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Economia | 19 febbraio 2021, 12:08

La protesta dei sindacati dei lavoratori del mondo della cultura della provincia di Varese

Le sigle del settore di Cgil, Cisl e Uil del Varesotto aderiscono alla manifestazione nazionale del 23 febbraio. Vazzana (Cgil): «Le attività riprendano in totale sicurezza e i ristori siano solo un momento transitorio seppure necessario»

Francesco Vazzana (Cgil)

Francesco Vazzana (Cgil)

La Slc CGIL è promotrice, assieme a Fistel CISL e Uilcom UIL di un’iniziativa nazionale per porre l’attenzione sui problemi di lavoratrici e lavoratori del mondo dello spettacolo; il 23 febbraio il mondo della cultura italiano si mobilita per tenere sollecitare il mondo politico su un settore che nell’ultimo anno ha vissuto e sta vivendo una profonda sofferenza con conseguenze gravissime sull’occupazione e sul reddito delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie.

«Si propone - affermano in una nota i sindacati - di dare un impulso mirato a tutti i soggetti in campo per la ripartenza possibile e necessaria. Le condizioni di sicurezza unitamente alle risorse disponibili debbono indirizzarsi senza indugio alla ripartenza della programmazione e dell’attività produttiva. Non solo chiusure, ma anche i cambiamenti nei metodi di produzione quali lo streaming, sempre più diffuso, impongono un adeguamento complessivo del sistema in termini di supporto, riconoscimento, risorse e rivolto alla valorizzazione dello spettacolo dal vivo insostituibile. Intendiamo sollecitare l’attenzione da parte della politica e delle istituzioni nazionali e locali sulla necessità di interventi non più rinviabili per una Riforma strutturale che preveda: intervento pubblico e finanziamenti del settore, con modalità e tempi certi di erogazione ed un monitoraggio costante sui fondi (FUS); un Recovery plan con investimenti nuovi e strutturali nel tempo per la Cultura; un sistema di protezione sociale con ammortizzatori adeguati per sostenere il lavoro, sviluppare l'occupazione e riconoscere le professionalità nel settore; un sistema normativo di rafforzamento e tutela sulla previdenza e l’assistenza».

«Vogliamo segnalare - prosegue la nota - le condizioni di instabilità e precarietà in cui vive da troppo tempo larga parte del mondo del lavoro nel settore e rilanciare una stagione contrattuale per la stabilità e l’innovazione nei comparti: Fondazioni Lirico Sinfoniche e Teatri; Cine-Audiovisivo comprensivo di attori, stunt-men, troupe, generici e doppiaggio. Il territorio di Varese è tristemente accomunato al resto d’Italia per quanto concerne la crisi del settore e la SLC CGIL – ci dicono dalla Segreteria – è impegnata al fianco di lavoratrici e lavoratori affinché si sblocchi una situazione ritenuta insostenibile». «La CGIL – dichiara Francesco Vazzana funzionario con delega al settore – sta lavorando al fine di aggregare a sé il più ampio numero di addetti nella convinzione che le attività debbano riprendere in totale sicurezza e che i ristori debbano rappresentare solo un momento transitorio seppure necessario. Abbiamo colto con favore le parole del Presidente del Consiglio, durante il discorso per la fiducia in Senato, che al mondo della cultura ha riconosciuto un ruolo centrale nella vita del Paese. Noi non faremo mancare il nostro supporto auspicando che la quotidianità confermi gli intendimenti espressi».  

 

Redazione

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