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Economia | 16 gennaio 2021, 10:56

«I bilanci di palestre e piscine della Lombardia in "zona rossa" profonda»

Arisa, l'associazione di categoria regionale legata a Confcommercio fa i conti con il nuovo Dpcm: «Il 35% delle imprese a forte rischio, le chiusure anti Covid strangolano un settore che in Lombardia occupa 17 mila persone»

«I bilanci di palestre e piscine della Lombardia in "zona rossa" profonda»

Anche con il nuovo Dpcm del Governo palestre e piscine restano chiuse per l’emergenza Covid. Un ulteriore prolungato stop che aggrava lo stato di grande sofferenza del comparto.

A fare il punto è A.R.I.S.A. l’associazione regionale delle imprese del settore, aderente alla Confcommercio. La Lombardia, rileva A.R.I.S.A. “era” la regione che, da sola, rappresentava il 37% delle imprese operanti nel fitness con più di 25 mila tra centri benessere e palestre (su un totale nazionale che, prima del Covid, ne annoverava 70 mila). «Andando avanti così - dichiara il direttore di A.R.I.S.A. Paolo Uniti – stimiamo che i bilanci del 35% delle imprese sono a forte rischio e molte di esse non riusciranno ad arrivare a primavera. Con pesantissime ripercussioni anche in termini occupazionali». «Ancora più drammatica la situazione delle oltre 1.000 piscine lombarde - afferma Angelo Gnerre, delegato A.R.I.S.A. per il settore impianti natatori – ed uso come metafora la scala Richter per i terremoti: il magnitudo di riferimento per le piscine sarebbe 10 con un conseguente tsunami per i bilanci delle nostre aziende 2021: le proiezioni più ottimistiche ci fanno stimare un calo del 50% con possibili ripercussioni anche nel 2022».

 

Redazione

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