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Backstage | 25 novembre 2020, 17:21

Emergenza Covid tra vaccini, frontalieri, scuole o ospedali. A cuore aperto a #Backstage i sindaci di Angera e Laveno Mombello e il pediatra: «Non abbassare la guardia»

Alessandro Paladini Molgora (Angera), Luca Santagostino (Laveno Mombello), il dottor Vittorio Vezzetti sono stati ospiti del talkshow di VareseNoi per parlare senza giri di parole della situazione Coronavirus: «Fiducia nella scienza e nel servizio sanitario». Rivedi la puntata.

Emergenza Covid tra vaccini, frontalieri, scuole o ospedali. A cuore aperto a #Backstage i sindaci di Angera e Laveno Mombello e il pediatra: «Non abbassare la guardia»

Vaccini antinfluenzali, vaccini anti Covid, situazione dei frontalieri, degli ospedali e delle scuole del nostro territorio; una chiacchierata a 360 gradi, senza giri di parole e andando dritti al cuore dell'emergenza Coronavirus quella di martedì sera a VareseNoi nel nostro talkshow #Backstage con ospiti il sindaco di Angera e medico ortopedico all'ospedale cittadino Alessandro Paladini Molgora, il sindaco di Laveno Mombello e manager della sanità privata svizzera Luca Santagostino e il pediatra angerese Vittorio Vezzetti.

«L'aumento dei contagi nella seconda ondata in provincia di Varese può essere spiegato con il fatto che eravamo tutti suscettibili, con una percentuale di appena l'1% o 2% di persone che avevano incontro il Covid a primavera contro una media del 30% di Bergamo, è stato come accendere una miccia in un pagliaio - ha osservato Vezzetti - la scuola ha avuto un ruolo poi nella diffusione del contagio non tanto all'interno dove i protocolli sono molto rigidi ma per tutto ciò che ci ruota intorno a partire dai trasporti. Mi sembra che l'attuale gestione delle scuole sia un buon compromesso e comunque organizzare la didattica a distanza per le elementari è estremamente complicato. Semmai bisogna migliorare la comunicazione sulle quarantene che a volte arrivano quando il periodo di isolamento è già iniziato da giorni». Con il sindaco di Angera si è affrontato ovviamente il tema dell'ospedale cittadino dove lo stesso primo cittadino lavora. «Tutta la struttura e i suoi 75 letti sono dedicati al Covid e diversi medici e infermieri si sono infettati - ha raccontato il sindaco - a loro mando un saluto e un incoraggiamento per il lavoro encomiabile che stanno facendo, li ho visto sfiniti da turni massacranti ma sempre senza mai smettere di donare il cuore. Adesso la situazione del pronto soccorso è migliorata ma l'ospedale è pieno». Con il sindaco di Laveno uno dei temi affrontati è stato quello dei frontalieri, categoria di cui fa parte lo stesso primo cittadino che è manager della sanità privata in Canton Ticino in una clinica psichiatrica. «L'approccio all'emergenza sanitaria del Canton Ticino e della Lombardia è stato diverso - ha spiegato il primo cittadino lavenese - nella prima ondata ci accusavano di esagerare poi hanno chiuso le frontiere adottando misure severe come le nostre. Nella seconda ondata l'approccio ticinese è stato più soft ma i dati dei contagi stanno calendo lo stesso come da noi, senza chiudere le frontiere perché si sono resi conto che i frontalieri sono indispensabili per l'economia svizzera». 

Tutti e tre gli ospiti hanno poi affrontato il tema dei vaccini, sia quelli antinfluenzali, sia quelli futuri contro il Coronavirus; tutti hanno annunciato che si vaccineranno per il Covid quando si potrà, senza nascondere perplessità sulla reale efficacia del farmaco oggetto di studio. «Consiglio di vaccinarsi - ha detto Paladini Molgora - ma le obiezioni poste da Crisanti non sono scorrette, perché finora dalla case farmaceutiche abbiamo visto un grande battage pubblicitario ma pochi dati sul tavolo. Visto che il problema è mondiale, la parole d'ordine deve essere condivisione». «Per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale il mio consiglio è assolutamente quello di vaccinarsi - ha sottolineato Vezzetti - il problema è che i vaccini stanno arrivando con una lentezza incredibile anche per la fascia pediatrica 6 mesi 6 anni. E' stato fatto un errore di comunicazione quando si è detto "vacciniamo tutti" ma poi non ci sono dosi per tutti. Non dimentichiamo poi che da noi l'influenza non arriva di solito prima di Natale si sovrapporrà al Coronavirus. Anch'io nutro qualche perplessità sul vaccino anti Covid sui possibili effetti collaterali che si mostrano dopo anni e non dopo pochi mesi, non si sono studi sufficienti, nemmeno sul numero di dosi da somministrare ai bambini, insomma la gatta frettolosa rischia di fare i gattini ciechi». Secondo Santagostino «bisogna avere fiducia nella scienza e nel servizio sanitario perché lo Stato sta facendo di tutto per salvaguardare la salute dei cittadini, il problema è il quando arriverà un vaccino anti Covid, i continui annunci rischiano di creare false aspettative». 

 

Matteo Fontana

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