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Busto Arsizio | 27 gennaio 2021, 11:41

Busto omaggia le vittime dell’Olocausto. La toccante testimonianza del deportato Vincenzo Aquilina

Il Giorno della Memoria è stato celebrato con una breve cerimonia davanti ai monumenti dedicati a deportati e caduti. Presente anche Aquilina, oggi 96enne, sopravvissuto al campo di concentramento tedesco di Moosburg

Busto omaggia le vittime dell’Olocausto. La toccante testimonianza del deportato Vincenzo Aquilina

La pandemia ha impedito di organizzare i momenti più significativi, quelli con i ragazzi delle scuole. Ma Busto ha comunque voluto celebrare il Giorno della Memoria, che ricorda tutte le vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali e tutti i deportati.

Questa mattina il sindaco Emanuele Antonelli, con il presidente del Consiglio comunale Valerio Mariani (in rappresentanza anche della Fivl) e il presidente dell’Anpi Liberto Losa, ha deposto una corona davanti al monumento alla Resistenza e Deportazione in via Fratelli d’Italia e a quello dedicato ai Caduti nei lager, in municipio. Hanno partecipato alla breve cerimonia anche i rappresentanti di Alpini, Croce rossa e dell’associazione Famiglie caduti e dispersi in guerra, oltre agli assessori Manuela Maffioli e Osvaldo Attolini e all’europarlamentare Isabella Tovaglieri.

Significativa la presenza di Vincenzo Aquilina, sopravvissuto al campo di concentramento tedesco di Moosburg. Aquilina, oggi 96enne, a vent’anni venne deportato per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana. «Per due anni sono stato ai lavori forzati. Mi hanno trattato come una bestia – ha ricordato –. I soldati mi puntavano la pistola urlando di lavorare di più, ma non ce la facevo. Mi sono salvato perché conoscevo qualche parola in tedesco, e questo mi ha aiutato».

«Davanti a testimonianze di questo tipo – ha osservato il sindaco Antonelli – respingo con ancora più forza il paragone tra la pandemia che stiamo affrontando e la guerra. Il coronavirus è terribile, ma le esperienze vissute in quegli anni sono un’altra cosa. Ricordarlo è doveroso anche se fa male. E quest’anno è ancora più triste perché non abbiamo potuto coinvolgere le scuole».

Non sono comunque mancate le iniziative rivolte ai ragazzi. Lo stesso Antonelli lunedì scorso ha preso parte al corso di formazione per studenti e insegnanti “Per la colpa di essere nati: Shoah e l’infanzia negata”, organizzato dall'associazione Amici di Angioletto in collaborazione con i Figli della Shoah e il Memoriale della Shoah di Milano. Il corso, che coinvolge oltre 600 ragazzi con i loro insegnanti, è trasmesso sul canale YouTube del Liceo Candiani Bausch e si articola in sei incontri in programma tra gennaio e marzo.

La mattinata si è conclusa al Tempio Civico con la lettura della preghiera del deportato dell'indimenticato Angioletto Castiglioni.

R.C.

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