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Varese | 24 febbraio 2021, 11:05

VIDEO. Zanzi a Backstage: «Varese insicura? Spesso le risse sono tra giovani italianissimi. I social diffondono paura»

Il vicesindaco con delega alla polizia locale in diretta con VareseNoi insieme al giornalista Marco Dal Fior: «La città è sicura, anche se la percezione può essere diversa. Il disagio sociale non si risolve con il bastone, l'esercito con i mitra fa scappare i cittadini. Il problema è l'imbecillità, oltre alla criminalità»

VIDEO. Zanzi a Backstage: «Varese insicura? Spesso le risse sono tra giovani italianissimi. I social diffondono paura»

Nella diretta con #Backstage di ieri sera il vicesindaco Daniele Zanzi ha risposto alle domande di Andrea Confalonieri e Marco Dal Fior sul bilancio di questi anni di amministrazione, sui temi caldi come il palaghiaccio, sullo sport (sotto il video completo della puntata) e anche sul tema della sicurezza in città.

«Sicurezza reale e percepita sono cose diverse - ha detto Zanzi, che ha anche la delega alla Polizia Locale - dati non di parte ma della Questura dicono che il crimine è diminuito e la città è sicura. In alcuni punti di Varese, però, si ha una percezione di insicurezza, e parlo di piazza Repubblica: ci siamo trovati a dover gestire una situazione difficile dovuta a una presenza massiccia di persone che non si integrano, o che la società non vuole integrare, e che stanno lì magari con problemi. Abbiamo fatto di tutto, tra un po' ci sarà anche un presidio fisso che proprio in questi giorni verrà allestito. A me non va, però, una cosa: le forze che ora parlano alla pancia della gente, dicendo che Varese è insicura, sono le stesse che si erano ritrovate unite invocando l'esercito quando governavano loro la città... Fatti efferati, in via Como o nella zona, non nascono e non avvengono solo ora e lo sanno tutti benissimo».

«Sabato scorso - prosegue Zanzi - ero in giro per la città in incognito a controllare la situazione relativa al rispetto delle norme anti-Covid: tra polizia locale, polizia di Stato e carabinieri erano presenti dieci unità. Hanno bloccato una rissa in via Del Cairo tra giovani ubriachi e una situazione di tensione in via XX Settembre. In questi anni il coordinamento della polizia locale, di cui ringrazio tutto il personale, con le altre forze di sicurezza, Guardia di Finanza compresa, è cresciuto ed è sempre più fondamentale. Sabato, per esempio, i nostri vigili ricevevano disposizioni dalla polizia di Stato».

«Io non posso mettere il filo spinato e i riflettori accesi su piazza Repubblica - aggiunge ancora il vicesindaco - non voglio l'esercito perché la gente con il mitra fa girare i tacchi ai cittadini, tutti i cittadini. Ho visto risse a Varese non tra gente non integrata ma italianissima: c'è un disagio sociale tra i giovani, e non si risolve certo usando il bastone. Bisogna ragionare con il cervello e non con la pancia. Tanti americani che venivano per motivi di lavoro con me a Varese prima del Covid, dicevano: "Siamo andati a piedi da via Sanvito o da viale Aguggiari in centro la sera per cenare al ristorante e non abbiamo mai avuto una sensazione di pericolo". C'è il fattore dell'insicurezza percepita, è vero: dobbiamo farci vedere in giro per togliere questa paura». 

«Io abito quasi in piazza Repubblica - ha aggiunto Marco Dal Fior - lascio l'auto lì, attraverso la strada e sono a casa: non mi sento insicuro. Ho fatto il cronista a Milano per tanto tempo e Varese sembra la Beverly Hills della Lombardia rispetto a tante altre città della nostra regione o ad alcune zone anche del basso Varesotto. Poi c'è l'imbecillità, che è un'altra cosa rispetto alla criminalità. Gli imbecilli che si ubriacano e la sera si menano a bottigliate in strada non li fermi. Dal criminale ti puoi difendere perché prova a farti del male, con l'imbecille che fa del male anche a sé stesso cosa puoi fare?».

«Credo che buona parte della colpa sia anche di noi giornalisti - ha proseguito Dal Fior - e dei media in generale perché aspettiamo che cada un bicchiere, mentre 55 restano sul tavolo, per fare notizia... Una volta bisognava rincorrere le notizie, stavolta la gente si attacca al computer e ai social e dice "oddio, ci sono delle bottiglie in corso Matteotti". Mia nonna le avrebbe tirate su, oltre a tirare quattro saracche contro quelli che le avevano lasciate, e finiva lì, senza aggiungere per forza che era colpa di questa amministrazione, di quelle passate o di quelle future».

«Sono d'accordo con Marco - ha concluso Zanzi - sono molto spaventato dal ruolo dei social in questa diffusione di insicurezza. Giocano un ruolo molto negativo perché danno voce a persone che si sentono importanti, a volte sono addirittura osservate ed elogiate anche se dicono cose non vere che incitano la gente ad avere paure, invece che farla ragionare. Così vince la realtà virtuale»

Qui sotto l'intervento di Zanzi, insieme a quello di Marco Dal Fior, sulla sicurezza in città e tutta la puntata di #Backstage.





Redazione

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