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Varese | 26 novembre 2020, 13:09

Da riqualificazione a mera demolizione, i consiglieri declassano il progetto sull'ex Aermacchi

«Cancellare la storia, della città ma anche dell'archietettura di un tempo, per inserire nel comparto l'ennesimo supermercato non può essere considerato premiante». Le considerazioni dei consiglieri di maggioranza e opposizione sul progetto di Italiana Diamanti e Tigros

Da riqualificazione a mera demolizione, i consiglieri declassano il progetto sull'ex Aermacchi

Provate a immaginare di fare spesa (visto che si parla di aprire l'ennesimo supermercato del quartiere) in un hangar ristrutturato e poi di farla in un cubo brandizzato. Nel primo caso sareste consapevoli di trovarvi all'interno di un luogo che aveva un passato e potreste anche ricordarlo. Nel secondo caso potreste essere ovunque. 

E' un po' questo il ragionamento alla base della discussione avvenuta ieri sera durante la commissione urbanistica che si è approcciata per la prima volta al progetto di demolizione dell'ex Aermacchi. La chiamiamo così perché sia il termine rigenerazione che riqualificazione, i tecnici hanno chiarito che non possono essere associati a questo tipo di progetto (leggi QUI).

Per intenderci ancora meglio, calza a pennello l'esempio portato in commissione dal consigliere Fabio Binelli (Lega). «Dove adesso c'è il Carrefour di via Milano, difronte alla Stazione, aveva sede lo storico Calzaturificio Di Varese - ha detto - In pochi se lo ricordano perché è stato demolito per realizzare quella struttura poco qualificante che vediamo oggi. Ed è il rischio che corrono anche gli hangar dell'ex Aermacchi se non si ragiona in termini di rifunzionalizzazione della struttura. La tematica storico culturale è quindi per me ineludibile, ma dobbiamo decidere se la vogliamo affrontare oppure no. Nel merito di questo progetto, ci sono poi criticità specifiche, come l'impatto viabilistico sulla zona e gli interventi sul Vellone, che andrebbero approfonditi».

Anche Enzo Laforgia (Progetto Concittadino) concorda con i tecnici della consulta sulla qualità urbana: «Penso che un intervento di questo tipo debba entrare in relazione con la città considerando le sue stratificazioni storiche, sennò il rischio è di creare dei “non luoghi”».

Sempre dando per assodato che li si insedierà un supermercato. Perché in realtà le obiezioni dei consiglieri, anche di maggioranza, sono proprio sull'opportunità di inserire nella zona un'altra struttura di media distribuzione, di cui il quartiere è già ampliamente dotato. «Sarebbe un ennesimo capannone brandizzato avulso dalla realtà e non migliorativo - ha detto Elena Baratelli (Varese 2.0) -,  anzi enormemente peggiorativo del quartiere che da semi centrale diventerebbe un'anonima periferia». 

Depotenziato anche il coraggio imprenditoriale di investire in un'area così complessa: «Per prima cosa, gli incentivi messi in campo dall'amministrazione premiano il privato che investe e che di risorse ne ha, ma comportano un minor vantaggio pubblico», ha aggiunto Binelli. «Un supermercato in un contesto di brutale competitività non restituisce nulla alla città - ha detto Valerio Crugnola (Lista Davide Galimberti Sindaco) - La politica deve riprendere il posto di comando in questo senso: non è che l'investitore coraggioso merita un plauso, ma si prende anche le legittime critiche».

Di diverso avviso invece il Partito Democratico (QUI l'intervento del segretario Luca Carignola) e i consiglieri Valerio Vigoni (Lista Orrigoni) e Giuseppe Pullara (Italia Viva), per cui un intervento migliorativo delle condizioni attuali dell'area andrebbe assolutamente premiato. 

La discussione sul progetto è quindi tutt'altro che chiusa ed è lo stesso presidente di commissione, Luca Paris (Pd) ad aver chiesto la massima condivisione di tutti i passaggi aministrativi che il progetto dovrà affrontare. 

Valentina Fumagalli


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