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Sport | 16 gennaio 2021, 18:32

Javorcic: «Per la Pro come una vittoria. Grazie tifosi, queste squadre si meritavano un pubblico»

I tigrotti lodati per la prestazione contro l'Alessandria: «Identità e grande lavoro. Ora si riparte, pensando a migliorarsi»

La Pro Patria non si è fatta intimorire dall'Alessandria: un lavoro collettivo che ha permesso di non prendere gol nelle ultime quattro partite (foto Marco Giussani)

La Pro Patria non si è fatta intimorire dall'Alessandria: un lavoro collettivo che ha permesso di non prendere gol nelle ultime quattro partite (foto Marco Giussani)

«Oggi per noi è come una vittoria. Quanto sarebbe stato bello giocare questa partita con il pubblico. Queste due società storiche meritavano una cornice di un certo livello. Ringraziamo i nostri tifosi che ci fanno pesare di meno questo momento difficile per tutti».

Javorcic concluse le sue riflessioni dopo Pro Patria-Alessandria con un pensiero al popolo biancoblù. Viene confermato che sulla panchina correvano i sorrisi dei tigrotti allo spettacolo di fuochi d’artificio inscenato dalla rappresentanza dei tifosi.

Tutto ciò però si intreccia con due parole chiave sulla squadra: identità e lavoro. Grande lavoro, puntualizza. Il mister ricorda: «Abbiamo giocato da squadra che sta in quelle posizioni di classifica. Mi piace sottolineare che chiudiamo il girone d’andata con 30 punti, un risultato eccellente… Da quattro partite non prendiamo gol, contro squadre toste e quella di oggi è quella che deve vincere il campionato, con sette under e senza tanti giocatori. Abbiamo un certo tipo di identità e questi numeri sono in gran parte al grande lavoro collettivo».

E allora si riparte, domenica prossima ecco la Carrarese. Cosa manca, come si può migliorare? «In tutto, ad esempio l’autostima, e poi fare in modo che quello che si produce diventa qualche gol in più».

L’Alessandria è stata domata appunto. Anche Lombardoni si sofferma sulle reti evitate dagli avversari: «Tante le partite in cui non abbiamo preso gol, anche da questo dato arrivano i punti fatti. La fase difensiva parte dall’attaccante, e arriva a noi difensori. Sono tutti determinanti, nel dato dei gol presi».

Marilena Lualdi

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