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Storie | 10 gennaio 2021, 00:01

Da Varese a Ruhengeri, due Soroptimist uniti nel nome dei diritti delle donne di ogni cultura

Parità, collaborazione, apertura dei confini sono i punti di forza del gemellaggio che unisce i club italiano e africano. Tra i progetti 2021 un percorso di formazione per una ragazza africana e una rinnovata attenzione alla politica di genere, perché, come ricorda Anna Carla Bassetti, attuale Presidente di Soroptimist Varese, «sono le donne la vera forza di tutti i Paesi»

Da Varese a Ruhengeri, due Soroptimist uniti nel nome dei diritti delle donne di ogni cultura

Anna Carla Bassetti, attuale Presidente di Soroptimist Varese, non ha sempre vissuto nella nostra provincia. Nata e cresciuta a Milano, infatti, è arrivata ad Azzate solo una decina d’anni fa, ma che abiti qui o altrove, lei si sente, soprattutto, «cittadina del mondo. Il mio interesse è sempre stato di guardarmi in giro, non chiudere i confini».

Proprio in nome dell’apertura, dell’aiuto e della positività, Anna Carla ha un desiderio, espresso anche in occasione del Soroptimist Day, il 10 dicembre 2020: finalizzare il gemellaggio tra i Club di Varese e di Ruhengeri, l’ultimo dei quattro Soroptimist fondato in Rwanda, nel 2019.

Da una tragedia alla rinascita, grazie alla collaborazione tra Paesi

La storia del rapporto tra Soroptimist International con il Rwanda risale alla fine del Novecento, in particolare al 1994, anno del genocidio tra Hutu e Tutsi, ovvero quando le donne africane avevano come non mai bisogno di aiuto, si erano rifugiate in un campo profughi in Kenya e, qui, il club internazionale aveva organizzato corsi di inglese per consentire loro di integrarsi con un’altra cultura.

Il testimone è, quindi, passato al Club di San Marino, il primo a intraprendere una vera e propria collaborazione con lo stato africano, in cui, nel 2004, è stato costruito il Centro San Marco, «una casa-scuola per accogliere i giovani, dare loro una formazione positiva, che li aiutasse a superare la tragedia appena vissuta», spiega Anna Carla.

Un gemellaggio che diventa una vera e propria missione

Dopo San Marino, è Soroptimist Italia a portare avanti il legame con il Rwanda, luogo di nuovi club che, negli anni, stanno nascendo, grazie a una decisione spontanea di gruppi di donne che ricoprono un ruolo “particolare” nella comunità e vogliono dare un contributo concreto al suo sviluppo.

Quando, due anni fa, ha visto la luce Soroptimist Ruengheri, un gemellaggio con quello di Varese, tra i più longevi in Italia, è stata una decisione naturale, ufficializzata il 21 gennaio 2019, giorno in cui il Soroptimist International d’Europa ha riconosciuto e registrato l’unione.

Da quel momento, il legame tra i due Club si fortifica, la presidenza varesina precedente ha contribuito finanziariamente alla costruzione di una protezione tra l’area della scuola per la prima infanzia e un fiume che vi scorre accanto. Anna Carla racconta con orgoglio: «Quello è stato il primo vero progetto insieme. Quest’anno, abbiamo deciso di aiutare una ragazza che il Club Ruhengeri selezionerà per supportarla in un percorso di crescita formativa, una specie di borsa di studio», per il momento in Africa, in futuro, perché no, qui in Italia, per fornirle competenze che possa mettere in pratica nella sua comunità, di solito l’aspetto più delicato di un gemellaggio.

Continua l’attuale Presidente: «Ritengo che le persone vadano aiutate all’interno della propria cultura. È l’aspetto più difficile, noi tendiamo ancora a percepire la nostra società come superiore rispetto a quella africana, in qualche modo ci aspettiamo che siano loro ad assumere i nostri comportamenti. Non bisogna andare oltre il rispetto e il riconoscimento del valore di un’altra cultura, sicuramente c’è, è diverso ma non per questo inferiore». Ognuna ha i propri pregi e difetti e tutti noi possiamo trarre insegnamenti da quelle altrui.

Tutti uniti per la parità di genere

Tra gli obiettivi che Soroptimist Italia si sta ponendo è portare avanti con successo una politica di genere, in modo che uomini e donne abbiano riconosciuti diritti e doveri e imparino a considerarsi a pari livello già dai primi anni scolastici.  

Un esempio di parità riconosciuta è proprio il Rwanda, la cui legislazione è, in questo ambito, molto più avanzata rispetto alla nostra, «probabilmente durante il genocidio molti degli uomini sono rimasti uccisi e le donne erano l’unica forza lavoro, come accadeva all’Italia nel primo dopoguerra, periodo in cui la popolazione femminile portava avanti l’agricoltura, come le mondine, e non solo». Così riflette Anna Carla, la storia è donna, ma, forse, è ancora troppo presto perché la società se ne renda conto e lo accetti.

Per il momento, non sono previsti altri gemellaggi, è una decisione presa a livello europeo e internazionale. Sta nascendo una Federazione Africana che riunisce i quattro Soroptimist del Paese, un importante segno di emancipazione da parte delle donne che desiderano «costituire un gruppo ed essere un punto di riferimento dell’evoluzione del paese», conclude la Presidente di Soroptimist Varese, con la volontà di rafforzare sempre di più il legame con le socie africane e promuovere, insieme, un messaggio di speranza per le donne di tutto il mondo.

Giulia Nicora

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