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Lombardia | 02 marzo 2021, 10:05

Io, figlio di una mamma di 80 anni ancora non vaccinata, non accetto le scuse della Regione perché tardive, inutili e ipocrite

Quello che si promette poi si mantiene e invece dal 15 febbraio, momento della prenotazione, sono passate due settimane di silenzio e di nulla. Era stato detto: «Entro fine marzo tutti gli over 80 lombardi saranno vaccinati». Campa cavallo che l'erba cresce

Io, figlio di una mamma di 80 anni ancora non vaccinata, non accetto le scuse della Regione perché tardive, inutili e ipocrite

«Cara cittadina, caro cittadino,
siamo consapevoli che il tuo appuntamento per la vaccinazione anti-covid, a causa delle consegne ridotte, sta subendo dei ritardi. Faremo il possibile per assicurarti quanto prima la convocazione, intanto scusaci per l'inconveniente, sappi che la tua salute è la nostra priorità».

E' il messaggio ricevuto ieri, lunedì 1° marzo, da mia madre, varesina, classe 1940, che compirà 81 anni il prossimo novembre ed è una dei 90mila over 80 della nostra provincia (in Lombardia sono 726mila): era stato annunciato alla fine di settimana scorsa ma è, ovviamente e per quel che può valere, arrivato in ritardo come tutto ciò che lo ha preceduto in materia di Covid.

Sempre per quel che può valere, se non in termini di verità e onestà intellettuale di un figlio che, come tanti figli e nipoti o parenti, ha ricevuto un messaggio simile da Regione Lombardia e sarebbe pronto a tutto pur di garantire alla mamma o al papà, alla nonna o al nonno, una sicurezza in più per evitare di perderli per colpa del virus, le scuse sono irricevibili e non sono state accettate

Scuse non accettate perché tardive visto che dalla sera del 15 febbraio, cioè dal momento della prenotazione del vaccino sul portale della Regione, sono passati 14 giorni di silenzio assoluto e di nulla. Ciò che si promette poi si mantiene, altrimenti si sarebbe dovuto evitare di usare parole come “tutti gli over 80 vaccinati entro fine marzo” - il testo del comunicato recitava esattamente "si ipotizza di poter concludere la prima dose entro la settimana del 29 marzo" - con tanto di beffardo cronoprogramma con il numero di dosi giornaliere somministrate. La disillusione è peggio dell'illusione. Tanto valeva pensarci non una, ma mille volte prima di parlare visto che ci sono in ballo il futuro e la vita delle persone. 

Scuse non accettate (2) perché per difendere la vita delle persone e ciò che è stato promesso si alza la voce, ci si batte, si picchiano i pugni sul tavolo: se qualcuno l'ha fatto, non ce ne siamo accorti. Chiedere scusa è assolutamente inutile e serve solo a perdere altro tempo.

Scuse non accettate (3) perché ipocrite: se invece di un messaggio in cui si fissa un appuntamento, ne arriva uno in cui ci si discolpa, significa che non si sa ancora quando e come vaccinare i nove decimi degli over 80 lombardi che ancora sono in attesa. Quindi: tanto vale ammettere di non avere una data e un orario da comunicare entro cui finire tutto. Altro che 29 marzo... (d'altro canto il comunicato dello scorso 15 febbraio terminava in maniera profetica, esattamente così: «Non affrettarti! Attendi la programmazione del tuo appuntamento che avverrà tramite sms o chiamata»). Campa cavallo che l'erba cresce.

Andrea Confalonieri

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