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Scuola e ricerca | 02 marzo 2021, 08:44

L'appello dei dirigenti scolastici: «Vaccinate il nostro personale, fate presto»

La lettera del presidente regionale di Anp Massimo Spinelli: «Inaccettabile che le scorte del vaccino Astrazeneca restino inutilizzate, in altre regioni la vaccinazione è già avvenuta per i lavoratori delle scuole. E con le varianti l'esposizione al rischio è sempre più grave, in pericolo a tenuta del sistema scolastico regionale».

Il personale scolastico chiede a gran voce la vaccinazione

Il personale scolastico chiede a gran voce la vaccinazione

Vaccinate il personale didattico, fate presto. Una richiesta, un grido che viene dall'Associazione nazionale dirigenti pubblici e professionalità della scuola. La firma il presidente regionale Massimo Spinelli, ribadisce l'importanza di far risuonare questo appello la dirigente scolastica dell'istituto comprensivo Bossi di Busto Arsizio  Silvana Vitella. A rischio - si dice - c'è la tenuta del sistema scolastico regionale.

Ciò che chiede Spinelli, è «che si realizzino nel più breve tempo possibile le condizioni per procedere alla vaccinazione anti-Covid 19 di tutto il personale operante nelle istituzioni scolastiche della Lombardia - aggiungendo - Non è accettabile che le scorte del vaccino Astrazeneca restino inutilizzate, come è stato confermato da più voci autorevoli, come non è accettabile che la vaccinazione del personale scolastico sia stata già avviata e in alcuni casi conclusa in altre regioni e la Lombardia debba ancora rendere pubblico il proprio piano».

Il tutto mentre «il territorio regionale dal primo marzo è passato in zona arancione e  la provincia di Brescia e le realtà urbane di Bollate, Meda e Viggiù sono state costrette a sospendere di nuovo le attività didattiche in presenza a seguito dell’adozione di un lockdown temporaneo locale».

C'è di più, ribadisce il  presidente regionale: «Ricordo, inoltre, che il diffondersi di numerose varianti del virus ha aggravato la situazione epidemiologica, estendendo il contagio anche a fasce giovanili, e in alcuni casi infantili, a differenza di quanto accaduto durante la prima ondata pandemica. Questo significa che le scuole lombarde continueranno ad ospitare in presenza la totalità degli alunni della fascia 3-14 anni e dal 50 al 75 % della loro utenza studentesca a livello d’istruzione secondaria superiore in una situazione di grave esposizione al rischio, tale da assimilare il personale scolastico alle categorie di operatori maggiormente esposte e quindi da ritenere indispensabile un intervento che garantisca tutta la protezione necessaria».

Il presidente Spinelli rimarca che «i dirigenti scolastici e tutto il personale docente e non docente delle scuole lombarde nel corso degli ultimi dodici mesi hanno dato ampia prova del loro spirito di servizio ed hanno fatto ricorso a tutta la riserva di flessibilità e di resilienza di cui disponevano, anche quando si è trattato di applicare al lunedì decisioni che venivano prese al sabato o, a volte, alla domenica sera».

È grazie all’impegno e al sacrificio di tutti se è stato possibile preservare il filo che lega alunni e studenti ai loro docenti e alla loro scuola.

Ma adesso serve un intervento, e in fretta: «Io credo che tutto ciò meriti una maggiore attenzione e che sia doveroso mettere il personale scolastico nelle condizioni di recuperare la serenità compromessa dagli effetti della pandemia, partecipando ad una campagna di vaccinazione massiva che restituisca al settore scolastico tranquillità e sicurezza».

Non sono ammissibili ulteriori indugi, «minerebbero la resistenza psicofisica del personale, già pesantemente provato da una situazione emergenziale protrattasi oltre ogni più pessimistica previsione».

Massimo Spinelli ribadisce la richiesta: «Che a livello politico e amministrativo si provveda con la massima urgenza a promuovere e realizzare un piano regionale di vaccinazione di tutto il personale scolastico, senza escludere che a tale scopo possano essere utilizzate le strutture scolastiche. Sono costretto a far presente che ogni ulteriore rinvio o esclusione da un lato metterebbe a rischio la tenuta del sistema scolastico regionale, dall’altro potrebbe indirettamente essere causa di nuovi contagi e di nuove emergenze sanitarie e non solo. Vi chiedo di fare presto».

Redazione

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