/ Territorio

Territorio | 05 febbraio 2021, 15:53

LA STORIA. Nonno Icio è tornato a casa: «Ho sconfitto due volte il Covid»

Maurizio Croci, 75 anni, dopo 100 giorni di ricovero, ha fatto ritorno oggi nella sua casa di Besozzo accolto dai famigliari e dai vicini di casa che hanno affisso uno striscione e dei palloncini colorati: «Ancora non mi sembra vero di avercela fatta, ho visto morire cinque compagni di stanza»

Lo striscione di bentornato a nonno Icio

Lo striscione di bentornato a nonno Icio

Lottare come un leone tutti i giorni contando sulle proprie residue forze, sul sostegno dei propri famigliari anche se obbligatoriamente lontani e sulla professionalità e l'umanità dei medici e del personale sanitario. Questo il mix di elementi che ha consentito a Maurizio Croci, per tutti Nonno Icio, pensionato di 75 anni residente a Besozzo, di sconfiggere il Coronavirus non una sola volta ma ben due, dopo cento giorni di ricovero lontano dalla sua casa. 

E' una storia quella di Nonno Icio - che in realtà bisognerebbe chiamare bisnonno Icio, in quanto, nonostante la giovane età, Maurizio e sua moglie Vanna sono nonni bis di un bimbo e lo diventeranno ancora due volte la prossima estate - che merita di essere raccontata per almeno due motivi: mettere a tacere chi ancora si ostina a sostenere l'idiozia che il Covid non esista e dare speranza ai tanti malati che, ancora oggi anche in provincia di Varese, lottano contro questo mostro infido per continuare a vivere e tornare dai loro cari. «E' una gioia incredibile, ancora non mi sembra vero che mio marito sia tornato a casa» racconta emozionata la signora Vanna, che ci aiuta a ricostruire la vicenda di Maurizio, di cui ogni giorno, su un'agenda, ha segnato tutto, miglioramenti, peggioramenti, speranze e angosce. Tutto inizia lo scorso ottobre, quando compaiono i primi sintomi classici del Coronavirus, dapprima leggeri per poi peggiorare improvvisamente e costringere Nonno Icio al ricovero in ospedale lo scorso 28 ottobre. «Maurizio è stato ricoverato al quinto piano dell'ospedale di Circolo in rianimazione e per tre settimane ha dovuto tenere il casco dell'ossigeno giorno e notte e poi successivamente solo di notte, una sensazione terribile» prosegue la signora Vanna che ci tiene a ringraziare tutto il personale dell'ospedale varesino. 

«L'angoscia di non poter essere accanto a Maurizio era tanta, ma ogni sera la dottoressa Ramondo ci spiegava tutto - prosegue - e quando non poteva lei ci chiamavano tutte le sere i pediatri del Dal Ponte volontari al centralino del Circolo come la dottoressa Simoncini che ci stavano vicini e ci aggiornavano sull'evoluzione. Abbiamo trovato oltre che validissimi professionisti delle persone eccezionali». Non sono mancati i momenti difficili, come la ricaduta che ha costretto Nonno Icio a battere una seconda volta il Coronavirus quando sembrava già sconfitto e il dramma di vedere morire cinque compagni di stanza. A dicembre si inizia a vedere la luce; dopo tre tamponi negativi, il 10 dicembre Maurizio viene dimesso dall'ospedale e ricoverato alle Terrazze di Cunardo per la riabilitazione. Si perché il virus non ha attaccato solo i suoi polmoni ma anche le gambe e Nonno Icio di fatto deve imparare nuovamente a camminare. «Anche nella struttura di Cunardo abbiamo trovato grandi professionisti e tanta umanità e mi piace citare il dottor Noto che è stato straordinario - prosegue la moglie - Maurizio ha dimostrato di essere una roccia anche qui e ora riesce a muoversi con le stampelle». Negli ultimi giorni a Cunardo, si riuscivano a salutare dalle finestre della clinica. 

Finalmente oggi, 5 febbraio, il tanto sospirato ritorno a casa, nuovamente in famiglia, che ha sempre rappresentato una grande forza che il Covid non è mai riuscito a scalfire. L'accoglienza con tanto di striscione e palloncini ha coinvolto anche tutto il vicinato e la via dove Maurizio e Vanna abitano da tanti anni e dove sono apprezzati da tutti per la loro simpatia, generosità e affabilità. «Non cambierei il mio vicinato per nulla al mondo - conclude la signora Vanna - ci sono sempre stati tutti vicini in questi mesi durissimi, non ci è mai mancato niente ed anche per Maurizio è stata una grande forza per sconfiggere il virus». Per festeggiare compiutamente ci sarà tempo, adesso Maurizio è tornato a casa ed è questa la cosa più importante. 

Matteo Fontana

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore