Storie - 01 dicembre 2020, 20:00

Dal profumo del legno alle pagaie groenlandesi: il viaggio nel passato dell’artigiano varesino Sergio Betucchi

Aereo, treno, auto… oppure kayak, con tanto di pagaie? Sergio Betucchi, titolare di Avatak, realtà artigianale di Ganna, ci porta alla scoperta di questo mondo: un “ritorno alle origini” ai tempi degli Inuit, primi costruttori di queste imbarcazioni e, soprattutto, degli strumenti per manovrarle, di cui è uno dei migliori produttori al mondo

Ogni mattina, Sergio è felice di andare nel suo laboratorio e realizzare le pagaie, soddisfatto di essere riuscito a rendere la sua passione un lavoro

Per fare un tavolo, ci vuole il legno”, recita una famosa canzone per bambini. Non solo, il legno è necessario per realizzare sedie, scaffali, i mobili che ognuno di noi ha in casa, strumenti musicali - sì, anche burattini che poi si trasformano in bambini veri.

E poi, ci sono (anche) loro: le pagaie, in particolare il modello groenlandese, ovvero quegli strumenti, inventati dagli Inuit, fondamentali per manovrare e muovere i kayak.

Sergio Betucchi, falegname, anzi, “artigiano” di Ganna, ha fatto della realizzazione di queste pagaie la sua passione, il suo lavoro, la sua vita.

Dall’infanzia all’età adulta, nel cuore il profumo del legno

Il primo, potente ricordo di Sergio risale alla sua infanzia quando, a 2/3 anni, si rotolava nel mucchio di trucioli nella falegnameria del suo padrino, assaporandone quel profumo dolce, intenso che non l’ha mai abbandonato.

Al termine del suo percorso di studi, ha lavorato per vent’anni come venditore d’auto, poi come giardiniere, come tagliaboschi. Quello che, invece, non è cambiato, anzi, è aumentato di anno in anno, è stato l’amore per il legno, con cui Sergio non ha smesso mai di “giocare”, tagliandolo, piallandolo, scolpendolo, intagliandolo: «Sono un autodidatta, ho studiato su qualche libro la tecnica dell’intaglio, mi viene naturale».

Fino a quando, 10 anni fa, è riuscito a diventare quello per cui è nato: un artigiano del legno.

La passione diventa lavoro

Dopo un decennio in un deposito di legnami, un altro cambiamento: a quasi 50 anni, a causa della chiusura dello stabilimento in cui lavora, Sergio si trova a ricominciare da zero. Fiducioso nelle proprie capacità, apre una partita iva e inizia a fare qualche lavoretto di falegnameria, fino a quando incontra la persona che cambierà la sua vita. Un amico che produce pagaie, infatti, decide di passargli il testimone, di lasciargli la sua attività.

Questo momento rappresenta per Sergio non solo la trasformazione di una passione in lavoro, ma anche il suo ingresso nel mondo del kayak. Da quando rileva Avatak, il falegname migliora sempre di più il prodotto, grazie alla sua esperienza e ai suggerimenti di esperti kayakers, tanto da riuscire a diminuire il peso delle pagaie da 1.2 kg a 800 grammi, mantenendo la stessa resistenza - realizzare una pagaia è un lavoro che occupa circa 8/10 ore, considerando i tempi di incollaggio, asciugatura e vari altri passaggi.

«In ogni pagaia c'è un pezzettino di me», racconta Sergio con orgoglio e quasi imbarazzo quando i clienti lo chiamano “Maestro”, ma sempre soddisfatto delle loro recensioni positive - è considerato, infatti, uno tra i cinque migliori costruttori di pagaie al mondo.

Un viaggio nel passato, ai tempi degli Inuit

Quanti di voi, alla parola “pagaia”, hanno pensato a quella europea, fatta di plastica e alluminio, utilizzata al mare, per una bella gita in kayak?

In realtà, il modello groenlandese è ben diverso: un pezzo unico di legno, lungo e fine, con due pale alle estremità larghe 8-9 centimetri, una forma che, come ci insegnano i primi costruttori, gli Inuit, consente di pagaiare mantenendo una posizione bassa, meno stancante, quindi di restare in acqua più a lungo - caratteristiche importanti, se il viaggio è particolarmente importante!

Un prodotto di nicchia, quindi, dedicato a veri appassionati del kayak per i quali scegliere le pagaie Avatak «è naturale, se vendo un modello a una persona che abita in un posto in cui gli altri hanno pagaie europee, prima o poi arrivano anche altri ordini», afferma Sergio, spiegando che, di solito, viene contattato da kayakers di tutto il mondo, tramite telefono o mail, alla ricerca di consigli sul modello di pagaia “a catalogo” più adeguata alle loro esigenze.

Ogni pagaia realizzata rappresenta, per Sergio, un’emozione, una prova concreta delle sue capacità; quando una sua creazione viene venduta e spedita il falegname pensa «chissà dove andrai, che posti stupendi vedrai e quante avventure dovrai affrontare con il tuo nuovo compagno di viaggio...», come se l’amore con cui quel pezzo di legno è stato lavorato avesse trasmesso a questo un’anima, una vita propria, la voglia di scoprire posti nuovi e affrontare avventure meravigliose.

Anche se non siete esperti kayakers ma volete scoprire di più su questo mondo, potete guardare le bellissime lavorazioni di Sergio su Facebook Sergio.betucchi, su Instagram @avatakpagaie e @sergiobetucchi e sul suo sito https://www.avatakpagaie.com/

Giulia Nicora