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Cronaca | 17 ottobre 2020, 12:41

FOTO E VIDEO. Kalashnikov, uzi e granate, sequestrato un arsenale di armi da guerra a Gallarate

Un arresto nel Varesotto da parte della Digos con la collaborazione dell'antiterrorismo nell'operazione "War Machine". Altre tre persone in manette per traffico internazionale illecito di armi comuni e da guerra. Secondo gli investigatori il gruppo commerciava con Afghanistan, Iraq e Georgia

FOTO E VIDEO. Kalashnikov, uzi e granate, sequestrato un arsenale di armi da guerra a Gallarate

La Polizia di Stato di Varese ha eseguito, in più fasi, 4 arresti nonché 9 perquisizioni domiciliari nei confronti di soggetti - residenti nella provincia di Varese e nelle province di Novara e di Monza Brianza - in quanto ritenuti coinvolti, a vario titolo, in un traffico internazionale illecito di armi comuni e da guerra. L’inchiesta condotta dalla Digos di Varese, coadiuvata dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/ UCIGOS – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio e si è sviluppata dal monitoraggio di un personaggio già conosciuto per la commissione di analoghi reati.

Si tratta di un cittadino italiano, classe ’59, domiciliato a Gallarate, già tratto in arresto il 10 luglio 2019 - nell’ambito di un’altra inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Torino e poi stralciata a favore dell’omologo Ufficio giudiziario di Busto Arsizio (VA) - perché responsabile di detenzione illegale di armi sia da guerra che comuni nonché di parti di esse e munizionamento vario. All’uomo erano stati concessi dal 4 settembre scorso i benefici dell’obbligo di dimora presso il comune di Gallarate in sostituzione del regime degli arresti domiciliari, ma sin dai mesi precedenti erano emersi numerosi contatti sospetti tenuti dal predetto che avevano indotto gli uomini della Polizia di Stato ad intensificare gli approfondimenti investigativi già in atto.

«Accanto ai mezzi elettronici di captazione informatica è stato necessario, data la scaltrezza degli arrestati, utilizzare tecniche old school – ha spiegato il dirigente Digos, Oreste Ariano - Dovete immaginare che i soggetti erano immersi in un'attività illecita di un certo spessore criminale: effettuavano contro pedinamenti, accertamenti per rilevare i nostri Gps ed erano in grado di cancellare certi contenuti e certe conversazioni. Solo la presenza fisica degli operatori ha permesso di ricostruire la rete e di effettuare l'incredibile sequestro di armi».

Per fare un esempio: una conversazione tra due arrestati è avvenuta all'interno di un centro commerciale, nel tunnel del bagno, attraverso una vecchia cabina telefonica: «Questo dimostra la scaltrezza dei soggetti, ma anche l'abnegazione degli uomini della Polizia che ha permesso di far emergere anche quanto fatto dagli arrestati all'estero, senza che nulla transitasse dall'Italia. Si parla di commesse di migliaia di armi da guerra e milioni di munizioni con un potenziale offensivo enorme». Tra le armi sequestrate anche 15 candelotti artigianali che gli artificieri hanno definito "di natura micidiali". 

La svolta nelle indagini il pomeriggio dell’11 ottobre quando la Digos di Varese, nel corso di un servizio mirato all’osservazione dell’uomo, accertava il suo attraversamento del confine nazionale verso la Svizzera dal valico di Gaggiolo e ne attendeva il rientro. Tale circostanza è stata tempestivamente partecipata ai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Gaggiolo (VA) che, in serata al momento del passaggio alla frontiera, hanno sottoposto l’uomo ad approfondito controllo al cui esito sono state sequestrate una pistola cal. 22 mod. AMT Automag II 22, munita di caricatore, una scatola da 50 proiettili calibro 22 nonché 1 castello di una pistola semiautomatica, occulatati nella borsa dell'anziana madre che viaggiava con lui. In considerazione di quanto rinvenuto, nella stessa serata operatori della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato hanno eseguito un’altra perquisizione nell’abitazione di Gallarate di dell’uomo al cui esito è stato sequestrato: 1 mitra cecoslovacco VZ26, un fucile d’assalto Armsel Striker, 1 pistola Remington cal. 45 completa di caricatore e 2 pistole lancia razzi con 10 munizioni, 1 granata ad “ananas” completa di spoletta, 21 parti d’arma e 168 munizioni di vario calibro, anche da guerra .

L’uomo è stato quindi tratto in arresto per detenzione illegale di armi e munizionamento da guerra. Nel corso di una seconda perquisizione che ha interessato una cantina non censita nella disponibilità di dello stesso è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale di armi: sono stati sequestrati complessivamente 2 mitragliatrici pesanti, 6 mitra, 4 fucili mitragliatori, 3 pistole mitragliatrici, 14 fucili di vario tipo tra cui 2 kalashnikov, 2 granate fumogene, 35 parti d’arma, circa 10.000 munizioni di vario calibro, 128 serbatoi per cartucce.

«Non si tratta di un episodio isolato, ma della caratura professionale da parte dell'indagato nella detenzione e nell'approvvigionamento imponente di armi per un traffico internazionale e per lo più, quello che abbiamo trovato, è il riscontro di un'attività di messa in vendita e il trasferimento delle armi estero su estero senza il transito sul territorio nazionale», hanno sottolineato il procuratore di Busto Arsizio Giuseppe D'Amico e il sostituto procuratore Massimo de Filippo.

Ulteriori approfondimenti svolti hanno consentito di individuare, fra i vari contatti dell’arrestato, sei soggetti di particolare interesse; nei confronti degli stessi, il Sostituto Procuratore ha emesso decreti di perquisizione domiciliare che sono stati eseguiti nella giornata di ieri, 16 ottobre. Gli esiti delle perquisizioni sono stati positivi: gli operatori della Digos di Varese e del Servizio Antiterrorismo Interno/UCIGOS hanno rinvenuto complessivamente 3 armi da guerra , 14 manufatti artigianali esplosivi, 7 pistole semi automatiche, 6 revolver, una pistola con la matricola abrasa, 1 fucile a pompa e centinaia di munizioni di vario calibro. Sono stati quindi arrestati ulteriori tre soggetti residenti a Uboldo, Somma Lombardo e Novara. 

«Il nome dell'operazione, War Machine, la dice tutta sulla bontà delle operazioni investigative svolte, sulla natura del grande quantitativo di armi sequestrate», ha detto il  direttore del servizio centrale di prevenzione Eugenio Spina che ha così spiegato il coinvolgimento del suo reparto: «L'indagine parte da una vicenda conclusasi lo scorso anno che aveva visto come protagonista l'arrestato nell'ambito di un'attività che avevamo svolto come struttura antiterrrorismo. Al momento è da escludere qualsivoglia collegamento con fatti di terrorismo. Escludiamo che le armi potessero essere dirette ad organizzazioni terroristiche interne o internazionale. L'ipotesi formulata è di un traffico internazionale di armi e le indagini sono concluse».  

Valentina Fumagalli

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