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Attualità | 02 marzo 2021, 21:00

L'ultimo saluto a Claudio Coccoluto: «La persona era ancora più grande dell'artista. La sua musica e la sua passione resteranno per sempre con noi»

Oggi è mancato il grande dj, che ha fatto la storia della nightlife italiana, europea e mondiale: lo ricordiamo insieme a Thomas Valentino, Roberto "Colonnello" Rossi e Dj Panico, volti noti per il popolo della notte del nostro territorio

Thomas Valentino e la moglie Silvia insieme al grande dj e amico Claudio Coccoluto (al centro): uno scatto che resterà nel cuore di chi ha conosciuto da vicino l'uomo dietro l'artista

Thomas Valentino e la moglie Silvia insieme al grande dj e amico Claudio Coccoluto (al centro): uno scatto che resterà nel cuore di chi ha conosciuto da vicino l'uomo dietro l'artista

Claudio Coccoluto, dj conosciuto e apprezzato in Italia e nel mondo, ci ha lasciati oggi all’età di 59 anni dopo un anno di lotta contro una malattia. Una carriera lunghissima, iniziata da ragazzo a cavallo degli anni 70-80, che lo ha portato ad essere un assoluto punto di riferimento per il mondo del clubbing e, in particolare, del genere "house". Un grande artista e maestro, che aiutava i più giovani con progetti musicali ai quali dedicava spazio e tempo. 

Per onorarne la memoria, abbiamo chiesto un ricordo a tre persone note sul territorio e, in particolare, nel mondo della notte; persone che con Coccoluto hanno condiviso serate, esperienze di vita e che hanno trovato in lui una fonte di ispirazione ma anche di grande amicizia. 

Il primo tra loro è Thomas Valentino, consigliere d’amministrazione della Pallacanestro Varese, noto nel mondo della notte con il nome di Thomas VeeDj, che con Coccoluto ha avuto un rapporto davvero speciale: «Purtroppo è una notizia che ci aspettavamo  perché da quel maledetto giorno di un anno fa, quando gli mandai un messaggio circa il suo cambio di look, sappiamo della sua malattia - racconta, commosso e colpito, Valentino - La speranza che lui aveva nel sconfiggerla era grande, come la sua forza e la voglia di vivere e far sentire la sua musica».

Il rapporto tra Thomas e Coccoluto si è trasformato nel tempo: «Di aneddoti professionali ce ne sono moltissimi e li sto sentendo dai vari media, ma il mio rapporto con lui andava oltre a quello professionale. Ogni anno il 16 novembre mi ha mandato gli auguri per mia figlia, alla quale era legata in quanto fu il primo a scoprire che mia moglie Silvia ed io aspettavamo una bimba, mentre ci trovavamo ad Hong Kong durante una serie di eventi organizzati da me nel paese asiatico ad inizio 2011. Questo lavoro comune durante gli eventi pubblici ci ha portato ad una conoscenza privata, tanto da scambiarci continui messaggi non solo di musica, ma soprattutto di vita quotidiana, dalle ricette di cucina alle avventure dei nostri figli passando per la politica. Proprio a proposito di figli, Claudio mi raccontava di Gianmaria, suo figlio, di quanto era orgoglioso di lui e della sua attività che gli aveva dato una mano ad aprire (una pizzeria, poco lontano da casa sua a Roma) e della laurea, conseguita lo scorso anno: insomma un padre presente col proprio figlio che non ha mai voluto costringere a seguire la sua strada ma lo ha assecondato, spronandolo a conseguire i propri sogni. Ultimamente, come dicevo prima, che io sono uscito dal "giro della notte", mi invitava comunque alle sue serate: ricordo con piacere la mattina seguente ad una sua performance allo Shed club, quando sono passato in hotel da lui con tutta la famiglia e siamo andati in centro a Gallarate per una colazione. È stato davvero una esperienza stupenda passare un semplice momento così con lui».

Il pensiero finale di Valentino è per la famiglia di Coccoluto: «Se mi permettete, vorrei mandare un abbraccio ai suoi familiari, in particolare a Gianmaria che era sempre nei nostri discorsi privati. Sono molto triste, quando conosci persone che sembrano immortali ma ti giunge la triste notizia che non ci sono più non ci vuoi credere: è successo così anche quando ci ha lasciato Robert Miles. Non ci posso ancora credere, purtroppo però dobbiamo accettarlo». 

Un ricordo speciale lo ha anche "Il Colonnello", Roberto Rossi, anima - e voce - da più di un decennio delle notti varesine: «Sono stato a tantissime serate di Claudio Coccoluto e ho avuto l’onore e il piacere di lavorare con lui nel 2017 al Minimal di Cassano Magnago. In quell’occasione ho potuto conoscerlo di persona e mi ha colpito il suo lato umano, proprio come in tanti stanno raccontando. Io e Federico “Scatto Matto” Galiano siamo andati a… rompergli le palle: era dietro la consolle che aspettava il suo momento e ci siamo fatti raccontare un po’ di aneddoti. Poco tempo prima aveva suonato ai 40 anni di Totti per esempio. È stato un piacere parlare con lui, molto simpatico, disponibile, non certo un “menoso” come invece tanti altri». 

Non solo una serata, perché un rapporto a distanza è rimasto nel tempo, a riprova dell'attenzione che Coccoluto sapeva dare alle persone entrate nella sua vita, anche per poco: «Un paio di anni fa mi ha scritto gli auguri su Facebook e non mi è sembrato vero, volavo... Sempre sui social ogni tanto ci siamo confrontati in alcuni dibattiti sul tema “nightlife” e ha anche avuto un pensiero per me quando mia nonna ha affrontato, e battuto, il covid. Purtroppo sapevo che stava lottando contro un brutto male. Mi dispiace molto, perdiamo un altro pezzo della storia della musica da ballo italiana. Per quanto mi riguarda resterà per sempre un grande ricordo di lui, non solo per aver segnato la nightlife italiana ed essere stato una nostra bandiera in tutto il mondo, ma anche per l’onore e il piacere di averlo conosciuto».

Il ricordo di Nicola Panza, in arte Dj Panico - artista, dj, vocalist, conosciutissimo per le tanti notti varesine e non solo da metà degli anni 90 ad oggi - è altrettanto speciale perché tratteggia la grande passione di Coccoluto per la professione: «Era uno dei dj veri, quelli della vecchia guardia, che ama il vinile: non un semplice oggetto, ma uno strumento da accarezzare, suonare e poi riporre, ripulito pazientemente con un panno, nella sua custodia, in ordine. Ad una fiera al MIR di Rimini, 2 anni fa, mi sono avvicinato a lui e abbiamo discusso delle nuove tecnologie, di come i nuovi dj siano abituati a chiavette e computer ma non ad avere tra le mani il disco, perdendo qualcosa che fa parte dell'anima dei dj. Oggi ci lascia un grande interprete della nostra professione. Ma la sua arte resterà qui con noi». 

Alessandro Galbiati

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