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Politica | 07 gennaio 2021, 17:27

Casali (#luinesi) contro l'hot spot dei tamponi rapidi di Comune e Croce Rossa: «Trasformare strutture comunali in un poliambulatorio a pagamento non ha alcun senso»

In una nota, il capogruppo di minoranza contesta la decisione dell'amministrazione comunale di Luino di aprire un centro tamponi in città e invita «a utilizzare la farmacia comunale»

Alessandro Casali

Alessandro Casali

Il capogruppo di minoranza Alessandro Casali (#luinesi) contesta, in una nota, la scelta dell'amministrazione comunale di Luino e della Croce Rossa, annunciata questa mattina, di aprire settimana prossima un centro tamponi rapidi nell'ex ufficio del turismo.

«Questa amministrazione comunale non finisce di sorprendermi in negativo - dichiara Casali in una nota - solamente pochi giorni fa il vice sindaco mi ricordava in maniera abbastanza stizzita che la nuova amministrazione si occupa solo di questioni di propria competenza, dimenticandosi che il ruolo delle opposizioni è proprio quello di segnalare e verificare, oggi invece leggo che si mettono a organizzare punti tamponi che sono competenza di ATS. Che dire, riuscire nell’impresa di auto-smentirsi dopo solo poche ore non è da tutti. Ho appreso dalla stampa la notizia dell’istituzione di un hot spot per effettuare test rapidi per i cittadini, a pagamento, nei locali comunali in via della vittoria. Vorrei sapere in maniera ufficiale dal sindaco se l’operazione sia stata autorizzata dagli organi competenti. Sono certo che da farmacista sarà a conoscenza che grazie all' interessamento del presidente commissione sanità di Regione Lombardia Emanuele Monti, dal 24 dicembre 2020 le farmacie sono autorizzate ad effettuare test antigenici rapidi. Visto che il Comune ha una importante farmacia comunale, sarebbe auspicabile muoversi verso questa direzione ed utilizzare qualsiasi contributo per consentire lì l’effettuazione dei test gratuitamente ai nostri concittadini. Ricordo anche al sindaco che la provincia di Varese è la prima provincia per numero di tamponi molecolari e che Regione Lombardia risulta la prima regione italiana sempre per numero di tamponi. La positività ai tamponi rapidi, i quali hanno solo un valore di screening statistico, porterebbe poi comunque il soggetto a dover effettuare un ulteriore tampone molecolare successivo. In questo senso il centro di Cassano Valcuvia che ha ripreso l’importante lavoro fatto a Luino a maggio in zona Visnova, riaprirà a giorni. Il numero di tamponi gratuiti e la velocità di refertazione ne fanno uno dei centri più importanti della provincia. Trasformare strutture comunali in un poliambulatorio a pagamento, non autorizzato, non ha alcun senso». 

Redazione


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