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Territorio | 13 gennaio 2021, 12:18

Sangiano, il drammatico appello di Deborah Iori al Governo: «Ho bisogno di un volo sanitario per gli Stati Uniti per continuare a sopravvivere»

La donna e mamma di 44 anni, affetta da una malattia rarissima, necessita di cure salvavita disponibili solo a Dallas, ma i voli tradizionali non sono idonei alla sua condizione clinica: «Senza il mio viaggio annuale negli Usa vado incontro a morte certa». Il sostegno dell'associazione Luca Coscioni.

Sangiano, il drammatico appello di Deborah Iori al Governo: «Ho bisogno di un volo sanitario per gli Stati Uniti per continuare a sopravvivere»

Deborah Iori ha 44 anni, vive a Sangiano in provincia di Varese ed è affetta da una gravissima malattia rara, la mitocondriopatia "deficit congenito di zinco", altri difetti di metabolismo e del trasporto dei metalli, encefalopatia mitocondrialemiopia, curabile solo presso l’Enviromental Health Center di Dallas (USA).

«Senza il suo viaggio annuale negli USA, va incontro a morte certa. Lo scorso marzo 2020, in piena pandemia, ha usufruito di un volo speciale dell’Aeronautica Militare per raggiungere il centro e ricevere le cure salvavita - afferma in una nota l'associazione Luca Coscioni che sostiene la battaglia di Deborah - ora, il prossimo 21 gennaio, deve tornare a Dallas, per la visita annuale e il periodo di terapia, ma alla sua richiesta, l’Azienda Sanitaria ha risposto di usare un volo normale. Una procedura impossibile. Nessuna tra le più importanti compagnie aeree di voli commerciali può, infatti, garantire il rispetto delle condizioni richieste dalla sua situazione medica (necessità di corretta refrigerazione di farmaci per molte ore, impossibilità di trasportare alcune terapie specifiche, necessità di ossigenoterapia e alimentazione speciale, mancanza di assistenza sanitaria in caso di emergenza, e ovviamente alto rischio di contagio da coronavirus)». L’associazione Luca Coscioni, realtà a tutela del diritto alla salute, si è subito attivata per aiutare Deborah, rilanciando il suo appello alle istituzioni per chiedere al Governo di garantire un volo sanitario tutelato, l’unica concreta possibilità di raggiungere in tempo la clinica statunitense e continuare le terapie salvavita, prima che sia troppo tardi.   

«Stiamo vivendo tempi particolari, delicatissimi per le vite di noi tutti, giorni nei quali ci si batte per salvare vite, qui non dobbiamo cercare un nuovo vaccino: la signora Deborah Iori, ha diritto ad un volo sanitario di Stato perché è indispensabile per salvare la sua vita e farle avere la cure necessarie a cui da tempo si sottopone grazie all'intervento del nostro Paese che oggi gli viene negato - hanno dichiarato Filomena Gallo e Massimo Clara, rispettivamente segretario dell'associazione Luca Coscioni e legale Comitato dei Giuristi per le libertà associazione Luca Coscioni - chiediamo al Governo di garantire subito un volo sanitario».

Deborah Iori ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai ministri degli Esteri Di Maio, della Salute Speranza e della Difesa Guerini nella quale racconta nei dettagli la sua vicenda. «Mi rivolgo a Voi per ottenere un volo per motivi sanitari necessario per la mia vita - scrive Deborah - senza il mio viaggio annuale negli USA, vado incontro a morte certa. Lo scorso anno – in piena pandemia – ho potuto usufruire di un volo speciale dell’Aeronautica Militare (ci tengo a ricordarlo: militari di grandi capacità e di splendida sensibilità). Devo tornare a Dallas, per la visita fissatami ed il periodo di terapia, il 21 gennaio, ma alla mia richiesta l’Azienda Sanitaria ha risposto di usare un volo normale, poi parzialmente rimborsabile. Ma è impossibile. Tramite l'associazione Luca Coscioni ho ricevuto l’aiuto di un legale probono. Attualmente non esistono purtroppo voli commerciali idonei alle mie condizioni di salute. Ho effettuato una accurata ricerca presso le più importanti compagnie aeree per voli intercontinentali e mi è stato risposto che le condizioni richieste in base alla mia documentazione medica non possono essere assolutamente rispettate dalle compagnie. Quest’anno compio 45 anni, assumo nuove terapie non trasportabili sui normali voli commerciali, e inoltre un viaggio intercontinentale mi espone ad un alto rischio di contagio Covid 19 considerando le mie condizioni cliniche. Nel contempo grazie a queste terapie ho raggiunto l’età di 45 anni. E’ evidente che l’unica possibilità di raggiungere in tempo la clinica statunitense, al fine di continuare le terapie salvavita, prima che sia troppo tardi, consiste nel  programmare un viaggio sanitario tutelato (come ad esempio quello effettuato lo scorso marzo 2020 dall’Aeronautica Militare italiana – Stormo31) tramite volo di Stato sanitario così come è già avvenuto. Io non conosco le procedure amministrative, anche se ho avuto il sostegno assoluto e l’aiuto generoso del Prefetto. Non so quale sia l’Ufficio competente a dare disposizioni in un caso come il mio, qui è in gioco la mia vita e come cittadina penso che rivolgermi a Voi chiedendovi un intervento diretto per poter proseguire le mie cure che mi mantengono in vita sia un mio diritto in affermazione del diritto alla cura previsto dall’art. 32 della nostra Costituzione». 

 

Redazione

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