/ Territorio

Territorio | 30 ottobre 2020, 07:02

«Io malata di Coronavirus senza sapere dove e quando mi sono contagiata, sono stata sempre assistita dalle istituzioni pubbliche»

Fabrizia De Peri, cinquantenne di Orino, racconta a VareseNoi la sua esperienza con il Covid e con la quarantena, vista anche la positività del figlio: «Persiste tuttora l'assenza totale e assoluta di gusto e olfatto, voglio spezzare una lancia a favore della sanità pubblica e del mio Comune che mi hanno sempre assistito»

«Io malata di Coronavirus senza sapere dove e quando mi sono contagiata, sono stata sempre assistita dalle istituzioni pubbliche»

Avvertire i primi sintomi, simili a quelli dell'influenza, perdere completamente il gusto e l'olfatto, fare un tampone e risultare positivi al Coronavirus, senza sapere dove e quando ci si è contagiati, vivere in quarantena con in casa anche il figlio contagiato dal Covid, non sentirmi mai abbandonati né dalla sanità pubblica e nemmeno dal proprio Comune di residenza e dopo una dozzina di giorni il tampone finalmente negativo.

E' in estrema sintesi la storia di Fabrizia De Peri, cinquantenne di Orino, che racconta a VareseNoi la sua esperienza di malata di Coronavirus. «Non so dire dove sia iniziato il tutto - spiega Fabrizia - non ho grandi frequentazioni né una vita sociale particolarmente intensa, se si escludono il supermercato, l'edicola, qualche negozio "toccata e fuga", nei quali peraltro ho sempre avuto accesso "bardata" come da tempo occorre essere e tengo a sottolineare che anche in tempi non sospetti, in cui non era obbligatoria, la mascherina ha sempre fatto parte integrante del mio dress code». Unica eccezione a una quotidianità ritirata, l'hobby della palestra.  «L'unica presenza davvero assidua e costante nella mia vita è stata la palestra - prosegue - l'ho frequentata per tre giorni a settimana seguendo le direttive imposte dell'entrata contingentata, della disinfezione di mani ed attrezzi dopo ogni utilizzo e del distanziamento per quanto possibile. I primi sintomi sono stati quelli simili ad una normale influenza: raffreddore, febbre, tosse secca ed indolenzimento generale, che io stupidamente attribuivo ad un carico esagerato in palestra, con in più un avvisaglia "strana", che mi ha poi rimandato al Coronavirus e precisamente l'assenza, fastidiosissima, totale ed assoluta, che peraltro tuttora persiste, di olfatto e gusto».

Il sintomo per eccellenza attribuito al Covid fa scattare subito il sospetto di essere positiva al Covid, così Fabrizia decide di sottoporsi al tampone. «Il persistere di questo malessere direi significativo e davvero noioso mi ha indotto a richiedere, privatamente, l'esecuzione di un tampone, prenotato il mattino per le 14.20 dello stesso pomeriggio al Poliambulatorio Beccaria a Varese - prosegue - Il giorno dopo mi ha contattato il medico per confermare la positività e per indicarmi, a grandi linee la condotta da seguire in attesa delle disposizioni da Ats Insubria. Mio figlio, che frequenta la mia stessa palestra, ha da subito rivelato gli stessi miei sintomi, mio marito invece non ha mai mostrato sintomi. Su indicazione precisa dell'Ats che mi ha contattato dapprima telefonicamente quindi via mail, ci siamo messi in quarantena: isolamento totale per undici giorni io e mio figlio, quarantena fiduciaria per 14 giorni mio marito. Anche il nostro medico di base, da subito presente, ha sottoscritto le medesime indicazioni riservandosi di tenersi in contatto sia con noi che con l'azienda sanitaria».

Anche il Comune di residenza ha fatto la sua parte. «Il Comune di Orino da subito con i volontari della protezione civile ed il sindaco, ha segnalato la propria disponibilità per qualsiasi nostra necessità e ci ha immediatamente recapitato i sacchi rossi deputati alla raccolta dei rifiuti da contagio. L'Ats mi ha subito richiesto via mail i nominativi ed i dati dei contatti con i quali fino a due giorni prima di avvertire i sintomi sono entrata in relazione. Lunedì scorso con una nuova mail l'azienda sanitaria mi ha invitato ad effettuare il nuovo tampone , esattamente come ventilato, undici giorni dopo il presunto inizio del contagio: confermata la data con un semplice click sul banner e seguendo le precise indicazioni fornite, mi sono recata in via Ottorino Rossi per eseguire il tampone. Devo dire che pur essendo in molti, pur dovendo restare in auto, l'organizzazione è stata perfetta: siamo stati accolti dai volontari, fatti incolonnare fino a raggiungere le due postazioni sotto i tendoni della Croce Rossa posti nel piazzale nei quali sono stati eseguiti i tamponi» afferma. 

Finalmente il risultato tanto sperato e atteso è arrivato, Fabrizia è negativa e dichiarata guarita dal Covid. «Non so dire se sono stata io ad essere "fortunata", ma mi sono imbattuta in una gestione precisa ed inappuntabile, considerato soprattutto il momento davvero difficile: due tra le istituzioni notoriamente più bistrattate, quali la sanità ed il Comune, mi hanno fornito un'assistenza ed una vicinanza davvero esemplari che mi è parso doveroso sottolineare. È vero, il la è partito da un esame eseguito privatamente che mi sono presa io l'iniziativa di richiedere ma quanto è stato di necessaria competenza della sanità pubblica è stato davvero adempiuto in maniera perfetta, soprattutto se consideriamo il momento davvero estremamente pesante». 

 

Matteo Fontana

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore