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Basket | 10 novembre 2020, 19:38

Il basket senza soldi e falcidiato dal Covid: «Andare avanti così non ha più senso»

Ancora positivi a Milano, Venezia, Pesaro e Brindisi: il prossimo turno di campionato si giocherà dimezzato. La situazione sta sfuggendo di mano e la Lega non si vuole fermare, né prende in considerazione altre soluzioni (blocco delle retrocessioni). Se ne é parlato ieri a “L’ultima Contesa” con i giornalisti Vanetti e Corsolini

Il basket senza soldi e falcidiato dal Covid: «Andare avanti così non ha più senso»

Focolaio di Covid all’Olimpia Milano, che ieri ha sospeso le proprie attività di squadra. Stessa decisione oggi a Venezia: stop di 10 giorni, niente gare in campionato né in Eurocup. Sempre a causa del virus Cantù è ferma da tre settimane (e ci resterà anche una quarta), Reggio Emilia da due (e ci resterà anche una terza), Cremona da una (e ci resterà anche una seconda). Nuovi casi sono stati annunciati nel pomeriggio odierno a Pesaro (che domenica - senza Cain - ha giocato contro Varese…) e a Brindisi. Bologna, Sassari e Trento, infine, hanno un elemento del team squadra attualmente positivo.

In soldoni soccorre un altro dato: dopo aver lasciato per strada 5 partite in sette turni, nel prossimo weekend il massimo torneo italiano di basket potrebbe essere costretto a giocarne 4 su 8: il rinvii di Cantù-Trieste e di Reggio Emila-Treviso sono già ufficiali, quelli di Venezia-Trieste e di Cantù-Milano l’ufficialità l’aspettano solo. E siamo solo a martedì…

Questa è la Serie A che «deve andare avanti», perché «non ci si può fermare». Questa è la Serie A  - perennemente a porte chiuse - che al tavolo della Legabasket non si degna nemmeno di prendere in considerazione il blocco delle retrocessioni, aspettando aiuti che non arrivano e languendo nell’inerzia invece di provare a immaginare misure che salvino le società da un bagno di sangue economico (aspetto ancor più decisivo dell’equità competitiva messa sempre più a rischio dal Covid che falcidia i roster). 

Di questi delicati argomenti si è abbondantemente parlato ieri nella settima puntata de “L’ultima contesa”, ospiti due giornalisti della palla a spicchi nazionale: Flavio Vanetti e Luca Corsolini. Vi riportiamo alcuni estratti della discussione.

 

SULLA SITUAZIONE GENERALE

Corsolini: «La convivenza con il Covid sta cambiando lo spessore delle squadre. Ci sono giocatori passati a rendimenti ridicoli senza che vi siano motivazioni tecniche o fisiche: esse sono palesemente morali. Giocano come pulcini impauriti. E nessuno lo aveva considerato alla vigilia di questa stagione». 

Corsolini: «Le squadre sono smarrite e le società sono ferme. Tutte stanno perdendo soldi per mancanza di ricavi, sia l’inarrivabile Milano, sia quelle che sono espressione di un proprietario come la Virtus Bologna, sia quelle che sono rette da più aziende come Varese. Perché allora non ci fermiamo? Perché non solo non ci fermiamo, ma non pianifichiamo una ripartenza? Andare avanti per poter chiedere gli aiuti di Stato? Si tratta di accanimento terapeutico. Quando era il momento non sono stati fatti né piani B, né piani C e oggi non viene ascoltato nemmeno chi propone adeguamenti per evitare inutili e pericolosi viaggi come Carlo Recalcati».

Vanetti: «Il basket italiano si sta dimostrando un mix di ignavia e velleitarismo e non riesce a calarsi nella realtà. Non vedo perché non si voglia cercare di salvare almeno una parvenza di equità competitiva e i valori del campo. Si inseguono soldi (aiuti ndr) che non si riescono a ottenere. Andare avanti non ha più senso».

 

SUL BLOCCO DELLE RETROCESSIONI

Vanetti: «Bloccare le retrocessioni sarebbe un atto di realismo e non mi capacito che non sia stato nemmeno discusso durante l’ultima riunione di Lega. Sarebbe il vero piano B. Non ci si può fermare? Ok, mantieni i contratti, giochi le partite che puoi giocare, ma hai la certezza di non aggravare ancora di più i conti delle società. Ma nella pallacanestro italiana manca la coesione anche per prendere una decisione come questa». 

Corsolini: «La situazione è talmente eccezionale che l’unica soluzione è essere normali. Si azzeri subito la possibilità di retrocedere: non si capisce in base a quale principio società come Varese e la Fortitudo, in un contesto economico come quello attuale senza precedenti e che non prevede entrate, debbano andare avanti a sostenere altre spese per paura di non restare in Serie A»

 

Per una comprensione integrale della discussione e per ascoltare l’analisi fatta da Flavio Vanetti sul momento nero vissuto dalla Pallacanestro Varese, vi rimandiamo alla visione dell’intera puntata de “L’ultima contesa”, che allaghiamo qui sotto.

Fabio Gandini


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