Territorio - 06 novembre 2020, 11:06

Lo sfogo di una parrucchiera varesina in zona rossa: «Se non possiamo ricevere clienti da fuori Comune era meglio che ci chiudessero, almeno potevamo avere il ristoro»

Ornella Ruspini è la titolare di "Idea Moda", negozio aperto da 35 anni nel piccolo paese di Biandronno: «Siamo aperti ma praticamente senza clienti, visto che ne abbiamo tanti che vengono da fuori comune, insomma oltre al danno la beffa»

Ornella Ruspini

«Era meglio che ci avessero chiuso come a marzo, così forse potevamo ricevere anche noi il ristoro promesso dal Governo, visto che non possiamo ricevere clienti che arrivano da fuori Comune». Inizia così lo sfogo di Ornella Ruspini titolare del negozio di parrucchiera "Idea Moda" che da 35 anni ha sede nel piccolo comune di Biandronno; un salone conosciuto in tutta la zona per la qualità del servizio offerto che non riguarda solo l'aspetto estetico ma anche la cura del capello.

«A parte il fatto che non riusciamo a capire come mai perché noi parrucchieri possiamo rimanere aperti e i saloni di estetica no, ci troviamo di nuovo di fronte all'ennesimo problema posto dal nuovo decreto - spiega l'imprenditrice - lo spostamento tra comuni esclusivamente per necessità va a penalizzare chi come noi, ma anche come tanti colleghi, ha una clientela che arriva da fuori paese». Andare dal parrucchiere non è una necessità e quindi, come hanno confermato anche le varie autorità e le associazioni di categoria, possono essere ricevuti solo clienti residenti nel comune in cui è ubicato il negozio.  

«Una grande percentuale di negozi resterà aperto, ma praticamente quasi senza clienti - sottolinea la parrucchiera di Biandronno - sarebbe bastato forse applicare poche regole lasciando lo spostamento fra Comuni per i negozi aperti, insomma oltre al danno la beffa. Il problema è che per il 70%, ma quasi per tutti i negozi storici, la clientela difficilmente è del paese pertanto è come essere chiusi ma come me anche tantissimi colleghi che hanno la stessa attività. A questo punto era meglio chiuderci o almeno si poteva consentire di venire a quei clienti che stanno facendo trattamenti specifici per mantenere i capelli sani e che sono così doppiamente penalizzati». 

Matteo Fontana