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L'ultima contesa | 16 febbraio 2021, 22:16

L’analisi, la speranza e i sassolini di Conti. E domani cda decisivo per Varese

Lunga intervista del gm biancorosso a l’Ultima Contesa sulla crisi della squadra. Dai giocatori («Ci vuole più personalità»), a Bulleri («Ci salverà»), al mercato («L’errore primordiale dopo il no di Rich»). Intanto la società si riunisce per analizzare la difficile situazione economica

L’analisi, la speranza e i sassolini di Conti. E domani cda decisivo per Varese

Un’analisi approfondita, a tratti uno sfogo o addirittura un’esigenza di togliersi dei sassolini dalle scarpe. Più di un’ora di intervista - ieri, nella diciottesima puntata de l’Ultima Contesa, insieme al giornalista Francesco Caielli - in cui il general manager della Pallacanestro Varese Andrea Conti ha toccato praticamene tutti gli argomenti che costruiscono la grave crisi della Varese ultima in classifica.

Vi riproponiamo, oltre alla versione integrale della puntata, il taglio di alcuni passaggi fondamentali, quelli riguardanti le difficoltà dei giocatori, la posizione di Massimo Bulleri, il mercato che ha visto la genesi di una squadra finora perdente, l’annuncio su Morse («Può andare via») e il domani regolamentare della serie A (mentre l’ipotesi del blocco delle retrocessioni sembra sfumarsi sempre di più). Nelle parole del gm non sono mancati anche orgoglio e ottimismo: «Siamo continuamente alla ricerca di una soluzione ai problemi. Contro Cremona e Brindisi ho visto una squadra viva. E il nostro gruppo è sano e fatto di grandi professionisti. Ora dobbiamo solo avere la possibilità di allenarci insieme e al completo: la salvezza passerà da almeno 5 vittorie nelle restanti 10 gare».

Intanto domani sarà una giornata cruciale per il futuro societario: nel secondo pomeriggio si riunirà infatti il cda allargato della Pallacanestro Varese, comprendente quindi non solo gli stretti consiglieri. Sul piatto la complicata situazione economica corrente, conseguenza di una stagione e mezza caratterizzata dalla totale mancanza di introiti derivanti da biglietti e abbonamenti e dall’aggravio di spese che non hanno potuto avere bilanciamenti in entrata. Consiglio d’amministrazione, consorzio Varese nel Cuore, trust Il Basket siamo Noi, sponsor: ogni piccolo pezzo del sodalizio sarà chiamato a trovare soluzioni per affrontare la contingenza. Sarà forse un’impresa pari a quella sportiva.

Ecco gli stralci (con contributo video) dell’intervista ad Andrea Conti

«Ho visto i giocatori con le facce bianche…»

«All’intervallo vado sempre fuori dallo spogliatoio: domenica scorsa, quando i giocatori sono usciti, i loro volti erano bianchi come il muro di una stanza. Ho visto una squadra completamente svuotata. Abbiamo alcuni atleti con poca personalità, quella che invece servirebbe per uscire da un momento di difficoltà. La mancanza di rendimento dei singoli ci ha fregato più volte: sono i giocatori che vanno in campo. L’allenatore e il general manager hanno le loro responsabilità, ma in campo fanno virgola». 

«Le partite le vincono gli esterni»

«Le gare le vincono i piccolini, gli esterni, non i lunghi. Noi siamo riusciti a vincere quando Douglas ha fatto la partita, quando Beane ha dato una mano, quando Ruzzier ha innescato gli altri. Se i tre esterni producono poco o niente, come domenica, diventa davvero difficile arrivare a un risultato positivo».

«Bulleri ci salverà. Gli ho dato un consiglio…»

«Credo che il nostro allenatore abbia le capacità per salvare la squadra. I problemi sono tanti, ma è ascoltato dai giocatori. Gli ho solo consigliato di fare poche cose, semplici e fatte bene. Perché purtroppo quando hai degli elementi che non riescono a elaborare troppe informazioni, il computer va in tilt. La testa comanda le gambe. Gli ho detto di scremare, di “pulire”: solo concetti chiari».

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«Blocco delle retrocessioni? Parliamo di programmazione, piuttosto…»

«Si è sottovalutata una cosa l’anno scorso: le società sono in estrema in difficoltà. E sono preoccupato per la prossima stagione: come faremo ad andare da un’azienda a chiedere soldi dopo le conseguenze economiche della pandemia? Io sono sì un fautore del cambiamento, il discorso sulle licenze è serio, ma deve essere spalmato negli anni e ci deve essere una programmazione: non si può passare in un anno dal Covid alle licenze. Il blocco delle retrocessioni? Se ne doveva parlare a maggio, adesso sembra che lo faccia Varese perché è ultima. Io non voglio il blocco delle retrocessioni: vorrei invece che si cambiasse una Lega in grande difficoltà, così come lo sono quasi tutte le realtà societarie che la compongono»

«Tambone? Non potevamo corrergli dietro…»

«Rimpianto dopo averlo visto a Pesaro? No, dietro la sua mancata conferma ci sono tante motivazioni. Per questioni personali e tecniche ha preferito prendere un’altra strada. E noi, sinceramente, non potevamo corrergli dietro: non ci possiamo permettere di correre dietro ad alcuna “bella ragazza”»

Qui la puntata integrale

Fabio Gandini


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