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Busto Arsizio | 23 gennaio 2021, 18:13

Zona arancione, Farioli: «Bene il ritorno in classe. Le nuove generazioni stanno soffrendo»

Per l’assessore all’Istruzione di Busto, «a tutti i livelli non si è prestata la necessaria attenzione al mondo della scuola. L’educazione merita la stessa preoccupazione di economia e attività produttive»

Zona arancione, Farioli: «Bene il ritorno in classe. Le nuove generazioni stanno soffrendo»

Con il passaggio della Lombardia in zona arancione, da lunedì torneranno in classe anche gli studenti di seconda e terza media e, al 50 per cento, quelli delle scuole superiori.
«L’aumento della presenza in aula è un fatto positivo – afferma l’assessore all’Educazione di Busto Arsizio Gigi Farioli –. Credo che a tutti i livelli, e lo dico senza volerne fare una battaglia politica o di appartenenza, non si sia prestata la necessaria attenzione al mondo della scuola».

Un grave errore: «Più passa il tempo – spiega infatti Farioli – più mi rendo conto che le nuove generazioni sono quelle che stanno patendo maggiormente questo periodo». Proprio per questo, guardando avanti, l’esponente della giunta Antonelli invita «tutte le forze politiche» che saranno impegnate alle elezioni a «dedicare nel proprio programma ampio spazio al welfare e all’educazione». Educazione che «merita la stessa preoccupazione di economia e attività produttive, ma che ancora di più ha ricadute importanti sulla salute e sul benessere psicofisico».

Il pensiero di Farioli è rivolto a dirigenti e insegnanti: «È evidente che chi si trova sul fronte ha affrontato momenti drammatici, tentando di conciliare il rispetto di burocrazia e norme con le necessità educative e formative. Negli istituti superiori occorre contrastare l’aumento dell’abbandono scolastico; in quelli di grado più basso vanno affrontati problemi di ordine psicologico per i più fragili, affinché non si vanifichino gli impegni compiuti nel superamento di tutti i gap».

Sempre con la massima attenzione alla prevenzione dei contagi. Le scuole non sono il luogo in cui si creano focolai. Problemi possono esserci prima e dopo, innanzitutto con i trasporti. Questo vale anche per Busto, dove solo una scuola (le Ada Negri, ndr) è stata chiusa per precauzione su indicazione di Ats Insubria».

R.C.

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