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Territorio | 11 gennaio 2021, 16:25

Daverio, l'appello del consigliere Tognola: «Salviamo l'olmo del parcheggio di via 1° Maggio»

L'ex sindaco e oggi esponente del Gruppo Misto critica la delibera di giunta che ne sancirebbe l'abbattimento: «Si tratta di un patrimonio appartenente alla collettività da curare e proteggere, dotando il luogo di un pannello esplicativo»

Daverio, l'appello del consigliere Tognola: «Salviamo l'olmo del parcheggio di via 1° Maggio»

Salviamo il glorioso olmo situato nel parcheggio di via 1° Maggio a Daverio; questo il senso dell'appello lanciato da Alberto Tognola, consigliere comunale del Gruppo Misto, ex sindaco del paese e candidato alla carica di primo cittadino.

«Due giorni prima di Natale una delibera di giunta immediatamente esecutiva condanna a morte l’olmo del parcheggio di via Primo Maggio a Daverio - afferma in una nota Tognola - L’olmo è una essenza di pregio, divenuta rara nella nostra zona, quando, a seguito di una epidemia, gli olmi morirono quasi tutti. L’olmo di Daverio è uno dei pochi esemplari sopravvissuti in tutta la provincia. Ha una storia centenaria. Fu posto a dimora molti anni fa dai picapré, i marmisti che avevano lì, alle spalle del circolo, la loro baracca e lavoravano al riparo del sole sotto l’olmo. Uno di questi, Mario, che lo aveva piantato, fu chiamato sotto le armi quando il Duce dichiarò guerra a Francia e Inghilterra. Ferito sul fronte francese, venne catturato dai Tedeschi; non aderì alla Repubblica di Salò e per questo spedito ai lavori forzati in campo di prigionia presso Colonia. Lì incise sulla sua gavetta il suo nome e quelli della moglie e della figlia: era un modo per lasciare una testimonianza dell’affetto che portava loro. Liberato dagli Inglesi, ricatturato dai Tedeschi, infine liberato dagli Americani ritornò a Daverio con mezzi di fortuna. Vogliamo spazzare questo albero simbolo dei lavoratori e della memoria storica di Daverio? Una Amministrazione avveduta lo considererebbe un patrimonio appartenente alla collettività da curare e proteggere, dotando il luogo di un pannello esplicativo, che valorizza le sue caratteristiche e i motivi per cui dobbiamo conservarlo; inserendolo in un percorso botanico. Partiamo dal presupposto che nessuno ricerca l’insicurezza dei cittadini e che, nei dieci anni di mandato che ho svolto come sindaco di Daverio, non si sono mai verificati incidenti, per quanto la politica verso il verde pubblico fosse ben diversa. D’altronde il programma della lista elettorale “Star bene a Daverio” prevedeva su questo parcheggio la realizzazione della casetta dell'acqua (servizio molto atteso dalla popolazione) e non l'abbattimento dell'olmo, che costituisce il suo unico elemento di pregio. Gli alberi sono organismi viventi come gli animali e gli esseri umani, invecchiano, se si ammalano si possono curare. Come? Approfondendo lo stato di salute dell’olmo con altre analisi prima di prendere una decisione avventata. L’amministrazione Martino è a fine mandato, non ha l'autorità e l'autorevolezza di arrecare un danno irreparabile alla cittadinanza, senza informarla e consultarla. Vista l'imminenza delle elezioni e visto che fino ad ora non ha smentito la candidatura alle prossime elezioni, sarebbe più corretto inserire questo intervento nel suo programma elettorale e rimettersi alle urne per la decisione. Dal 2019 il sindaco e la giunta hanno speso per abbattere 26 piante e per potature 73.000 euro, nonostante il programma elettorale prevedesse l’implementazione dei parchi comunali. Abbattiamo tutte le piante che potrebbero avere problemi preventivamente così ci togliamo il pensiero? Che senso ha. Vero, qualche volta rami possono cadere, alberi possono cadere, ma guarda caso l’unica pianta caduta durante la nevicata di dicembre è un acero di proprietà comunale nel parcheggio pubblico del Gigante che non era stato indicato dal sindaco né censito dall’agronomo. Il 30 dicembre era convocato un Consiglio comunale. Io, come consigliere, ho chiesto la messa all’odg degli argomenti della delibera di giunta N. 52 del 22.12.2020 “Atto di indirizzo. Manutenzione straordinaria del patrimonio arboreo” in quanto riguardante argomenti di interesse pubblico di notevole attualità nonché di estrema urgenza come dichiarato dalla delibera che prevede anche l’abbattimento dell’olmo. La richiesta viene respinta dal sindaco. Come a dire: la questione alberi non si discute! Era davvero così urgente questo provvedimento, tanto da procedere durante le vacanze di Natale? Forse no. L’incarico all’agronomo è del maggio 2020, la sua relazione del luglio. Dopo l’ultima nevicata di inizio anno il sindaco ha fatto transennare il parcheggio per pericolo caduta rami, creando allarme nella popolazione, ma nel frattempo c’era stata la bufera del 18 ottobre che ha fatto cadere molte piante nei giardini privati, la prima nevicata che ha spezzato rami di conifere, la seconda nevicata, e l’olmo era lì tranquillo, indenne. Proprio dopo la seconda nevicata diventa pericoloso? Ma se è così, allora il sindaco è inadempiente da luglio ad oggi». 

 

Redazione


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