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Economia | 17 febbraio 2021, 14:58

Chiusura nera del 2020 per il sistema economico varesino che perde il 10,8% di produzione

Dati eloquenti quelli presentati dalla Camera di Commercio di Varese, a soffrire di più sono stati i settori del commercio, del turismo, della cultura, della moda e della ristorazione anche se le aspettative degli imprenditori sono in miglioramento

Chiusura nera del 2020 per il sistema economico varesino che perde il 10,8% di produzione

Il 2020 per il sistema economico varesino si è chiuso con una perdita produttiva media annua del 10,8%; è quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi e Statistica di Camera di Commercio sulla base dell’indagine congiunturale relativa all’ultimo trimestre dell’anno.

Un risultato di certo negativo, sebbene forse migliore rispetto alle previsioni di inizio pandemia, considerando anche il doppio lockdown. La seconda ondata ha avuto effetti inferiori di quella primaverile sull’economia internazionale, al cui andamento è strettamente connesso quello del sistema Varese. Questo anche perché, nel frattempo, le imprese si sono riorganizzate attraverso forme di distanziamento nei luoghi di lavoro e ricorrendo allo smartworking. Così, dal confronto della crisi attuale con quella del 2008-09, si osservano perdite di output molto simili. Questa volta, tuttavia, l’impatto è dipeso specificatamente dai diversi modelli di specializzazione produttiva. Le aree più colpite sono state quelle con una spiccata vocazione a commercio, turismo, cultura, moda, ristorazione e tutte quelle attività che prevedono spostamenti (utilizzo dei mezzi di trasporto) e aggregazione (congressi, fiere, meeting). Inoltre, sebbene il manifatturiero sia in rapida uscita dalla crisi, soffrono le filiere legate ai comparti citati, ancora fermi o in grave difficoltà. È il caso della produzione del tessile-abbigliamento, per la quale la domanda, molto legata alle attività commerciali, sta subendo una contrazione a livello mondiale.

Tornando all’ultimo trimestre del 2020, sono 288 le imprese del manifatturiero industriale e artigiano varesine che hanno partecipato all’indagine congiunturale, intervistate da Unioncamere Lombardia. Emerge una riduzione dell’indice di produzione che, tra ottobre e dicembre e nel confronto con lo stesso periodo 2019, è stata del 2,9% per l’industria e del 6,8% per l’artigianato. Produzione in recupero rispetto al trimestre estivo, quando gli indici erano stati pari al -7,4% per l’industria e al -8,5% per l’artigianato, ma soprattutto nel confronto col primo lockdown (rispettivamente -23,2% e -24,1%). Anche la propensione all’export resta alta, sintomo che, almeno nel manifatturiero, l’economia sta lavorando a pieno ritmo. Così, le imprese industriali varesine hanno fatturato per il 44% all’estero anche nell’ultimo trimestre dell’anno. Migliorano infine le aspettative degli imprenditori sia per la produzione, sia per la domanda, soprattutto estera: il 78,4% degli industriali e il 64,8% degli artigiani si aspettano una produzione stabile o in aumento.

Redazione

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