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Busto Arsizio | 12 febbraio 2021, 09:00

«Noi medici rientrati dalla pensione: vaccinando, facciamo la nostra parte contro il Covid»

Il dottor Lualdi, storico primario del pronto soccorso di Busto: «Voglio offrire il mio contributo. La morte di Roberto Stella, che dolore e rese tutti consapevoli». L'urologo Pozzi di Gallarate a chi ha dubbi: «E invece per una vacanza di una settimana vi fate vaccinare contro la febbre gialla?»

Il dottor Emilio Pozzi, a Gallarate, è uno dei medici rientrati per vaccinare

Il dottor Emilio Pozzi, a Gallarate, è uno dei medici rientrati per vaccinare

«Stiamo facendo solo la nostra parte, il nostro dovere». C’è chi lo dice con la voce, chi con gli occhi. Sono i medici rientrati dalla pensione per compiere un gesto silenzioso e prezioso: vaccinare contro il Covid.

Abbiamo parlato con due di loro, uno a Busto Arsizio, il primario del pronto soccorso Emilio Lualdi. L’altro è il dottor Emilio Pozzi, urologo a Varese, poi Gallarate e Busto. Con il presidente della Lilt provinciale Ivanoe Pellerin, Monia Bellomo, Roberto Riva, Francesco Rossitto e insieme a una ventina di infermieri, hanno reso possibile la campagna vaccinale nell’Asst Valle Olona. LEGGI QUI

All’inizio hanno provveduto con i colleghi, adesso è già iniziata la seconda fase: coinvolte ulteriori categorie, come i dipendenti e ospiti delle strutture sociosanitarie territoriali, i liberi professionisti sanitari, farmacisti, dentisti. Altre 5mila persone.

Il dottor Lualdi ha lavorato quasi quarant’anni nell’ospedale di Busto. Da quando è andato in pensione, si è dedicato alla Lilt e ha anche mostrato di avere il pollice verde, racconta simpaticamente. «Deve vedere che pomodori grandi coltivo» assicura e gli occhi esprimono il sorriso che altrimenti si potrebbe solo intuire. Lo racconta, anche per non dare troppo peso a ciò che sta facendo in questi giorni, dato che lo vive come un dovere civico. Con semplicità ribadisce: «Perché sono tornato? Me l’hanno chiesto, ho voluto fare la mia parte. Offrire il mio contributo a tutti, me compreso per risolvere il problema Covid».

E precisa: «Per avere una vita normale. Così riprendiamo anche a viaggiare. Io quando ho smesso di lavorare, avevo in programma di farlo, invece...».

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Ma mentre si parla, il pensiero corre indietro nel tempo,  quasi un anno fa.  A quando avvenne a Busto ciò che colpì tutti, che rese tutti drammaticamente consapevoli di ciò che significava il Covid: la scomparsa del dottor Stella.

«Roberto… che mazzata – osserva il dottor Lualdi – siamo cresciuti insieme frequentando l’azienda per il corso di medicina generale. Quando ti tocca da vicino, prendi coscienza»·. Allora, anche per lui è tornato. E anche per lui ritiene sia importante vaccinarsi. Per le vittime del Covid e per chi ha trascorso mesi in ospedale.

Concetti che risuonano anche con il dottor Emilio Pozzi, prima a Varese, poi a Gallarate e infine all’Urologia di Busto. Uno specialista che è andato in pensione, sì, ma che non ha lasciato veramente il suo lavoro perché gli è rimasto dentro quel fuoco. «Sono stato fortunato per due ragioni – racconta – La prima, ho potuto fare il lavoro che mi piaceva. La seconda, i miei genitori, la mia famiglia poi mi hanno sempre supportato».

Allora, quando c’è stata la ricerca di medici per le vaccinazioni, il dottor Pozzi non ha risposto solo «Obbedisco», ma «Più che volentieri». Finito il primo e secondo giro di sanitari, ha proseguito ad esempio con i volontari della Croce Rossa. Dietro l’esempio di questi medici, altri si sono uniti a questo gruppo.

Sarà importante farlo ora con gli anziani: «Lì un grosso ruolo lo svolgono i familiari. Come mi sento io per essere stato vaccinato? Un privilegiato». Non per buttare la mascherina, perché ancora non si può. Ma è un inizio, un passo verso una vita differente, normale si potrebbe dire, se questa parola non fosse ancora confusa oggi.

E a chi manifesta resistenza all’idea del vaccino, che direbbe il dottor Pozzi? «Ma come – è la risposta – Se uno va all’estero per una, due settimane di vacanza, si fa la vaccinazione ad esempio contro la febbre gialla.  E non la volete fare per vivere qui?». 

Marilena Lualdi

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