L'informazione in Casa - 22 gennaio 2021, 12:01

VIDEO - Per le attività commerciali e imprenditoriali di Varese tanti cambiamenti e poche certezze: «Servono buonsenso, resilienza e speranza»

Quattro professionisti si sono fatti portavoce, nella diretta streaming de "L’Informazione in Casa" a cura di Gruppo Immobiliare Varese, della situazione che stanno vivendo oggi commercianti e imprenditori, delle loro necessità e della loro capacità di innovarsi

VIDEO - Per le attività commerciali e imprenditoriali di Varese tanti cambiamenti e poche certezze: «Servono buonsenso, resilienza e speranza»

“Attività commerciali e produttive, come stanno vivendo questa trasformazione?”

A questa domanda hanno risposto, nella diretta di mercoledì 20 gennaio, Mattia Valassina, imprenditore e Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Provincia di Varese di Confcommercio, Giuseppe Montalbetti, avvocato e titolare dello Studio Montalbetti, dal 1920 a Varese, Luigi Russello, titolare di Verbano Carte srl, e Giovanni Macchi, titolare del Ristorante La Movida di Comerio.

Un gruppo di professionisti, quindi, provenienti di vari settori che hanno condiviso riflessioni e pensieri sotto la guida di Matteo Morrocchi, Amministratore e Direttore Commerciale di Gruppo Immobiliare Varese, nonché ideatore di GIV, progetto da cui ha avuto origine L’Informazione in Casa, rubrica settimanale dedicata al mondo immobiliare. Quello di mercoledì è stato il secondo appuntamento del 2021.

Le prime difficoltà e la capacità di re-inventarsi

Giovanni Macchi del ristorante La Movida di Comerio, il più colpito a livello socioeconomico tra gli imprenditori presenti, ha raccontato, con un leggero velo di tristezza, ma anche con tanta energia, come siano riusciti a re-inventarsi, a trovare soluzioni alternative per non perdere i propri clienti: «Abbiamo sfruttato il servizio catering per fare l’asporto, da subito ci siamo organizzati con i mezzi e le attrezzature che avevamo a disposizione. Il momento è difficile, ma mantenere il contatto con il pubblico è fondamentale, il cliente deve comunque sentirsi coccolato ed essere soddisfatto».

Certo, la stanchezza inizia a farsi sentire e l’umore è altalenante, al tempo stesso non è nella natura dell’imprenditore stare “con le mani in mano”, si cerca sempre una soluzione per andare avanti e per dare supporto ad altri che stanno incontrando le medesime difficoltà, soprattutto in queste settimane in cui comincia a vedersi la luce in fondo al tunnel, ovvero la bella stagione: «L’ultimo miglio è il più difficile - ricorda Luigi Russello di Verbano Carte - ma è questa l’ora di concentrarsi e prepararsi alla ripartenza».

Il titolare di Verbano Carte ripensa al primo lockdown, per l’azienda più difficile rispetto al secondo, soprattutto per la fatica di comprendere le normative: «Il nostro supporto è stato venire incontro alle varie esigenze dei clienti, soprattutto economiche, nel caso dell’HO.RE.CA. (Hotel, Restaurant, Catering), altri settori avevano più necessità di materiale come guanti, mascherine, gel, per settimane abbiamo ricevuto richieste telefoniche quasi solo di questi articoli».

Il buonsenso e l’aiuto reciproco

Legati al mondo del commercio, anche i proprietari immobiliari stanno affrontando non poche difficoltà. È l'avvocato Giuseppe Montalbetti a parlare proprio del rapporto tra queste due parti: «Già prima del lockdown la situazione non era facile, al proprietario sembrava di percepire poco e all’imprenditore sembra di pagare tanto, la dimensione contrattuale era già stretta, tanto più in questa situazione».

Una soluzione potrebbe essere raggiungere le condizioni per pattuire riduzioni per ottenere benefici fiscali, a vantaggio di entrambe le parti: «Penso che sia necessario cercare una possibile mediazione sistematica tra proprietari ed esercenti, la chiusura dei ristoranti genera problemi sia a chi non lavora che ai proprietari degli immobili. Dobbiamo creare noi la “lobby del popolo”, mettere insieme tutti coloro che ora stanno cercando di generare reddito e trovare insieme una soluzione a un sistema difficile», conclude l’avvocato.

Dove non arrivano le linee guida a livello normativo, quindi, deve arrivare il buonsenso. 

Il “potere” dei social media e la riscoperta di Varese

Quando Giovanni Macchi ha dovuto chiudere il suo ristorante, il suo primo pensiero è andato ai clienti, linfa vitale di attività come la sua: «In questi trent’anni di attività abbiamo raggruppato nominativi, numeri di telefono, mail: insomma, abbiamo creato un database che, ora, si è rivelato fondamentale. Ci siamo affidati a un esperto per sviluppare la parte social, avevamo già la pagina Facebook, stiamo iniziando a usare anche Instagram». Un’innovazione, quindi, che era già nell’aria e il lockdown ha semplicemente accelerato.

Anche Mattia Valassina accoglie con entusiasmo l’idea di utilizzare i social «non per forza per vendere, ma anche per attirare clienti: bisogna presentarsi ed essere attivi. È giusto che i colleghi imprenditori si focalizzino su nuove vie per comunicare con i clienti, vecchi e nuovi, cercare metodi alternativi, è tempo di innovarci, evolverci, grazie all’online anche le piccole attività possono far vedere le proprie capacità, è un modo per dire “io ci sono e sono unico”».

«Bisogna esserci online e offline - aggiunge l'avvocato Montalbetti - i servizi che ora sono bloccati sono comunque utili, servono a tutti, pensiamo alla ristorazione: ha una funzione sociale, fa star bene le persone e quando torneremo alla normalità la socializzazione avrà ancora più valore»

Anche Matteo Morrocchi di Gruppo Immobiliare Varese propone il suo punto di vista: «In agenzia abbiamo cercato nuovi modi di comunicare verso l’esterno, mettendoci sempre la faccia: il pubblico andava coinvolto, ognuno di noi è socialmente utile, tutti facciamo qualcosa per gli altri». Una riflessione interessante riguarda anche le richieste immobiliari ricevute nell’ultimo periodo: «Oggi, le persone vogliono più spazio, il concetto di casa sta tornado a quello in voga fino alla fine degli anni 80, è stata riscoperta la cucina come ambiente di raccoglimento», senza considerare l’importanza che sta acquistando Varese per coloro che, per esempio, si sono spostati a Milano per lavoro e ora stanno tornando, incoraggiati dai prezzi e dalla qualità della vita: «il nostro territorio sta offrendo tanto, abbiamo il lago, la collina, le montagne, un bel centro».

Tante sono le domande, i dubbi sia sul presente che sul futuro, che siano poche settimane o qualche mese. Ma tutti - commercianti, imprenditori, professionisti, sportivi, studenti - abbiamo imparato a reagire, a trovare nuove soluzioni per resistere e continuare a reagire senza mai perdere la speranza e il buon senso. 

In attesa della diretta di settimana prossima, potete rivedere l’incontro di mercoledì 20 gennaio qui di seguito.

Giulia Nicora

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