Politica - 10 febbraio 2021, 16:27

Recovery, via libera del Parlamento Europeo. Tovaglieri: «Svolta per la Lega? No, per l’Italia»

L’eurodeputata di Busto: «Con il governo Draghi gli scenari sono cambiati, non ci saranno politiche di austerity». E sulle trattative cittadine in vista delle elezioni: «Anch’io vorrei un candidato sindaco leghista, ma non a costo di spaccare la coalizione»

Via libera del Parlamento europeo al regolamento sulla Recovery and Resilience Facility, il fondo da quasi 770 miliardi che costituisce il cuore del Recovery fund. Tra i favorevoli anche i 28 parlamentari leghisti, compresa la bustocca Isabella Tovaglieri. «È una svolta per il Paese, non per la Lega – dice –. Con il governo Draghi gli scenari sono cambiati, non ci saranno politiche di austerity». Guardando invece alle elezioni di Busto Arsizio e alle complicate trattative nel centrodestra, l’ex vicesindaco chiarisce che sarebbe «più che felice» se ci fosse un candidato del Carroccio. Ma non a costo di spaccare la coalizione

Si può dire che il voto di ieri rappresenta una svolta per la Lega?
«Più che una svolta per la Lega, senza voler eccedere nei toni direi che si tratta di una svolta per l’Italia. La nostra astensione del mese scorso era più che giustificabile. La Lega non voleva essere un ostacolo per ottenere i fondi europei di cui l’Italia ha bisogno. Allo stesso tempo, non potevamo soprassedere su alcune condizioni poco chiare o troppo stringenti. In primis il patto di stabilità, che è stato clamorosamente e giustamente sforato con l’emergenza: quando terminerà il periodo di sospensione, sarà un problema per l’Italia. Ma la svolta di Draghi e la nuova maggioranza che si sta formando aprono scenari completamente diversi».

In che senso?
«Abbiamo già potuto valutare l’operato di Draghi. Non c’è il rischio di un appiattimento su politiche di austerity. Per crescere, il Paese ha bisogno di una spesa “sana”, di fare debito “positivo”. Si tratta sempre di debito, certo, ma il ritorno sarà maggiore della spesa. Con questi presupposti sono cambiati gli scenari anche a livello europeo».

La scelta fatta in Europa è quindi strettamente collegata con quanto sta accadendo a Roma.
«C’è sicuramente una connessione. Ripeto, l’astensione di un mese fa ha acceso i riflettori su una serie di condizionalità. Ora il quadro è cambiato e abbiamo potuto votare positivamente».

Passiamo alle vicende di Busto. Da ex vicesindaco, come guarda alle difficili trattative nel centrodestra?
«Le trattative non sono semplici perché la Lega è il partito trascinante ma da diversi anni non ha un sindaco. Busto Arsizio ha la sua autonomia, ma un discorso come quello relativo al candidato richiede un ragionamento collettivo. Se prevalessero gli individualismi, la Lega non sarebbe quello che è. Anche a livello nazionale, noi siamo un partito compatto, non abbiamo correnti diverse, a differenza dei 5 Stelle. Siamo uniti e compatti, e questo a volte comporta il sacrificio di qualcuno».

Detto altrimenti…
«Se ci fosse un candidato sindaco della Lega appoggiato da tutto il centrodestra unito, io sarei più che felice. Se avere un nostro candidato volesse dire spaccare la coalizione, con ripercussioni a livello provinciale, il discorso sarebbe diverso. Se esistessero le condizioni di un candidato della Lega, sarei la prima a volerlo. In caso contrario, sarebbe inutile fare ostruzionismo».

Riccardo Canetta


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