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Varese | 19 novembre 2020, 15:13

Il comitato per la sicurezza studia un piano per le riaperture in provincia di Varese

In vista di un possibile allentamento delle misure anti contagio, si è riunito questa mattina il tavolo composto dai sindaci delle città più grandi, Ats, Asst, il Prefetto e le organizzazioni sindacali

Il comitato per la sicurezza studia un piano per le riaperture in provincia di Varese

Si è riunito questa mattina il comitato per la sicurezza a cui hanno partecipato i sindaci di Varese, Busto, Gallarate e Saronno, il Prefetto, Ats, i Direttori degli ospedali di Varese e Busto e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Un tavolo di confronto per analizzare i numeri dei contagi e riflettere sulle azioni da mettere in campo in vista di un allentamento delle misure e del declassamento di Varese da zona rossa ad arancione.

«Qualsiasi tipo di riapertura che si dovesse prospettare nelle prossime settimane andrà studiata e pianificata nel minimo dettaglio, a partire dai temi dei trasporti e della scuola. Se dovessero esserci i presupposti sanitari per allentare le misure dovrà essere fatto sotto la supervisione delle autorità sanitarie e con un grande impegno da parte di tutte le istituzioni», ha detto il sindaco Davide Galimberti.

«Ho chiesto che venga istituito un tavolo permanente per impostare tutti gli scenari possibili, anche quelli di un allentamento delle misure in vista del Natale – ha spiegato il sindaco durante l'incontro - Dobbiamo da subito pianificare le migliori azioni, e gli interventi concreti, per alcuni ambiti essenziali ad una ripresa in piena sicurezza, così da evitare o ridurre l'impatto  di una terza ondata - ha aggiunto - Con un'attenta supervisione del Prefetto e delle autorità sanitarie. I sacrifici che tutti i varesini stanno compiendo in queste settimane non possono essere vanificati. Dobbiamo farci trovare pronti ad ogni possibile scenario adottando tutte le misure per farlo in sicurezza. Dovremo convivere con il virus per parecchi mesi quindi costruiamo un progetto provinciale di convivenza».

 

Redazione

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