Territorio - 29 dicembre 2020, 18:02

Il Comune di Besozzo ha acquistato la ex cartiera per 1 euro. Il sindaco: «Un risultato storico per il nostro paese»

Il contratto preliminare è stato approvato dal consiglio comunale con l'astensione delle minoranze. Il vicesindaco Coghetto: «Orgogliosi ed emozionati per questo traguardo, il nostro pensiero va ai 180 lavoratori che nel 2008 persero il posto di lavoro». Il futuro dell'area ha tre parole chiave: Fiume, Viabilità e spazio al Cimitero.

Era il 2008 quando la storica cartiera di Besozzo, che aveva dato lavoro a generazioni di besozzesi, chiuse i battenti definitivamente per decisione della proprietà di allora, la stessa di oggi, rappresentata dagli svedesi della Munskjo, lasciando a casa 180 dipendenti e aprendo una ferita sociale per tutto il paese, che quel giorno perdeva la sua azienda più grande.

Una ferita che forse inizia ad essere sanata e medicata dopo l'approvazione da parte del consiglio comunale di Besozzo del contratto preliminare di acquisto dell'ex area industriale da parte del Comune per la cifra simbolica di 1 euro, ai quali la proprietà aggiungerà anche 70 mila euro da versare all'amministrazione comunale per completare le opere di demolizione dei fabbricati dell'ex cartiera. «Sono orgoglioso ed emozionato per questo contratto preliminare - ha detto il vicesindaco Gianluca Coghetto uno degli artefici della buona riuscita della trattativa con il gruppo svedese - un percorso iniziato nel 2014 con la nostra amministrazione, orgoglioso per i 180 lavoratori che nel 2008 persero il lavoro e per tutte le conseguenze sociali subite dalla comunità di Besozzo da quella chiusura. Ricordo ancora gli sguardi degli operai, la politica allora non fu capace di salvare la cartiera e il lavoro. La cartiera è sempre stata luogo di eccellenza dove i padri tramandavano il lavoro ai figli, la carta prodotta a Besozzo era di qualità e la cartiera era simbolo di sviluppo economico e di benessere sociale». Il vicesindaco ha ricostruito gli esiti del tavolo che il Comune ha aperto con la Munskjo che aveva altri progetti per l'area, di tipo residenziale e immobiliare soprattutto. «Abbiamo chiesto di riavere l'area gratis come indennizzo per tutta la nostra comunità - ha proseguito Coghetto - la proprietà ha giocato sempre a carte scoperte e siamo arrivati a questo risultato». Besozzo adesso vuole guardare al futuro dell'ex area industriale che sorge sulla statale 629 e che si affaccia sul cimitero. «Per noi sono tre le parole chiave, fiume, viabilità e spazio al cimitero - ha proseguito il vicesindaco - fiume perché il Bardello merita di essere valorizzato, viabilità perché la strada è pericolosa e stiamo pensando ad un percorso diverso per la strada che darebbe anche più tranquillità e rispetto all'area cimiteriale. La ex cartiera deve continuare a rimanere un fiore all'occhiello di tutta Besozzo».  

Nel voto sul contratto preliminare si sono astenuti i consiglieri dei due gruppi di minoranza "Noi con Besozzo" e Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. «Si tratta di fatto di un contratto di donazione - ha dichiarato Fausto Emilio Brunella, capogruppo di "Noi con Besozzo" - pur essendo condivisibile il fatto che il Comune diventi proprietario dell'area, che presenta diversi problemi, ci asteniamo perché, come peraltro prevede la normativa, sarà la maggioranza a definire i progetti futuri che contraddistingueranno l'area, su cui la minoranza dovrà prendere atto e basta». La scelta di astenersi da parte dell'opposizione è stata stigmatizzata dal sindaco Riccardo Del Torchio. «Prendo atto della scelta dei consiglieri di minoranza ma spiace che per un'operazione così importante per il paese non arrivi il voto unanime del consiglio comunale - ha sottolineato Del Torchio - preciso che non si tratta di una donazione ma di una compravendita. Penso che l'amministrazione comunale più di così non potesse fare e portare a casa; oltre ai 70 mila euro per completare le demolizioni, non dimentichiamo i 400 mila euro investiti dalla proprietà per la bonifica dell'area e i 600 mila euro per le demolizioni. Anch'io ricordo i volti degli operai che occupavano la fabbrica e le promesse della politica di allora, con qualcuno che aveva minacciato addirittura di incatenarsi ai cancelli, che non portarono ad alcun risultato, l'unico aiuto arrivò dai sindacati che ottennero una buonuscita dignitosa per chi perse il lavoro. Quello di oggi è un risultato storico per Besozzo, porteremo avanti un progetto con idee nuove». «Capisco in parte le considerazioni delle minoranze - ha concluso Coghetto - ma assicuro che il rapporto con le opposizioni sarà sempre coltivato». 

Matteo Fontana