Per parecchi besozzesi Michelino da Besozzo è probabilmente soltanto il nome di una via della cittadina attraversata dal fiume Bardello; a portare alla giusta ribalta la storia e le opere di Michelino è Giuseppe Terziroli, esperto di storia e arte locale.
«Come per il Luini di Dumenza la cui esistenza è ricordata appena dal nome di una via a Varese e in altri Comuni la stessa cosa capita a Michelino da Besozzo - racconta Terziroli - eppure, egli, pittore e miniatore, viene considerato uno dei più importanti esponenti del gotico internazionale in Italia. Nacque a Besozzo nel 1370 e morì a Monza (o Milano) nel 1465. Le città di Milano, Monza ed ovviamente Besozzo gli hanno dedicato una via. Gli amministratori del Duomo già nel 1401 lo definivano "sommo pittore". Fu alla corte di Filippo Maria Visconti verso il 1440 e successivamente migrò alla Corte dei Gonzaga di Mantova dove cessò di vivere verso il 1465».
Di Michelino sono gli affreschi mistici di Mezzana di Somma Lombardo e sempre del pittore besozzese è la splendida opera "Lo sposalizio mistico di Santa Caterina" realizzata nel 1420, custodita alla Pinacoteca nazionale di Siena. «Si tratta dell'unica opera firmata dal grande artista come "Michelinus fecit" - spiega Terziroli - probabilmente ne esiste un'altra al Metropolitan Museum di New York avente come tema lo Sposalizio della Vergine». Una storia affascinante che merita di essere studiata e approfondita soprattutto a Besozzo e che non può rimanere soltanto il nome di una via del paese.