente che non vi è la cultura del rispetto delle regole, sia negli adulti che nei ragazzi. È come quando le persone prendono la multa per eccesso di velocità o per accertamenti dei tributi e, al posto di guardarsi allo specchio, non salutano più il sindaco e denigrano i vigili. La cultura va cambiata a partire dall’insegnamento nelle scuole ai bambini dei diritti e dei doveri».

Duro il commento del sindaco di Comerio Silvio Aimetti. «Ma Fontana ha un sosia? Ennesima dimostrazione dell'inadeguatezza e incapacità del presidente della mia Regione Lombardia che, solo 14 giorni fa, relativamente alla chiusura degli impianti sciistici diceva: "colpo gravissimo a settore con decisione dell'ultimo secondo"»

M. Fon.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore