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Basket | 27 febbraio 2021, 14:32

Varese e il mini-campionato salvezza nel quale la cosa più difficile sarà cambiare

Stasera i biancorossi saranno ospiti della Virtus Bologna (palla a due ore 19.30), nella prima di dieci decisive partite. Servono almeno cinque vittorie, serve soprattutto risolvere tutti gli enormi problemi di gioco. Fuori Jakovics, riecco Morse: l’incognita però è Beane

Foto Alberto Ossola

Foto Alberto Ossola

Come se fosse un nuovo, mini, campionato. Dieci partite da giocare, almeno cinque o sei vittorie da conquistare, una squadra (Cantù? Cremona? Trento?) da lasciarsi alle spalle.

L’immagine della tabula rasa, del foglio intonso da riempire di parole, aiuterebbe a costruire l’idea di un cammino scevro da tutto ciò che ha contraddistinto il passato agonistico, ovvero errori, sconfitte e sfortune (ognuno poi li dosi nella percentuale che desidera: pare evidente, ormai, che su questo punto società e critica non riescano a mettersi d’accordo…). Invece, purtroppo, non è così.

La ripartenza che oggi vedrà la Openjobmetis Varese al cospetto del proibitivo esame Virtus Bologna (ore 19.30, Segafredo Arena) ha un’eredità impossibile da scordare. Un bagaglio oggettivo che pesa come un macigno: le 13 sconfitte su 18 gare, l’ultimo posto in classifica, gli 89 punti subiti di media e soprattutto la miriade di graduatorie statistiche specifiche nella quale il gruppo biancorosso occupa almeno una delle tre ultime posizioni, se non l’ultimissima. Per intenderci: quasi tutte quelle difensive, la valutazione, gli assist, le palle recuperate, le percentuali di tiro da 2 e da 3 punti, il rapporto assist/palle perse…Basta fare un giro su Legabasket per farsi un’idea.

La pallacanestro è uno sport di numeri. E i numeri dicono che Varese ha finora avuto dei problemi di gioco enormi, diffusi, perduranti. E che sta retrocedendo in Serie A2 per questo motivo, solo per questo motivo. Come uscire dal giogo? Come evitare la “catastrofe”? Cambiando tali numeri: semplice. Il tema principale di questo nuovo, mini, campionato, quindi, sta solo nell’autentica impresa di mutare un contesto tecnico che finora ha fatto acqua da tutte le parti. 

Il ragionamento potrebbe dare una prospettiva diversa già al match di stasera: non dovessero arrivare i due punti come da previsione, vista la valenza dell’avversario, che arrivi almeno qualche segnale di senso contrario nel gioco, da capitalizzare poi contro nemici meno insormontabili delle Vu Nere. Sul piatto di coach Massimo Bulleri ci sono due settimane di fitti allenamenti e nessuna partita (dopo il tour de force del mese scorso) e una decisione tecnica ben precisa: far fuori una guardia e aggiungere un lungo. Via Jakovics, ri-ecco Morse. Una bella notizia, oggettivamente, e non perché il sacrificato sia stato il buon lettone, professionista esemplare, elemento generalmente utile e produttivo in campo, persona squisita. È una bella notizia perché va a risolvere due dei tanti grattacapi: la poca solidità sotto le plance (se hai problemi di centimetri e di chili e di uomini, non vai a sostituire: vai ad aggiungere…), nonché il sovraffollamento e la mancanza di gerarchie nel reparto esterni. 

La mossa - auspicabile da mesi e mesi - si è concretizzata all’improvviso. Meglio tardi che mai. Rimane, tuttavia, un piccolo dubbio sul tempismo: se nella gara odierna, Anthony Beane non riuscirà - come possibile - a toccare il parquet a causa dei postumi dell’infortunio al polpaccio, dall’avere uno straniero in esubero la Openjobmetis si troverà ad averne uno in meno… Davvero davvero non si poteva aspettare tre giorni prima di spedire Jakovics nel freddo di Kiev?

Quanto è forte la Bologna di Sasha Djordjevic? Forse più di quello che ha finora dimostrato in un ruolino da 12 successi e 6 ko. Il roster è infinito, nessuno gioca più di 25 minuti (il più utilizzato è Milos Teodosic, 25,1 minuti di media), l’aggiunta di Marco Belinelli ha portato una ventata di imprevedibilità talentuosa a un tessuto già pregiato, i punti posso venire dagli esterni (oltre ai già citati anche da Weems, Adams e dalla fantasia di Markovic) come dai lunghi (Abass, Ricci, Gamble, Hunter) e l’allenatore serbo ha recuperato anche Pajola, razionalità, fosforo e cazzima al servizio delle stelle. Punti deboli? Beh, nemmeno qui l’identità tecnica sembra essere stata raggiunta completamente. Quando però disponi di campioni del genere, il tempo rimane un amico.

Le parole di Giovanni De Nicolao alla vigilia

«Non è stato facile per noi giocare così tante partite ravvicinate, in particolare dopo lo stop forzato causato dal focolaio Covid che ci ha colpito; non abbiamo avuto tempo di rimetterci in forma e di allenarci in gruppo a dovere. Ciò nonostante, in campo, abbiamo sempre dato il massimo. La pausa delle nazionali è arrivata, quindi, al momento giusto perché ci ha permesso di recuperare le energie in vista delle prossime partite che non vediamo l'ora di disputare, a cominciare da quella di domani. La Virtus Bologna è un'ottima squadra costruita per arrivare fino in fondo; ha un roster lungo e di tutto rispetto composto da giocatori di talento ed esperienza. Se vogliamo vincere dobbiamo mettere tutto e di più in campo, attenendoci al game-plan che abbiamo preparato bene durante la settimana; dobbiamo provare a limitare determinati aspetti del loro gioco pressandoli e facendo valere la nostra fisicità. Mi dispiace per la partenza di Jakovičs, con il quale avevo stretto un forte legame di amicizia, ma la sua partenza ci permette di avere più rotazioni nel reparto lunghi, aspetto che ci può aiutare molto sia fisicamente sia da un punto di vista dei rimbalzi».

VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA-OPENJOBMETIS VARESE (Segafredo Arena ore 19.30)

BOLOGNA 0 Tessitori, 3 Belinelli, 6 Pajola, 7 Alibegovic, 9 Markovic, 11 Ricci, 14 Hunter, 32 Adams, 34 Weems, 44 Teodosic, 45 Gamble, 55 Abass. All. Djordjevic

VARESE 2 Beane, 3 Morse, 4 Scola, 5 De Nicolao, 10 Ruzzier, 12 Strautins, 15 Egbunu, 19 De Vico, 21 Ferrero, 23 Douglas, 30 Librizzi, 31 Virginio. All. Bulleri.

ARBITRI Bartoli, Borgo, Balzani

Diretta: Eurosportplayer e VareseNoi (diretta testuale. Al termine cronaca, commento e pagelle).

 

 

 

 

Fabio Gandini


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